Data della salita: 20 agosto 2006
Località: VALLI DI LANZO ->VALLONE DI SEA
Dislivello: 1.078 m
Difficoltà: ESCURSIONISMO – E
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Descrizione del paesaggio e panorami
Il Bivacco CAI Soardi-Fassero si trova nel cuore del selvaggio Vallone di Sea, appendice dell’alta Val Grande di Lanzo. La costruzione, come la possiamo vedere oggi, è frutto di un grosso lavoro di ristrutturazione di una vecchia costruzione precedentemente sita, effettuato nel 1993. E’ un importante punto di appoggio per numerose bellissime salite della zona tra le quali possiamo evidenziare: Albaron di Sea, Punta Tonini, Punta di Sea, Punta Francesetti, parete N e cresta E dell’Uja di Ciamarella, Punta Bonneval, Col di Sea. Il bivacco dispone di 14 posti letto con materassi e coperte e di 15 posti a sedere ed è davvero confortevole, dotato anche di illuminazione elettrica grazie a pannelli solari fotovoltaici. Nei pressi del bivacco, poco oltre, è possibile inoltre disporre di acqua in abbondanza grazie a diversi ruscelli che calano dalle Rocce di Monfret.
La vista che si apre dalla sua soglia è a dir poco impressionante con i mille metri di parete rocciosa discendente dalla vetta dell’Albaron di Sea e con l’aguzzo profilo dell’Uja di Mondrone sulla sinistra. Il percorso per la salita è di natura semplicemente escursionistica e, nonostante i suoi 6 km e 1.028 m di dislivello, scorre leggero e veloce sotto i piedi su un terreno misto tra distese di prati e rododendri e brevi e tortuose salite.
Relazione
Da Forno Alpi Graie (1.219 m) superare il ponte sulla Stura e dirigersi verso sinistra in direzione dell’evidente Santuario arroccato a 1.330 m. Imboccato il Vallone di Sea, si arriva presto ad un bivio dove è presente una bacheca riassuntiva delle escursioni della valle; seguendo le indicazioni della bacheca, prendere la strada che sale ripida sulla destra. Superate alcune costruzioni dell’acquedotto arrivare sino al punto in cui la carrozzabile attraversa il torrente Stura di Sea perpendicolarmente. Da qui abbandonare la carrozzabile e proseguire sul sentiero che comincia in direzione E e si mantiene sul lato orografico sinistro che sale fin sotto una parete rocciosa per poi riportarsi poco oltre nuovamente al fondo del Vallone. Il sentiero non è altro che una pista costruita dalla Comunità Montana per accedere alla località della sorgente “Grandi Boschi”, dove è stata costruita la presa dell’acquedotto generale delle Valli di Lanzo e, pur non essendo particolarmente ben segnalato è comunque evidentissimo e di facile percorribilità .
E’ indiscutibile la bellezza delle pareti rocciose liscissime che contornano la vallata; qui è stata scritta parte della storia dell’alpinismo e dell’arrampicata e numerose sono le vie d’arrampicata aperte da nomi molto celebri come G.C. Grassi e G.P. Motti. Giunti all’altezza delle orribili costruzioni in cemento armato dell’acquedotto, il sentiero prosegue sulla destra del senso di marcia, sotto la Costiera Malatret e, dopo una breve salita percorre ancora il fondovalle sino ad attraversare la Stura di Sea grazie ad un ponte nei pressi del Gias Balma Massiet (30’;1.500 m).
Il sentiero prosegue oltre l’alpeggio risalendo ora il vallone sulla riva destra orografica del torrente, prima più deciso con alcune serpentine, poi più dolcemente, superato un costone roccioso che determina un restringimento del vallone.
Si giunge così in un altro vasto pianoro che sarà risalito dolcemente dal sentiero in tutta la sua lunghezza sino ad arrivare ad un altro restringimento della vallata in corrispondenza di un enorme roccione sotto il quale sono edificate le costruzioni dell’Alpe di Sea; in questo ultimo tratto s’incrocia un sentiero che si spinge deciso verso sinistra in direzione del Passo dell’Ometto sotto l’Uja di Mondrone e il Ghicet di Sea, passo che permette di poter traversare e giungere al Rifugio Città di Ciriè al Pian della Mussa. A poche decine di metri prima dell’Alpe di Sea ci si può rifornire di acqua da una piccola sorgente ben segnalata posta poco sotto il sentiero. Superato quindi un ponte di legno molto malconcio che sostituisce il vecchio ponte di cemento crollato nell’alluvione del 1993, si giunge tra le case dell’Alpe di Sea (1h; 1.785 m).
Passato l’Alpe, il sentiero prosegue contornando il cucuzzolo roccioso sotto il quale vi sono le costruzioni e, con una breve salitella si può raggiungere il vastissimo e ampio pianoro in cui vi è edificato un altro alpeggio chiamato Gias nuovo a quota 1.888 m che tuttavia non verrà toccato dalla traversata; il sentiero prosegue su prati e al fondo di tale pianoro rimonta molto deciso una stretta gola prima con una serie di strette serpentine, poi, superato un torrentello nei pressi di una piccola cascatella ed aver attraversato un ponticello molto robusto in acciaio e lose si risale l’ultimo tratto su una vera e propria scalinata rocciosa posta tra due enormi massi; il sentiero sbuca così sul margine di una lunga cresta che dà sul pianoro di Gias Piatou, l’ulimo alpeggio dell’itinerario posto poco sopra la cresta sulla destra. (2h; 2.100 m).
Il sentiero risale la costola erbosa molto ripido, poi volge a destra superando a risvolte una dorsale in direzione del Gias Piatou posto a 2.189 m raggiungibile verso destra ad un bivio situato nei pressi di queste baite, nascoste dietro una costola rocciosa; volgendo lo sguardo sopra la costola erbosa, in corrispondenza di un salto roccioso è già possibile scorgere la costruzione del Bivacco Soardi-Fassero; continuando lungo una cresta erbosa che sale parallela al vallone e trascurata la traccia di sinistra ad un bivio successivo che scende sul fondo del vallone, proseguire su quella di destra e con alcune serpentine su terreno ripido si giunge infine al Bivacco Soardi-Fassero Valsea (3h; 2.297 m).
La Discesa
La discesa si svolge sull’itinerario di salita (2h).














