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Rifugio G. Gnifetti (3.647 m) da Staffal (Gressoney)


Data della salita: 15 luglio 2006
Località: VALLE D’AOSTA ->VAL DEL LYS

Dislivello: 711 m
Difficoltà: ESCURSIONISMO – EE


Vuoi salire al Rifugio Gnifetti o esplorare il territorio della Valle del Lys con una Guida Naturalistica per apprezzare in pieno la Natura  e capire cosa hanno compromesso gli ampi interventi dell’uomo operati in questo angolo della Valle d’Aosta? Contattami attraverso il sito e potremo metterci d’accordo.

Descrizione del paesaggio e panorami

Il pollaio d'alta quota

Il pollaio d'alta quota, Rifugio Gnifetti

E’ indubbio che la posizione di questo rifugio è davvero eccezionale, sulla testata del ghiacciaio del Lys e con un terrazzo davvero sconfinato sulla Pianura e sulle lontane Valli di Lanzo e Valli del cuneese… ma è altrettanto vero ed accertato che la pessima estetica di questo Rifugio, da pollaio d’alta quota, lascia alquanto a desiderare… Nella passata annata fui già ospite di questo Rifugio, lamentando ampiamente su queste pagine la pessima qualità e cordialità della passata gestione; in seguito a numerose segnalazioni che effettuai nei confronti della Sede CAI di Varallo Sesia e della Sezione Centrale Rifugi e Bivacchi del CAI ottenni risposte se vogliamo abbastanza confortanti di accertamenti e messa in atto di ispezioni… devo dire che probabilmente tutto ciò è servito in quanto in occasione della mia ultima permanenza ho potuto, finalmente e fortunatamente, godere di una rinnovata e molto più cortese gestione.

Se dovete servirvi di un punto d’appoggio per le belle salite della zona (Lyskamm orientale, Capanna Margherita, Dufour, Zumstein, Parrot, Vincent, Corno Nero, Ludwigshohe…) consiglio tuttavia ancora di prenotare per tempo al più piccolo ma accogliente Rifugio Mantova posto circa 50 metri di dislivello sotto il Rifugio Gnifetti.

Itinerari alpinistici

La salita al Rifugio è da considerarsi una gita di media difficoltà in quanto la gran parte del dislivello viene coperta da due tronconi di comodissima funivia che portano da Stafal sino al Passo dei Salati e dal quale parte il nostro itinerario a piedi che porta prima a Punta Indren e poi al Rifugio. Può altresì essere impiegata la cabinovia che parte da Alagna in Val Sesia e risale sino alla Punta Indren, di poco più alta rispetto al precedente punto. Il terreno sul quale si sviluppa la salita è tipico d’alta montagna fatto di pietraia, nevai e qualche salto roccioso.

Periodo consigliato ed attrezzatura necessaria

Periodo consigliato: La salita al rifugio può essere effettuata agevolmente nel periodo di apertura estiva degli impianti di risalita.
Attrezzatura consigliata: Classica da escursionismo, piccozza per attraversare il facile ed ormai quasi scomparso Ghiacciaio Indren (che comunque presenta qualche infido crepaccio nell’ultimo quarto di percorrenza).

Relazione

Da Stafal si prende la cabinovia che in due tronconi conduce sino al Passo dei Salati (2.967 m). Dal Passo dei Salati si imbocca l’evidente sentiero in direzione N che sale inizialmente ripido su un costone detritico per poi abbattersi su un pianoro dove è possibile incontrare un piccolo nevaio. Risalendo brevemente e portandosi sul versante di Gressoney, il sentiero prosegue su terreno misto prima sulla cresta e poi a mezzacosta. Ci si può aituare in questo tratto con delle comode funi d’acciaio. Giunto su roccia più salda, alla sinistra di un torrione roccioso più massiccio, il sentiero scende di alcuni metri su placca rocciosa abbastanza scivolosa sulla quale tuttavia sono stati attrezzati alcuni scalini d’acciaio che facilitano non poco il passaggio. Scendendo in terreno pietroso si giunge ed attraversa un piccolo colletto sul quale facilmente si trova un nevaio. Da questo punto imboccare il sentiero che risale il versante opposto e, prima su terreno detritico, poi su placche rocciose caratteristiche, si giunge in breve sotto le brutte costruzioni di cemento dell’impianto che sale da Alagna (1h20′; 3.260 m).

Dalla spianata dietro l’impianto di risalita scendere brevemente di poche decine di metri su una strada sterrata e ricongiungersi al sentiero che è segnalato da una casetta rossa su bolli gialli. Seguendo l’evidente traccia si attraversano alcuni nevai (a seconda della stagione) in un percorso pressochè in piano che transita anche accanto alcuni piloni di vecchi ski-lift. Oltre un piccolo salto di rocce si giunge su ciò che rimane del povero ghiacciaio dell’Indren, ovvero una lingua nevosa più o meno marcia che in alcuni punti nasconde anche piccoli laghetti d’acqua pronti per essere usati per il pediluvio. Attraversato il ghiacciaio in un percorso sempre rettilineo a mezzacosta si deve fare attenzione solo all’ultimo tratto in cui sono presenti gli unici crepacci insidiosi… arrivati sulle rocce si riprende la traccia di sentiero che risale su un tratto un po’ stretto e ripido per poi allargarsi e scendere su una pietraia. Da questo punto si deve decidere se prendere la scorciatoia per il Rifugio Gnifetti o se si vuole proseguire per il Rifugio Mantova; nel primo caso il sentiero sale sulla destra prima su una stretta cengia protetta da un canapone e poi con un tratto decisamente più ripido su roccia che tuttavia è addomesticato da funi e scalini di legno/pietra sino a giungere sulla sommità del salto roccioso sulla sponda del Ghiacciaio del Garstelet, nel secondo caso proseguire sempre a mezzacosta dal bivio, scendere su un nevato e, risalita una relativamente breve pietraia, si giunge sino al terrazzo del Rifugio Mantova da cui, se s’intende salire al Gnifetti, si imbocca un facile canalone pietroso mai ripido che porta sul fronte del Ghiacciaio del Garstelet.

Giunti nei pressi del Ghiacciaio del Garstelet manca davvero pochissimo ad arrivare al nostro “pollaio d’alta quota”, s’imbocca la traccia che lo traversa in orizzontale sino ai piedi della bastionata rocciosa che regge l’edificio nei pressi di una evidente scaletta di metallo. Risalita, con molta attenzione si giunge su un sentiero comodo realizzato su una cengia che porta direttamente alle scale di pietra del Rifugio Gnifetti (3h; 3.647 m).

La Discesa

Per il ritorno si segue il medesimo itinerario della salita (2h).

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