Data della salita: 04 settembre 2005
Località: VALLE D’AOSTA -> VAL DEL LYS
Dislivello: 900 m
Difficoltà: ALPINISMO – AD
Descrizione del paesaggio e Panorami
Sul Massiccio del Monte Rosa sono numerose le vette che regalano all’alpinista emozioni da brivido al semplice costo di una facile camminata su ghiacciai ove i pericoli sono davvero esigui ed evidenti: non è certamente il caso dei Lyskamm, sottile linea glaciale che corre ad oltre 4.400 metri di quota, al di sopra di quasi tutte le altre cime del Massiccio. Qui la conoscenza tecnica e la sicurezza di piede diventano fondamentali per la progressione sia in salita che in discesa.
Il Lyskamm Orientale è il più elevato delle due cime gemelle, collegate attraverso la Sella dei Lyskamm (Silberbast) a 4.417 metri da oltre 1 km di aerea cresta glaciale a filo tra due poderosi e ripidissimi versanti: la verticale bastionata rocciosa alta oltre 300 metri sul versante meridionale che s’innalza dal sottostante Ghiacciaio del Lys occidentale e l’enorme parete glaciale alta oltre 1.000 m sul severo versante settentrionale che sovrasta i poderosi crepacci e labirinti di seracchi dello svizzero Grenzgletscher.
E’ proprio questa lunga cresta che si sviluppa per oltre 4 km, dall’occidentale colle del Felik all’orientale colle del Lys, a rendere famose ed ambite le vette dei due Lyskamm: è descritta, dai più, come una tra le più belle traversate di cresta delle Alpi ed essendoci arrivato ad un passo, sulla vetta del Lyskamm Orientale, vi posso assicurare che tutto ciò è la pura e semplice verità , se sulla vetta del Cervino sembra di essere in volo, quassù si ha la costante sensazione di camminare su una sinuosa fune invisibile che ti regala emozioni a 360°, anche sotto i propri piedi.
La fama sinistra di questa cresta è tuttavia inscindibilmente legata alle poderose cornici che si formano sul versante meridionale della cresta sommitale in alcuni casi anche doppie o triple ed alte più di 10 metri; il cedimento di tali cornici sono state responsabili della maggior parte degli incidenti mortali accaduti su queste due cime tanto nel passato, dal 1877 quando precipitò sul roccioso versante meridionale una cordata che ripercorreva la cresta sommitale, quanto occasionalmente ancora oggi.
La Storia
La Storia delle salite ai Lyskamm, date le numerose vie di salita è frammentata ed estesa in un arco di almeno 40 anni, dalla conquista della cima orientale compiuta nel 1861 dalla cordata di J.F. Hardy lungo la cresta E, l’attuale via normale di salita, passando alla prima traversata integrale, dal colle del Felik al colle del Lys, della cresta sommitale nel 1864 ad opera delle guide alpine svizzere Anderegg e Biner con i rispettivi clienti e alla salita delle varie difficili vie che tracciano la ripida parete N, a partire dalla prima salita della guida Klucker e i suoi clienti Norman-Neruda e Reinstadler nel 1890.
Itinerari Alpinistici
Esistono, come anticipato, molti itinerari che conducono alla vetta del Lyskamm Orientale, alcuni relativamente semplici ed altri estremamente difficili, specie sull’aspra parete NNE; spero di essere riuscito a sintetizzare con successo i principali qui di seguito:
- cresta E dal colle del Lys, via normale di salita (AD, ghiaccio);
- cresta SE ovvero denominata cresta Sella dal Naso dei Lyskamm (AD, II, roccia e ghiaccio);
- traversata dal Lyskamm occidentale (AD, II, roccia e ghiaccio);
- cresta Perazzi sulla parete S del Lyskamm orientale (AD, III, roccia e ghiaccio);
- parete S – via Guglielmina (AD+, III, roccia e ghiaccio);
- parete NNE (varie vie di diversa difficolta sino ED);
- sperone N ovvero Sperone Klucker del Lyskamm orientale (D+, 60°, III, roccia e ghiaccio).
La relazione che segue tratterà della salita sulla via normale ovvero la percorrenza dal Colle del Lys della cresta E, via totalmente glaciale ed ampiamente estetica che percorre il filo di una linea che sfiora imponenti pareti vertiginose sulle quali spesso di tuffano maestose ma traditrici cornici nevose.
Attrezzatura necessaria e Periodo consigliato
L’attrezzatura necessaria alla salita è costituita dall’equipaggiamento classico per l’attraversamento di un ghiacciaio: corda, piccozza, ramponi e qualche chiodo da ghiaccio per eventuali manovre di autosoccorso. Il periodo consigliato per la salita è quello estivo, legato solitamente all’apertura degli impianti di risalita di Gressoney-Staffal che permettono agevolmente di raggiungere i Rifugi Mantova e Gnifetti.
Unico dato essenziale da tenere bene in conto è quello di avventurarsi nella salita in condizioni di assenza di vento e con meteo al bello stabile in quanto la tipologia di salita, per la quasi totalità in cresta sui margini di ripidissimi versanti, non consente di poter facilmente rimediare ad eventuali errori o cadute provocate da sbilanciamenti causati dal vento.
Relazione
Percorrendo l’ampia linea che solitamente traccia il ghiacciaio del Garstelet al margine meridionale dello Sperone roccioso che sostiene il Rifugio Gnifetti, si risale il ghiacciaio del Lys superando un paio di pendii più ripidi accanto alle seraccate del versante settentrionale della Piramide Vincent sino a giungere accanto al Balmenhorn, posto alla nostra destra nel senso di salita, sulla punta del quale sorge la bronzea statua del Cristo delle Vette di cui quest’anno (2005) ricorre il 50enario della posa in opera da parte degli alpini. A questo punto, ormai in vista del Colle del Lys, la traccia si biforca: diritti si prosegue per il pianoro del Colle del Lys e quindi in direzione delle punte Doufur, Zumstein, Parrot e Gnifetti ove sorge la Capanna Margherita, a sinistra si punta invece ad un rilievo roccioso che si solleva di alcune decine di metri dal ghiacciaio a breve distanza, sulla destra, del primo ripido tratto della cresta E della nostra meta. Tale evidente rilievo roccioso ha un nome ben preciso da ormai alcuni secoli legato alla Storia Alpinistica della zona ed anche ad un filo di leggenda: “Roccia della Scoperta”. Imbocchiamo la traccia che si porta alla Roccia della Scoperta, oltre un ampio pianoro crepacciato sino alla base del primo ripido tratto di cresta (4.153 m; 2h15′).
Da qui la via non può più essere sbagliata, percorrendo fedelmente la linea di cresta in direzione della rocciosa vetta che tuttavia ci è ancora nascosta alla visuale. Superato un primo tratto molto pendente esattamente sul filo di cresta, si scavalca una piccola crepaccia terminale all’incirca a metà della salita e si giunge su un tratto sostanzialmente pianeggiate dell’affilatissima cresta dal quale è finalmente visibile tutto il rimanente tratto di salita sino alla vetta. Alla nostra destra scende il ripido ed impressionante versante settentrionale del Lyskamm orientale che appare come un orrido scivolo ad oltre 60° di pendenza, mentre sulla sinistra abbiamo un pendio ancora più ripido ma molto più breve che cala sino al ghiacciaio sottostante. Percorriamo il tratto pianeggiante dell’affilata crestina, inizialmente sul versante italiano poi, poco oltre ci portiamo sul versante svizzero per evitare le enormi cornici che di aggettano verso SE. E’ questo forse il tratto più esposto, affilato e delicato dell’intera salita (4.300 m; 2h45′).
Superato tale tratto siamo su un punto più largo ma sempre molto esposto sul ripido versante settentrionale, dal quale si vede bene l’ultima lunga rampa di salita che conduce in vetta; a partire da questo tratto sino in cima ci terremo sempre sul versante settentrionale a parecchia distanza dal filo di cresta poiché è proprio da qui che si staccano le maggiori cornici sul versante meridionale. Portandoci alla base del ripido pendio glaciale soprastante scavalchiamo un’altra piccola crepacciata e cominciamo la faticosa risalita di questo tratto di cresta che raggiunge punte di pendenza di 50°; ci circonda un panorama mozzafiato ed impressionante composto per la maggior parte dal vuoto. Poco prima del tratto roccioso che contraddistingue la vetta del Lyskamm Orientale, sulla quale vi è posta una croce metallica, il pendio si fa più dolce in corrispondenza di una marcata deviazione verso O della linea di cresta. Percorriamo ancora questo bellissimo tratto ove possiamo intravedere sulla sinistra della cresta rocciosa, il lontano Cervino e Monte Bianco sino a giungere alla base delle roccette, facili ma non troppo, da superare per giungere sul punto più elevato del Lyskamm Orientale (4.527 m; 3h30′).
Se proseguiamo oltre possiamo affacciarci sulla famosa traversata, ad un passo da imponenti cornici glaciali dalle quali è bene tenersi a rispettosa distanza. Se non è nostra intenzione proseguire nella traversata possiamo portarci sino nel punto in cui si apre la bellissima visuale verso il settore occidentale del Monte Rosa e sul Cervino.
Discesa
Per discendere da questa fantastica vetta del Monte Rosa è sufficiente ripercorrere la linea glaciale percorsa in salita esattamente sui nostri passi sino al pianeggiante Colle del Lys (2h30′).















#1 di marco il 18 gennaio 2010 - 20:42
Ottima descrizione!
Ho fatto la traversata nel 2008 e confermo l’incredibile bellezza di questo itinerario.