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Punta dell’Aquila (2.135 m) da Alpe Colombino


Data della salita: 14 gennaio 2006
Località: VAL SANGONE

Dislivello: 885 m

Difficoltà: ESCURSIONISMO – E


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Descrizione del paesaggio e panorami e Storia

La vetta della Punta dell'Aquila

La vetta della Punta dell'Aquila

Questo suggestivo monte si eleva a Sud-Ovest di Giaveno (TO) e, con il suo profilo ben definito, con profili morbidi orientati verso Nord è ben visibile da tutta Torino. Rappresenta la massima elevazione dello spartiacque tra la Valsangone e la bassa Val Chisone, notevolissimo punto panoramico sull’intera pianura torinese.

Le sue pendici, in passato, furono la culla dello sci in Italia, infatti, nella conca di Pra Fieul, Adolfo Kind sperimentò per primo i sottili pattini di legno nel 1898. Alla metà degli anni 60 sopraggiunse tuttavia l’invasione delle seggiovie che non risparmiò di certo l’Aquila. Dopo anni di intenso utilizzo tuttavia tali impianti vennero abbandonati completamente e ancor oggi costituiscono l’unica pecca dei paesaggi stupendi di questa parte di montagna…

Oggi l’Aquila rappresenta un’ottima palestra di allenamento per un folta schiera di sci-alpinisti, e naturalmente, una stupenda escursione che può essere effettuata in qualsiasi priodo dell’anno e della giornata….

Periodo consigliato ed attrezzatura necessaria

Non esiste per questa ascesa un vero e proprio periodo consigliato in quanto può essere effettuata in ogni stagione regalando davvero sempre un’emozione nuova e particolare.
Attrezzatura consigliata: deve essere valutata in base al periodo dell’anno in cui si intraprende la salita.

Relazione

L’itinerario nel suo sviluppo non presenta alcuna difficoltà di orientamento, in quanto segue fedelmente la cresta N che unisce le cime sino alla vetta dell’Aquila. Dal piazzale dell’Alpe Colombino bisogna avviarsi verso O seguendo l’evidente carrareccia che, con una lunga mezzacosta e passando a sin. della torre della ex seggiovia, conduce al colletto del Pian del Secco ben visibile dal piazzale (1.434 m; 20′).

Piegando a sinistra si segue la cresta N della Punta Aquila. Larga come un vero pendio, di media e uniforme inclinazione, adduce ad una prominenza (1.600 m; 35′) seguita da un crinale più marcato.

Si attacca così direttamente la seconda e più decisa rampa che termina ai fabbricati oggi in rovina della ex-stazione d’arrivo della seggiovia ubicata nei pressi di Punta delle Lese (1.857 m; 1h10′)

Passando fra i due fabbricati si avanza poi in piano sul vicino filo di cresta che, poco oltre, si allarga in un pendio di media pendenza convesso e con ripide fiancate in un tratto che culmina con un’altra prominenza (2.000 m; 1h20′).

Da qui è possibile seguire due vie che giungono entrambe ad un casotto di cemento armato posto sulla cresta a 2.115 m:

  • Sulla sinistra si segue un dolce e rettilineo percorso che giunge sino alla ben visibile cappella della Madonna della Pace presso il Colle dell’Aquila 2.065 m; da qui poi, piegando a destra si percorre il filo di cresta molto elementare sino al casotto.
  • Sulla destra invece, la via di solito più seguita, continua sul crinale largo e poco ripido della cresta N che termina direttamente al casotto di cemento armato, senza passare alla chiesetta.

Superato un breve tratto di crestina rocciosa, da percorrere con molta attenzione in presenza di neve, si giunge così in breve ad un piccolo spiazzo dove si eleva una croce metallica (2.125 m; 2h). E’ inutile dire la bellezza del panorama che si gode da questa vetta… è da vedere…

Ma se volete provare un’emozione davvero grande e particolare … questa vetta la dovreste salire anche al chiaro di luna…. solo così si può davvero apprezzare in pieno questo piccolo e modesto quadretto di Alpi…

La Discesa

La discesa si svolge sull’itinerario di salita (1h).

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