Data della salita: 18 dicembre 2005
Località: VAL SANGONE
Dislivello: 760 m
Difficoltà: ESCURSIONISMO – E
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Descrizione del paesaggio e panorami
E’ l’unico rifugio propriamente detto e gestito della Val Sangone, di proprietà del CAI – Sezione di Coazze sorge sui ruderi dell’Alpeggio della Balma che, pericolosi ed inagibili, furono risistemati in più riprese con opera volontaria dei Soci della Sezione nel periodo che andò dal 1977 sino al 1985. Inaugurato in occasione del ventennale della Sezione di Coazze, oggi cosituisce un buon punto d’appoggio per le gite della zona che, altrimenti, richiederebbero tutte dislivelli superiori ai 1.500 m e per le traversate che si possono compiere con le Valli di Susa e Chisone, nel cuore del bellissimo Parco dell’Orsiera-Rocciavrè.
Nello specifico il Rifugio sorge nel bel mezzo delle vallate che costituiscono la testata della Val Sangone, ovvero in quella denominata della Balma. Il Rifugio dispone di un comodo ricovero invernale dotato di una decina di posti letto e di corrente elettrica continuativa in tutto il periodo dell’anno essendo servito da una piccola ma ben efficiente centrale idroelettrica costruita ad hoc nelle vicinanze.
Tale rifugio oggi fa parte di un esperimento sulle reti wireless in Alta Montagna in collaborazione con il Politecnico di Torino ed alcuni Istituti secondari superiori della vallata. Visitate il sito www.rifugiobalma.it per conoscere i dettagli del progetto e poter visualizzare le immagini in tempo reale fotografate dalle webcam installate, una verso Giaveno e una verso la vetta del Monte Robinet.
Assolutamente bellissimo il colpo d’occhio che regala la posizione di questo bel Rifugio su tutta la sottostante pianura, sin oltre la Collina di Torino.
Itinerari escursionistici
Esistono principalmente tre itinerari che conducono al Rifugio, 2 dalla Val Sangone e uno dalla Val Chisone, i primi due salgono dai tornanti che conducono a Pian Neiretto, unica località sciistica della zona ancora in funzione, e da Forno di Coazze attraverso il vallone del Ricciavrè; il terzo itinerario sale da Villaretto attraverso il Colle del Robinet. Essendo sicuramente più brevi ed accessibili i primi due, in tale relazione tratto nello specifico del primo che risale il lungo vallone della Balma.
Periodo consigliato ed attrezzatura necessaria
Non vi è la necessità di alcuna attrezzatura od abbigliamento particolari per questa salita, unicamente di un buon paio di scarponcini leggeri da escursionismo poichè il terreno sul quale si sviluppa il percorso è composto da pietraia e comunque terreno detritico.
Il periodo consigliato per l’escursione estiva è quello tardo primaverile del disgelo, sino alle prime nevicate; il periodo di apertura del Rifugio va da Giugno a Settembre nei soli week-end. Per i restanti mesi, in presenza di neve, è apprezzabile la salita con le racchette da neve, riservando la salita con gli sci esclusivamente in condizioni di innevamento più che buone, pena il doversi portare a spalle gli sci per un lunghissimo tratto. Il percorso estivo è molto semplice ed intuitivo da seguire, molto ben segnalato da segnavia rossi e bianco/rossi e comunque sempre con traccia ben evidente.
E’ possibile anche arrampicare nei pressi in quanto proprio dietro al rifugio sono state chiodate alcune vie di arrampicata che tuttavia non mi sono sembrate, ad un’occhiata veloce, molto facili… provate e fatemi sapere…
Relazione
Lasciata l’auto sulla strada per Pian Neiretto nei pressi di una sbarra che limita l’accesso nei periodi di chiusura degli impianti, dirigersi nei pressi di un grosso roccione posto a margine della carrozzabile ove è possibile ben leggere la scritta “Robinet” verniciata di blu sul masso stesso. Risalire il ripido costone dalla strada ed inoltrarsi nel bosco seguendo un ampio sentiero che si dirige in piano verso NO effettuando un ampio semicerchio per portarsi sul versante N della collina.
Percorrere quindi la traccia a mezzacosta immersi nel bosco al di sopra del torrente Sangone in un itinerario davvero amabile e rilassante, soprattutto negli assolati e caldi pomeriggi estivi. Raggiunto un ampio slargo nel bosco ove il sentiero sembra sparire coperto dalle foglie ci dirigiamo verso un grosso roccione posto di fronte a noi, sul quale è dipinto un segnavia rosso. Superato questo slargo il sentiero si fa nuovamente più stretto e ripido a mezzacosta sul versante, dispiegandosi in alcuni punti anche accanto al letto del torrente. In breve la traccia di sentiero, sempre ben segnalata, risale un po’ più ripida sul versante per giungere nuovamente su di uno slargo ove possiamo individuare un ponticciolo provvisorio sul torrente Sangone, in attesa del ripristino del precedente, distrutto dalle abbondanti nevicate del 2009.
Oltre il ponte la traccia ci invita a proseguire parellala al torrente, verso O, per un breve tratto per poi inoltrarsi nuovamente nella boscaglia fino nei pressi di un baraccamento. Poco oltre, seguendo l’indicazione inchiodata su un albero alla nostra destra, imbocchiamo il ripido sentiero che risale il costone boschivo per raggiungere in pochi minuti la cresta della lunga dorsale morenica che scende dall’Alta Val Sangone (1.350 m; 30′).
Dirigendoci verso O percorriamo il sentiero che si fa ora molto ampio ed impossibile a smarrirsi, sempre ben segnalato con i segnavia bianco/rossi; fare attenzione in discesa a ricordarsi di imboccare e discendere il sentiero dal quale siamo giunti, che rimane un po’ nascosto, e non proseguire sino al fondo della dorsale morenica ove troviamo il pilone votivo Garida pena il dover risalire sino al bivio oppure discedere fino all’abitato di Molè e doversi fare almeno un chilometro di strada asfaltata in salita per recuperare il proprio veicolo.
Superato il primo tratto di dorsale fuori dalla boscaglia ci reimmergiano nel faggeto sempre seguendo la traccia, mai eccessivamente ripida e faticosa, che ci conduce sin nei pressi di una bacheca informativa che ci da il benvenuto nel Parco dell’Orsiera-Rocciavrè, in realtà già iniziato nei pressi del nostro parcheggio. Da questo punto termina improvvisamente il bosco ed entriamo nel vero e proprio vallone della Balma (1.500 m; 50′).
Dopo un primo tratto di sentiero in leggera discesa in cui attraversiamo una pietraia, giungiamo accanto al torrente Sangone per costeggiarlo, tra alcuni grossi roccioni ai piedi di un ripido costone roccioso alla nostra destra, sino nei pressi di una fontana. Da questo punto inizia il tratto più impegnativo e ripido dell’itinerario ove la nostra traccia, con una serie di diagonali, ci invita a risalire il soprastante pendio per portarci su una sorta di altipiano contornato verso N ed O da ripide pareti rocciose. E’ possibile in questo tratto incrociare almeno due linee di sentiero non segnalato ma comunque ben visibili che ci permettono di tagliare due lunghe diagonali al prezzo di un maggiore impegno fisico. Giunti sul pianoro il sentiero si addolcisce nuovamente percorrendo un tratto erboso e dirigendosi verso verso SO all’imbocco di un’ansa e che crea un restringimento del vallone; il sentiero risale ancora una volta ripido con poche e precise curve per entrare infine nella parte alta del vallone della Balma con un aereo mezzacosta. E’ già possibile da questo punto vedere il Rifugio Balma sulla sinistra idrografica del vallone nei pressi di un piccolo pianoro. Bello lo scorcio su tutto l’anfiteatro di vette che chiude il vallone da S a N, dalla Punta del Lago S passando per la Punta Loson e il Robinet, ove è ben visibile sulla cima il bivacco “Madonna degli Angeli”, sino alla Punta del Lago N (1.700 m; 1h10′).
Con un lungo mezzacosta il sentiero scende brevemente per portarsi sotto alcune ripide rocce da dove risale nuovamente, sempre sotto al salto roccioso alla base del quale, in corrispondenza di una grossa fessura della parete, possiamo trovare una utilissima fontanella. Risalito con poche diagonali il tratto erboso successivo su un comodo sentiero perveniamo sull’ampio pianoro che anticipa il Rifugio della Balma, ormai ben visibile di fronte a noi. Percorriamo l’ultimo tratto scavalcando alcuni torrentelli ed attraversando un pianoro erboso sulla traccia che molto spesso, in estate, è mascherata dalla vegetazione fino a giungere sull’ampia spianata del Rifugio (1.986 m; 1h45′).
Discesa
La discesa si effettua seguendo fedelmente il percorso effettuato in salita (1h10′).














