Data della salita: 02 giugno 2009
Località: VAL SANGONE
Dislivello: 693 m
Difficoltà: ESCURSIONISMO – E
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Descrizione del paesaggio e panorami
Cima facente parte della testata dell’Alta Val Sangone e più specificatamente del centrale Vallone della Balma sorge tra la Punta Loson e il Colle del Robinet. Oltre al notevole interesse panoramico che offre tale vetta sulla pianura torinese e sulle principali vette che la circondano, gode della sua popolarità grazie alla presenza sulla sua vetta di una cappella edificata nel 1899 e successivamente più volte restaurata dedicata alla Madonna degli Angeli. Tale costruzione offre inoltre utile punto di bivacco dotato di corrente elettrica con circa 4 posti letto. A S, come sempre, a dominare la scena in un tratto ove non sono più presenti vere e proprie cime indipendenti è il sempre bellissimo MonViso.
Itinerari escursionistici ed alpinistici
I percorsi per raggiungere la vetta sono principalmente due, entrambi escursionistici, uno percorre l’itinerario verso il Colle del Robinet e da lì in cima, il secondo invece raggiunge il Colletto Loson e quindi percorrendo la ripida cresta in vetta al Robinet.
L’itinerario che consente il più facile accesso a questa cima è quello proveniente dalla Val Sangone pur essendo una gita con un eleveto dislivello ed un vastissimo sviluppo lineare. Può essere svolta in giornata oppure, più raramente effettuata in due giornate con punto di appoggio al Rifugio Alpe Balma in Val Sangone.
Periodo consigliato ed attrezzatura necessaria
La salita alla vetta può essere compiuta lungo tutto l’arco dell’anno considerando tuttavia la maggior difficoltà di avvicinamento sino al Colle Robinet in presenza di neve. Nessuna attrezzatura particolare a meno che non si scelga di salire in periodo invernale o comunque in presenza di neve ove diventa consigliabile avere con se i ramponi e la piccozza.
Relazione
Lasciato il Rifugio Alpe Balma proseguire sull’evidente sentiero che passa accanto ad una vasca con una fontana e si dirige verso la testata della valle e il Colle del Robinet, come mostrano le chiare indicazioni di un pannello. Dopo un bel tratto rilassante in lieve discesa si passa accanto ad una piccola centrale idroelettrica che garantisce elettricità continua al Rifugio in tutte le stagioni. Oltrepassati alcuni torrentelli con facili guadi, il tracciato sempre ben segnalato, aggira un piccolo promontorio erboso. Da questo punto il sentiero prende a salire in maniera continua ed abbastanza decisa sino a giungere nei pressi di una palina direzionale che indica a sinistra, oltre il guado di un torrentello, il percorso per giungere il Lago Soprano con un bel mezzacosta e a destra il ripido sentiero che prosegue per il Colle del Robinet (2.120 m; 20′).
Imboccato quest’ultimo saliamo ripidi in un breve tratto con larghe svolte, poi con un mezzacosta ove alla nostra sinistra possiamo ben ammirare il sottostante Lago Sottano. Da qui con breve risalita ancora ripida ci portiamo su un tratto più dolce che, con traccia pressochè rettilinea in direzione NO passa accanto ad una stazione di rilevamento nivo-meteorologica per proseguire nella medesima direzione fino ad un punto in cui si deve risalire con poche ripide svolte su un successivo altopiano (2.250 m; 40′).
Attraversandolo direttamente e facendo attenzione ad inizio della stagione primaverile al laghetto di mezzo metro mascherato dall’erba che si forma su tutto il pianoro, giungiamo nei pressi di un canalino ove continua la traccia; risalitolo per un breve tratto dobbiamo osservare bene, in corrispondenza di un segnavia posto nel mezzo, a deviare di 90° verso destra per scavalcare il basso margine sinistro idrografico del canalino e ritrovare la traccia del sentiero. Su terreno detritico pressochè pianeggiante giungiamo su un sentiero a mezzacosta che, con alcuni tornanti e diagonali guadagna quota per portarsi infine all’imbocco del valloncello che si sviluppa immediatamente sotto il Colle del Robinet. Risaliti con un tratto più ripido ed attraversati prima una fontanella sulla sinistra e poi, più avanti, un torrente ci inoltriamo nel centro del vallone, spesso invaso da un nevaio, passando inizialmente accanto ad alcune grandi rocce poste nel mezzo, poi su una sorta di piccola cresta morenica centrale fino a portarci alle pendici della ripidissima pietraia che conduce al Colle soprastante (2.500 m; 1h10′).
Da qui il sentiero si fa decisamente più ripido e in alcuni punti su terreno friabile; con alcuni larghi tornanti si giunge faticosamente alcune decine di metri sotto la cresta in un punto ove, nei pressi di un tornante verso sinistra, troviamo una palina direzionale dalle indicazioni abbastanza misteriose ed assolutamente anonime; si consideri che la giusta direzione per il Colle del Robinet è quella verso sinistra ovvero sulla naturale prosecuzione del sentiero oltre il tornante verso sinistra; seguendo il sentiero di destra invece s’imbocca un sentiero che, tagliando il passaggio al Colle s’inerpica sulla pietraia per raggiungere la cresta rocciosa e ricongiungersi con il sentiero che proviene dal Colle stesso diretto verso il Rocciavrè (2.638 m; 1h45′).
Giunti sul Colle del Robinet ove è posta un’evidente palina questa volta dalle indicazioni molto più chiare proseguire sulla traccia di sentiero segnalata con bolli bianco-rossi che si sviluppa verso sinistra dapprima in leggera discesa sul versante chisonese ad aggirare un piccolo promontorio roccioso e poi nuovamente in salita a riguadagnare il filo di cresta. Scavalcata la cresta in un ripido intaglio roccioso il sentiero sempre ben marcato corre ora sotto il filo di cresta sul versante sangonese con un breve scendi e sali per arrivare, superato un ultimo saltino roccioso, sull’ampia spianata sulla quale sorge il Bivacco Madonna degli Angeli. Appena dietro la costruzione, su una roccetta possiamo trovare la vetta del Robinet segnalata da una ben visibile croce (2.679 m; 1h45′).
La Discesa
Si effettua sull’itinerario di salita (1h10′).














