
Il versante meridionale del Monte Musiné come lo si vede dall'imbocco della bassa val di Susa
Descrizione del Paesaggio e panorami
Si può ben dire che questa modesta cima offre il migliore panorama su Torino e su tutta la sua cintura infatti, la sua posizione relativamente elevata ed isolata, consente di ammirare, soprattutto nelle giornate più terse e ventilate, paesaggi sino oltre la collina torinese verso E, sino al canavese verso NE (bello lo scorcio sul Monte Rosa in questa direzione) e le vaste pianure che si stendono dal pinerolese verso S.
Dalla vetta osservo ammirato il tramonto sul Rocciamelone e il gruppo d'Ambin
Ottimo punto di osservazione sulla bassa val di Susa e sulle vette che la delimitano, a partire da quelle del'alta val Sangone e del gruppo dell'Orsiera-Rocciavrè sul versante meridionale a quelle del versante settentrionale dalla Rocca Sella sino al lontano ma ben delineato Rocciamelone. Piccolo scorcio verso O, in fondo a quello che possiamo vedere della val di Susa, del Gruppo Niblé e d'Ambin. Sotto i nostri piedi verso E è, come già accennato, assolutamente notevole la prospettiva sulla città di Torino.
Mentre verso SO, oltre la val di Susa, sono ben visibili le cime del gruppo Orsiera-Rocciavrè; l'ombra scura, poco visibile in basso a destra, è la Sacra di San Michele; a sinistra i laghi di Avigliana
Al tramonto la sagoma del Musinè si disegna su Torino, sullo sfondo la collina torinese e Superga sulla sinistra del vertice dell'ombra
In fondo domina la sagoma netta ed imponente del Monviso, in primo piano la dorsale che da Piossasco sale in val Sangone
Itinerario escursionistico
Esistono diversi itinerari che calcano soprattutto il versante meridionale e le due creste orientale e occidentale per giungere in vetta al Musiné, tuttavia uno è quello prevalentemente seguito dalla maggior parte delle persone, ovvero quello che si snoda sulla cresta orientale con partenza dal campo sportivo di Casellette di cui tratta questa relazione.
Verso NE il monte Rosa mi è stato celato da un corposo ammasso nuvoloso cheal tramonto mi ha regalato tuttavia uno spettacolo davvero stupendo di colori e forme
Periodo consigliato ed attrezzatura necessaria
Essendo una gita molto semplice e consigliabile alle famiglie non è richiesta in alcuna maniera attrezzatura particolare per affrontare la salita tuttavia, mi pare doveroso raccomandare l'utilizzo di un paio di scarponcini da trekking, data la natura assolutamente franabile di diversi punti dell'itinerario di salita.
E' inoltre importante segnalare il fatto che la zona sembra particolarmente infestata dalle vipere, pertanto è, a mio parere, sconsigliabile affrontare la salita nei periodi caldi, primaverili estivi ed autunnali, ove questo simpatico animale preferisce spanciarsi al sole nel bel mezzo dei nostri sentieri di salita correndo il rischio di essere pestato dai salitori più disattenti.
L'abitato di Casellette alla base della cresta orientale, oggetto della salita qui descritta
Dalla parte opposta il restante percorso che mi porterà in vetta, ben visibile l'enrme costruzione della Croce
Relazione
Seguendo le diverse e chiare indicazioni per il Campo Sportivo del comune di Casellette parcheggiamo nello spiazzo antistante l'entrata. Dirigendoci quindi in fondo al piazzale e poi verso sinistra ove si trova una fontana, unica fonte di approviggionamento idrico della salita, notiamo ed infiliamo una strada selciata che risale in diagonale verso sinistra. Su tale tratto di strada è presente la monumentale Via Crucis che giunge, dopo 4 o 5 tornanti, al Santuario di San Abaco che compare così alla nostra destra (550 m; 15').
Giungiamo in breve sullo spiazzo accanto il Santuario e ci portiamo dietro la costruzione, in direzione O, ove dipartono alcune evidenti tracce di sentiero che risalgono il pendio di fronte a noi, inizialmente in mezzo ad arbusti e rade conifere, per poi uscire in campo più aperto seguendo le tracce sempre più scavate nel ripido pendio dell'ampia cresta orientale composto da terreno argilloso. Giungiamo sino ad una prima spalletta ove il sentiero risale ancora ripido ma meno friabile sino ad una seconda spalla più rocciosa oltre la quale il percorso si addolcisce. In un tratto sostanzialmente in falsopiano si superano due cisterne di raccolta dell'acqua piovana, che precedono un grosso ed evidente tralicco dell'Alta Tensione, ben evidente anche dalla pianura (900 m; 40').
Passati sotto la linea elettrica risaliamo un breve tratto roccioso sul versante meridionale per poi risalire in cresta e spostarci sul versante settentrionale ad evitare alcune rocce più ripide facendo una bella diagonale a mezzacosta sul ripido versante e ritornando in cresta in un punto ove la croce di vetta è ben evidente sul punto culminante del Musiné.
Poco prima del traliccio della linea elettrica il percorso è davvero amabile e panoramico
Ecco l'ampio spiazzo della vetta del Musiné, in fondo la vera sommità col segnale trigonometrico IGM...
... qui ben visibile
Percorriamo così il filo di cresta in mezzo ad alcuni arbusti sino a giungere sotto l'ultimo tratto ripido della nostra salita, sul versante settentrionale, ove dovremo superare alcuni facili roccioni immersi in una boscaglia un po' più fitta aiutandoci, eventualmente con una catena posta in loco, sino a giungere sulla sommità a breve distanza dall'enorme costruzione in cemento armato della croce di vetta, edificata nel 1900 e restaurata negli anni '90. Dietro di essa possiamo trovare un semplice altare di pietra e, sulla destra, nel vero punto culminante del Musiné il vertice trigonometrico dell'IGM (1.150 m; 1h15').
Discesa
Sul percorso di salita (45').



