VAL DI SUSA
Grand Uja (2.666 m)
       dall'Alpe le Combe

Ultima Salita effettuata: 10-07-2011
Grado di difficoltà: ESCURSIONISMO - EE
Dislivello totale salita: 1.414 m
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La vetta della Grand'Uja vista dall'ex-caserma del Colle delle Coupe
La vetta della Grand'Uja vista dall'ex-caserma del Colle delle Coupe

Descrizione del paesaggio e panorami

Questo importante massiccio è posto sullo spartiacque tra la Val di Susa e la Val di Viù e grazie alla sua posizione è un ottimo e panoramico punto di osservazione di tutte le principali vette di questa zona, dalle antistanti cime della Val Sangone e Val di Susa, da Punta dell’Aquila alle Orsiere, oltre le quali spunta l’onnipresente forma del MonViso.

Verso O possiamo ben vedere il Gruppo Niblé-d’Ambin parzialmente celato dall’imponente sagoma del Rocciamelone, punto estremo della lunga e tortuosa cresta che lo congiunge con la Gran’Uja proseguendo verso E con la Punta Lunella e, oltre il Colle del Colombardo, con il Massiccio del Civrari.

La giornata scelta per la nostra salita non fu il massimo... tuttavia i giochi di nubi sotto i nostri piedi furono davvero incredibili ed emozionanti
La giornata scelta per la nostra salita non fu il massimo... tuttavia i giochi di nubi sotto i nostri piedi furono davvero incredibili ed emozionanti
L'antistante Gruppo Orsiera-Rocciavrè, ben evidente il centrale e largo vallone del Rio Gravio
L'antistante Gruppo Orsiera-Rocciavrè, ben evidente il centrale e largo vallone del Rio Gravio
Dal Colle delle Coupe appare imponente, anche se tra le nubi, il Massiccio Lera-Sulè
Dal Colle delle Coupe appare imponente, anche se tra le nubi, il Massiccio Lera-Sulè

Verso N dominano la scena le cime delle Val di Lanzo, dalla Pointe de Ribon e Avril, poste alle spalle del Rocciamelone, sino all’antistante ed imponente Massiccio Lera-Sulè che antecede il più distante ma sempre ben evidente Gruppo Servin-Ovarda.

Nel fondovalle è ben visibile il lago artificiale di Malciaussia, verso N, e tutta la Val di Susa sino alla piana di Torino e del Pinerolese, verso S.

Periodo consigliato ed attrezzatura necessaria

Sicuramente questa salita può essere agevolmente affrontata nel periodo primaverile-estivo-autunnale, quando i pendii che affronteremo saranno sgombri o quasi dalla neve invernale. Tuttavia la maggior limitazione data dall'innevamento è sicuramente legata alla percorrenza della carrozzabile che conduce all'Alpe le Combe.

Sono consigliabili piccozza e ramponi per i periodi di inizio e fine stagione.

Proseguendo sulla cresta verso la nostra meta appare anche il Gruppo Servin-Ovarda
Proseguendo sulla cresta verso la nostra meta appare anche il Gruppo Servin-Ovarda
E sotto i nostri piedi è ben evidente l'invaso artificiale del lago di Malciaussia
E sotto i nostri piedi è ben evidente l'invaso artificiale del lago di Malciaussia
Ben visibile dalla Grand Uja tutto l'itinerario di salita dall'Alpe le Combe
Ben visibile dalla Grand Uja tutto l'itinerario di salita dall'Alpe le Combe

Relazione

Salita in auto la lunga strada, asfaltata e poi sterrata, che dall’abitato di Chianocco conduce all’Alpe le Combe ove un divieto di accesso ci invita a parcheggiare il nostro veicolo. Potremo farlo appena prima della salita alle case dell'alpeggio in uno slargo nei pressi di un'area attrezzata ove possiamo trovare il monumento ai caduti partigiani e alla vittoria della Battaglia di Balmafol dell'8 luglio 1944 contro le truppe nazi-fasciste. Superando l'abitato a piedi proseguiremo sulla sterrata ancora per un paio di tornanti sino a raggiungere sul secondo di essi ad una sbiadita palina segnaletica che ci indica verso sinistra il sentiero per il Colle delle Coupe; imboccatolo in ripida salita, con amabile percorso mai faticoso si attraversa un rado bosco di conifere per poi risalire più decisi ad un bivio, ove in discesa verso sinistra è indicato Druge, mentre a destra in salita continua il nostro itinerario verso il Colle delle Coupe.

Sempre ben evidente il sentiero risale con alcuni tornanti sino a dei pascoli superiori ove la pendenza diminuisce per un tratto consentendoci di ammirare alle nostre spalle un bellissimo panorama sulla sottostante Val di Susa e l’antistante gruppo Orsiera-Rocciavrè.

Seguendo il tracciato di una vecchia mulattiera ci inoltriamo in un fitto bosco di pini mughi che ricopre il ripido versante della montagna soprastante che dovremo presto affrontare. Verso destra, a NE ancora lontana, ecco la vetta della Grand’Uja e la sottostante Gran Gorgia, residui di un'imponente frana di 1,5 milioni di metri cubi di conglomerati del XV secolo.

La strada prosegue oltre Alpe le Combe...
La strada prosegue oltre Alpe le Combe...
... sino a giungere nei pressi di un tornante con palina ove parcheggeremo l'auto
... sino a giungere nei pressi di un tornante con palina
Dopo un amabile tratto in mezzo alla boscaglia giungiamo a questo bivio
Dopo un amabile tratto in mezzo alla boscaglia giungiamo a questo bivio
Luciano sulla larga mulattiera oltre i pascoli superiori, alle spalle uno stupendo panorama sull'Orsiera-Rocciavrè
Luciano sulla larga mulattiera oltre i pascoli superiori, alle spalle uno stupendo panorama sull'Orsiera-Rocciavrè

Inizia un tratto immerso nella boscaglia sulla stretta traccia del ripido versante N per sbucare infine, dopo numerosissimi stretti tornanti in uno spazioso pascolo compreso tra ripidi canali detritici, in parte franati, ad O ed E.

Risalito ancora con pochi tornanti il pascolo, la mulattiera si sposta decisa verso E attraversando un ripido canaletto detritico ove dovremo porre particolare attenzione a non scivolare sull’infido e franoso terreno per riguadagnare nuovamente la larga traccia sull’opposto versante. Ancora verso E si percorre un amabile e largo tratto a mezzacosta che ci porta immediatamente sotto il Colle delle Coupe sul quale possiamo già vedere le rovine del baraccamento militare. Pochi ripidi tornanti e giungiamo sul terrazzamento antistante la ex-fortificazione oggi in rovina e pericolante in alcuni suoi punti. Poco oltre raggiungiamo l’ampia depressione del Colle delle Coupe dalla quale è già ben visibile un interessante panorama sull’Alta Valle di Viù. (2.345m; 1h45’).

Le rovine dell'ex-baraccamento militare
Le rovine dell'ex-baraccamento militare
Ecco il costone che conduce sulla Quota 2.464 m
Ecco il costone che conduce sulla Quota 2.464 m

Da questo punto inizia il tratto più impegnativo della nostra salita alla Grand’Uja: dal Colle proseguiamo sulla linea di cresta, su traccia davvero poco evidente, che si dirige verso E raggiungendo in breve la Quota 2.464m dalla quale dovremo perdere purtroppo almeno 200m di dislivello per scendere al Passo Trape Coupe ove troviamo la solita palina segnaletica sbiadita sorretta da pochi sassi accatastati (2.301 m; 2h).

Sempre seguendo il filo di cresta risaliamo un altro pendio erboso-detritico sulla esile e poco marcata traccia di sentiero sino a giungere sulla Quota 2.400m dalla quale è finalmente ben visibile l’ultimo tratto di salita che ci condurrà sull’antistante vetta della Grand’Uja. Tuttavia prima di poter risalire l’ultimo tratto dovremo perdere ancora altri 150 m di dislivello per portarci ai piedi della nostra montagna. Per far ciò dovremo affidarci ad una ingannevole traccia di sentiero che si trasforma ben presto in un canale di scolo eroso dall’acqua. Quando la traccia inizia a diventare troppo ripida, invece di proseguire diritti, deviamo verso destra (SE) disegnando una diagonale discendente sul pendio erboso-detritico che raggiungerà una sorta di pianoro erboso sottostante compreso tra due pietraie e posto alla base di un canalone detritico che discende dalla nostra vetta (2.300 m; 2h30’).

Dalla Quota 2.400 m osserviamo sotto di noi, a destra, il pianoro che dovremo raggiungere per poi affrontare l'ultimo tratto di salita
Dalla Quota 2.400 m osserviamo sotto di noi, a destra, il pianoro che dovremo raggiungere per poi affrontare l'ultimo tratto di salita
L'ultimo tratto roccioso sulla linea di giunzione tra Piccola e gran Uja
L'ultimo tratto roccioso sulla linea di giunzione tra Piccola e gran Uja

Giunti sul pianoro non seguiremo la traccia di sentiero che potremmo incrociare e che si dirige verso il ripido e faticosissimo canalone franoso che percorreremo poi in discesa, bensì cercheremo di raggiungere il filo di cresta che sta in cima al versante erboso alla nostra sinistra (N) con percorso a nostro piacere. Giunti sul filo di cresta lo percorreremo integralmente in direzione della ormai vicina vetta della Grand’Uja verso ESE, tenendoci preferibilmente sul versante S della cresta, più semplice e dolce. Giunti sulla cresta che congiunge la Piccola Uja con la cima della Grand’Uja, da sinistra a destra, dovremo superare un breve ma delicato tratto di rocce accatastate che termineranno a pochi passi dalla metallica croce che segnala il punto più elevato della Grand’uja (2.666 m; 3h30').

Gli ultimi passi prima della vetta
Gli ultimi passi prima della vetta
Ecco il fantastico duo in vetta alla Grand Uja
Ecco il fantastico duo in vetta alla Grand Uja
Al termine del canalone detritico invece di affrontare la faticosa risalita alla Quota 2.400m sullo scosceso itinerario di andata, possiamo addolcirlo notevolmente con l'itinerario tratteggiato
Al termine del canalone detritico invece di affrontare la faticosa risalita alla Quota 2.400m sullo scosceso itinerario di andata, possiamo addolcirlo notevolmente con l'itinerario tratteggiato

La Discesa

La discesa può essere effettuata percorrendo un ripido canalone detritico a pochi passi dalla vetta della Grand’Uja sul versante dal quale siamo saliti che ci porta velocemente sul pianoro erboso alla base della Grand’Uja, da qui per guadagnare la Quota 2.400m dell’opposto versante, invece di risalire il ripido tratto che discendemmo all’andata, possiamo portarci appena sotto il filo della cresta spartiacque con la Val di Susa e che più dolcemente giunge proprio sul punto ove eravamo discesi precedentemente.

Da questo punto percorreremo esattamente il percorso seguito all’andata che ci ricondurrà (faticosamente) al Colle delle Coupe prima e all’Alpe le Combe (più amabilmente) successivamente.