VAL DI SUSA
Rifugio G. Rey (1.761 m)
       da Chateau Beaulard

Ultima Salita effettuata: 05-09-2010
Grado di difficoltà: ESCURSIONISMO - E
Dislivello totale salita: 374 m
Vuoi percorrere questo itinerario con una Guida NaturalisticaScrivi o chiama 339.8646719 (Marco).
Il Rifugio Guido Rey
Il Rifugio Guido Rey

Descrizione paesaggio e della Storia

 Il Bosco di Boyessut, ove sorge questo grazioso Rifugio, è possibile descriverlo come un "piccolo angolo di paradiso" nella martoriata e maltrattata Val di Susa... certo non mancano gli sfregi che ci riportano alla opprimente realtà locale legata all'economia dello sci a spregio degli splendidi ambienti naturali, infatti, anche in questo splendido anfiteatro dai caratteri naturalistici pressochè unici nella valle, purtroppo sorsero nel passato alcuni impianti di risalita, oggi in pieno stato di abbandono dato il fallimento delle società di gestione avvenuto negli anni '90.

Foto storica del 1952, dal sito www.rifugioguidorey.it
Foto storica del 1952, dal sito www.rifugioguidorey.it

Stiamo parlando della località Pra Meunier sopra il caratteristico paesino di Chateau Beaulard. Qui sorge il Rifugio intitolato a Guido Rey celebre alpinista, poeta e fotografo, nonchè nipote dello statista ed alpinista Quintino Sella che fondò nel 1861 il Club Alpino Italiano.

In uno splendido lariceto che oggi sta lentamente ma ostinatamente rimarginando le enormi lacerazioni causate negli anni '60 dagli esboschi legati alla costruzione delle piste da discesa, sorgeva un tempo una modesta ed isolata struttura progettata dal Genio Militare già nel 1940. Tale struttura, a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale non fu mai ultimata e, al termine del conflitto, fu infine assegnata al CAI Sezione UGET, permettendogli di assolvere un compito ben più elevato e meritevole di quello originariamente concepito. 

Negli anni '50 lo stato della struttura era pressochè disastroso essendo stato coinvolto da razzie e vandalismi nel corso degli eventi bellici ma venne pazientemente ricostituita ed arredata. Con l'apertura degli impianti sciistici godette di stagioni d'oro che ne segnarono successivi ed importanti ampliamenti e messe in sicurezza che terminarono ad inizio anni '90 quando venne chiuso, contestualmente allo smantellamento degli impianti di risalita, a causa della mancanza di autorizzazioni sanitarie e di agibilità da parte del Comune di Oulx che infine le rilasciò nel 1998 quando ne fu autorizzata la riapertura.

Lo splendido panorama che si apre sulla calcaree pareti della Grand Hoche
Lo splendido panorama che si apre sulla calcaree pareti della Grand Hoche

L'area fortunatamente fa oggi parte di un SIC (Sito Interesse Comunitario) pertanto è sicuramente gradevole l'interesse naturalistico dell'intera area dal punto di vista botanico, faunistico ed avifaunistico e dovrebbe per lo meno garantire la futura impossibilità per faccendieri senza scrupoli di operare gli scempi creati nel passato.

Oggi la struttura del Guido Rey, amabile nel contesto paesaggistico, gode di una rinnovata gestione (2010) da parte dei cordiali Mauro e Claudio che stanno cercando, da quanto ho potuto constatare con passione e dedizione, di riportare questo Rifugio dal glorioso nome ai migliori standard di frequentazione possibili, proponendo già da subito un’ottimo carnet di appuntamenti curiosi da frequentare. E' auspicabile che venga realizzato un lavoro di recupero e risegnalazione di gran parte dei belli e numerosi itinerari che spaziano dal Cotolivier sino allo spartiacque con la conca di Bardonecchia oggi poco frequentati e confusamente segnalati. Per conoscere il programma delle loro iniziative consiglio a chiunque lo volesse di consultare il rinnovato ed interessante sito internet del rifugio: http://www.rifugioguidorey.it/

Il Rifugio è raggiungibile con un’ora di comoda ma decisa salita su itinerario escursionistico dall’abitato di Chateau Beaulard di cui tratta la relazione; è altresì possibile, in caso di particolari necessità e previo preavviso e concordo telefonico con i Gestori del Rifugio, usufruire di un servizio taxi per mezzo di fuoristrada (suppongo dei gestori) con il pagamento di una modesta quota bus. Per ulteriori informazioni visitate il loro sito internet.

Gli scheletri di cemento armato dei vecchi impianti dismessi deturpano orribilmente alcuni tratti del paesaggio altrimenti favoloso
Gli scheletri di cemento armato dei vecchi impianti dismessi deturpano orribilmente alcuni tratti del paesaggio altrimenti favoloso

Traccia GPS

Scarica la traccia GPS (.gpx) Chateau Beaulard - Rifugio Guido Rey (ZIP - 3KB)

Materiali necessari e Periodo di Salita

La salita non richiede attrezzatura particolare se non la minima dotazione escursionistica adatta ad ambiente di media quota.

Questa escursione può essere condotta pressochè tutto l'anno, anche in presenza di copertura nevosa purchè stabile utilizzando delle racchette da neve.

Accesso stradale

Dopo l’abitato di Oulx proseguire sulla SS335 diretta a Bardonecchia sino a superare l'abitato di Savoulx e giungere nei pressi di un poco visibile bivio verso sinistra con indicazioni per Beaulard e Chateau. Si tratta di uno stretto sottopassaggio della ferrovia. Superato un ponte di legno che ci permette di attraversare la Dora di Bardonecchia, proseguire seguendo le indicazioni per Chateau transitando accanto ad un campeggio. Da qui la strada, recentemente ri-asfaltata, prosegue oltre in salita con diversi tornanti che aggirano il promontorio "del Forte" (costruito nel 1593 ed abbandonato nel 1610) sino ad arrivare in vista dello splendido cinquecentesco campanile della chiesa di San Bartolomeo, patrono della frazione Chateau.

La prima parte del sentiero è su ampi pascoli dietro l'abitato di Chateau Beaulard
La prima parte del sentiero è su ampi pascoli dietro l'abitato di Chateau Beaulard

Proseguendo sulla strada diretta alla frazione, tralasciando un bivio che si distacca verso destra, una carrozzabile sterrata diretta al Rifugio Rey interdetta al traffico veicolare, giungiamo poco prima di entrare nella frazione in corrispondenza di un muro di pietra ove troviamo una timida indicazione per il Rifugio, ad un bivio ove con una stretta svolta sulla destra risaliamo una strada che poco oltre diventa sterrata aprendosi su un modesto piazzale ove possiamo parcheggiare il nostro veicolo. Proseguendo a piedi per 50 metri in direzione SE sulla strada sterrata, troviamo facilmente sulla destra un cartello che indica l’inizio del sentiero diretto al Rifugio.

Incontriamo da subito la cappelletta dedicata a San Domenico
Incontriamo da subito la cappelletta dedicata a San Domenico

Relazione

Imboccato il sentiero, da subito in modesta salita, risaliamo alcuni placidi pascoli su larga traccia ove potremo costeggiare diversi arbusti di rosa canina. Dopo poche centinaia di metri di percorrenza ci addentreremo nel lariceto che occupa gran parte di questo splendido altipiano.

L'attraversamento del torrente
L'attraversamento del torrente

Il sentiero, sempre largo e ben evidente s'innalza subito ostinato e ripido nel bosco, transitando accanto ad una modesta cappelletta dedicata a San Domenico sull'epigrafe e a Sant'Anna sulle carte. Proseguendo l’unico ed impietoso tracciato sempre ben evidente, oltrepassiamo un’altra piccola costruzione sulla destra per arrivare dove la mulattiera compie una curva a gomito verso sinistra; seguendo l’evidente segnale Rifugio Guido Rey scartiamo il tornante e proseguiamo diritti sempre in salita su una traccia che si stringe per diventare un sentiero.

Nei pochi bivi che incontreremo potremo facilmente orientarci sulla scelta corretta
Nei pochi bivi che incontreremo potremo facilmente orientarci sulla scelta corretta

Si transita poco oltre nei pressi di un marcato canalone attraversando il torrentello su una passerella sufficientemente larga a ridosso di un enorme pietrone scuro per risalire il versante opposto, sempre tra larici, abeti rossi e sporadici pini silvestri, con un ripido tratto protetto ed addomesticato da alcune corde fisse tese a mancorrente tra alcuni larici ed alcune scalinate di pietra stabilizzate con barre metalliche infisse nel terreno.

L'ultimo breve tratto è su carrozzabile
L'ultimo breve tratto è su carrozzabile

Superato questo tratto la pendenza si smorza lievemente e alternando brevi radure a lariceto, giungiamo ad un altro bivio ben segnalato con palina che indica nella traccia di sinistra la direzione corretta per il rifugio, direzione che ci mostra già in lontananza la successiva intercettazione della carrozzabile che sale al rifugio; poco prima di portarci sulla carrozzabile imbocchiamo un’altra traccia sulla sinistra, indicata da un timido ometto di pietre, che ci eviterà di percorrere la polverosa e monotona carrozzabile scendendo prima in un canaletto e successivamente risalendo sul margine del torrente sino a giungere nuovamente sulla carrozzabile, in corrispondenza di un bivio: verso sinistra, attraversando il corso d’acqua l'ampia strada prosegue in orizzontale verso SE in direzione della Madonna del Cotolivier, verso destra proseguiremo in salita verso il rifugio che potremo già scorgere dopo pochi minuti di percorrenza di questo tratto di ripida carrozzabile. (1.761 m; 1h)

Il rifugio sorge a monte degli obrobriosi resti di cemento armato della stazione di arrivo della vecchia seggiovia che saliva da Beaulard... uno scempio senza limiti che, purtroppo, recide gran parte dell’atmosfera fiabesca che il fitto ma sereno bosco di larici riesce a creare quassù.

Discesa

 Seguendo fedelmente il sentiero percorso in salita. (45' circa)