VAL AYAS
Monte Zerbion (2.719 metri)
       da Barmasc (Antagnod)

Ultima salita effettuata: 03-04-2005
Grado di difficoltà: ESCURSIONISMO - E
Dislivello totale salita: 891 metri

Descrizione del paesaggio e panorami

Nelle giornate più limpide è sicuramente tra le mete più ambite da raggiungere grazie all'incredibile panorama che offre la sua vetta davvero sconfinato sui 360° che ci circondano; posta sullo sperone più estremo della lunga cresta spartiacque posta tra la val Tournenche e la val D'Ayas che origina sostanzialmente dalle cime del Grand e Petit Tournalin da N verso S.

Già salendo in auto verso Antagnod si può ben intuire il panorama che si gode dalla cima del Monte Zerbion
Già salendo in auto verso Antagnod si può ben intuire il panorama che si gode dalla cima del Monte Zerbion
Ecco l'Alta Valla D'Aosta, nascosto dalle nubi il Monte Bianco
Ecco l'Alta Valla D'Aosta, nascosto dalle nubi il Monte Bianco

Ripido balcone naturale sulla sottostante Val d'Aosta rimane a picco sugli abitati di Verres e Saint Vincent ed offre una magnifica visione d'insieme delle adiacenti e sottostanti vallate valdostane. Ad O ben visibile in lontananza l'inconfondibile sagoma del Monte Bianco e di parte delle Grandes Jorasses, più verso NO si continua la collezione "osservata" di 4000 con il ben stagliato Massicco del Gran Combin e, dopo una serie di cime poco più basse si giunge sino all'aguzzo Dent d'Herens, Punta Maria Cristina ed inconfondibile Monte Cervino in testa alla sottostante val tournenche. Assolutamente di primo piano lo spettacolo offerto a N da tutto il Massiccio del Monte Rosa, dai Breithorn sino alla Punta Gnifetti ove s'intuisce la sagoma rettangolare della ben nota Capanna Margherita sulla sua cima.

A N domina la scena tutto il Massiccio del Monte Rosa, dai Breithorn alla Punta Gnifetti
A N domina la scena tutto il Massiccio del Monte Rosa, dai Breithorn alla Punta Gnifetti

Unica condizione per godere di questi bellissimi panorami è il giungere in vetta prima di mezzogiorno poichè nel primo pomeriggio è spesso soggetta alla formazione di accumuli nubiformi. La vetta è raggiungibile sia dalla val Tournenche che dalla val D'Ayas attraverso il colle Portola; quest'ultimo itinerario è quello di cui tratto nella relazione, facile e ben segnalato in quanto sede di una "Via Crucis scultorea".

Il Cervino appare bellissimo da questa visuale, sulla destra il Grand Tournalin
Il Cervino appare bellissimo da questa visuale, sulla destra il Grand Tournalin
Il versante della val Tournenche è molto più dolce, in basso è possibile osservare la carrozabile che giunge sin quasi al colle Portola
Il versante della val Tournenche è molto più dolce, in basso è possibile osservare la carrozabile che giunge sin quasi al colle Portola

Itinerari escursionistici

Oltre che dalla val D'Ayas il Monte Zerbion è raggiungibile dalla val Tournenche con un percorso più corto e preferito nel periodo invernale come itinerario scialpinistico; da questo versante inoltre esiste anche una comoda strada sterrata chiusa al traffico che conduce sin nei pressi del colle Portola.

Periodo consigliato ed attrezzatura necessaria

Qualsiasi periodo dell'anno può andare bene per la salita al Monte Zerbion, si consideri tuttavia che in presenza di neve sussistono reali problemi e pericoli oggettivi sia nel primo tratto del canalone che conduce al colle Portola ove diverse cornici della cresta soprastante minacciano il percorso di salita, sia nel tratto compreso sotto l'antecima della vetta nell'attraversamento a mezzacosta di pendii molto ripidi non troppo sicuri in presenza di molta neve.

L'attrezzatura ovviamente varia a seconda del periodo di salita, in estate è sufficiente l'equipaggiamento classico escursionistico mentre in caso di neve si rivelano indispensabili ramponi od eventualmente racchette da neve; utile prevedere la disponibilità di un cordino da escursionismo di una dozzina di metri per assicurare il passaggio invernale sotto le ripide rocce dell'antecima.

Ecco la lunga cresta che dal colle Portola conduce sino all'antecima che in questa foto ci nasconde la vetta
Ecco la lunga cresta che dal colle Portola conduce sino all'antecima che in questa foto ci nasconde la vetta
Giunti al piazzale imbocchiamo il sentierone accanto a questa casetta attualmente in costruzione
Giunti al piazzale imbocchiamo il sentierone accanto a questa casetta attualmente in costruzione
Ecco una delle sculture della via Crucis che si trovano sul nostro percorso di salita
Ecco una delle sculture della via Crucis che si trovano sul nostro percorso di salita

Relazione

Giunti sull'ampio piazzale asfaltato di Barmasc in val D'Ayas e parcheggiata l'auto ci incamminiamo verso una costruzione di legno accanto alla quale si apre una strada ove sono presenti alcune paline indicatrici che ci invitano a proseguire su questo largo stradone immerso nella boscaglia per giungere sul Monte Zerbion.

Percorrendo fedelmente tutta la strada si giunge presto in un vasto pianoro erboso ove troviamo un modesto ponticello ligneo sulla destra che ci permette di attraversare con facilità un piccolo corso d'acqua e giungere sempre con ampio sentiero nei pressi di un primo basso monumento recintato: si tratta della I Stazione della via Crucis che ci accompagnerà sino in vetta alla nostra meta (1.850 m; 20').

Il pianoro erboso al trmine del primo tratto di strada in mezzo al bosco, qui visto in discesa, si arriva dalla sinistra
Il pianoro erboso al trmine del primo tratto di strada in mezzo al bosco, qui visto in discesa, si arriva dalla sinistra

Continuando sul medesimo ampio sentiero ci infiliamo in uno stretto canalone dai margini boscosi che verrà risalito con parecchie strette curve sino ad effettuare un traverso verso S che ci porterà ad attraversare un altro breve spiazzo erboso prima di infilarci ancora nel rado bosco. Sempre sull'evidente sentiero con poche e ripide svolte giungiamo alla linea virtuale che segna il termine del bosco; di fronte a noi, a circa 300 m di quota più in alto vediamo lo stretto intaglio del colle Portola in cima ad un ripido canalone che dovremo percorrere (2.100 m; 1h).

Ecco a centro foto lo stretto canalone che conduce all'intaglio del colle Portola, in basso il lungo pianoro che taglieremo a mezzacosta sulla destra
Ecco a centro foto lo stretto canalone che conduce all'intaglio del colle Portola, in basso il lungo pianoro che taglieremo a mezzacosta sulla destra

Lasciati alle spalle gli ultimi alberi attraversiamo un bel pianoro seguendo il sentiero o, in caso d'innevamento le sculture della via Crucis, delimitato alla destra da fianchi molto ripidi che calano dalla soprastante linea di cresta spartiacque tra questa valle e la val Tournenche; puntando direttamente al colle saliamo un tratto più ripido che ci porta direttamente su alcuni conoidi detritici che precedono il ripido canalone del colle.

Tenendoci sulla sinistra idrografica del canalone lo risaliamo alla base di modesti salti rocciosi sino a giungere sulla linea di cresta ove troviamo una stazione della via Crucis ed un brutto traliccio di una linea elettrica (2.410 m; 1h40').

Ecco l'inizio del punto più ripido del canalone del colle Portola
Ecco l'inizio del punto più ripido del canalone del colle Portola
Dal canalone si osserva benissimo tutto il percorso di salito (ben visibile la nostra traccia di salita sulla neve)
Dal canalone si osserva benissimo tutto il percorso di salito (ben visibile la nostra traccia di salita sulla neve)
Luciano risale l'ultimo tratto ripido del canalone in uno scenario di tutto rispetto
Luciano risale l'ultimo tratto ripido del canalone in uno scenario di tutto rispetto

Volgendo lo sguardo verso SE possiamo ben individuare la lunga linea di cresta che, superata una modesta anticima, corre sino alla vetta del Monte Zerbion sulla quale si nota già l'imponente statua della Madonna alta almeno 10 metri. Il primo tratto di sentiero dal colle è ampio e facilmente individuabile anche in caso di modesto innevamento, con un bel mezzacosta mai faticoso si porta nei pressi dei canaloni che discendono molto ripidi dall'antecima della nostra vetta.

Da un punto sulla cresta soprastante si vede bene l'intaglio del colle, ai piedi del traliccio elettrico
Da un punto sulla cresta soprastante si vede bene l'intaglio del colle, ai piedi del traliccio elettrico
Alcune paline indicatrici ci mostrano i diversi itinerari che si diramano da qui
Alcune paline indicatrici ci mostrano i diversi itinerari che si diramano da qui

Da qui è necessario distinguere il percorso per aggirare l'anticima a seconda delle condizioni dei suoi pendii: in estate il percorso non rivela alcuna difficoltà in quanto, sempre ben evidente, li attraversa con un falsopiano a mezzacosta, ben sotto la vetta dell'anticima sul versante O, guadagnando e scavalcando facilmente la dorsale O della suddetta antecima; in inverno e comunque in presenza di neve non molto sicura consiglio di evitare di passare alla base di questi ripidi canaloni bensì di proseguire sempre sul filo di cresta, facendo moltissima attenzione alla presenza di cornici sul verticale versante E, sino a giungere una ventina di metri sotto l'antecima ove sono presenti alcune rocce più ripide ed esposte da aggirare alla loro base mantenendosi sul versante O, dove sostanzialmente iniziano i canaloni che scendono ripidi verso la val Tournenche.

In breve è possibile raggiungere anche con questo percorso la dorsale O dell'antecima alcune decine di metri sopra il sentiero estivo superando solo due passaggi un po' più delicati in corrispondenza di due traversi sugli ultimi due canaloni ove eventuali accumuli di neve caduti dalla soprastanti rocce potrebbero rendere difficoltosi gli attraversamenti (2.620 m; 2h20').

Recuperato il sentiero non ci resta che seguirlo sino a passare accanto ad alcune belle grotte sulla sinistra e raggiungere nuovamente il filo di cresta, facendo molta attenzione anche qui alle infide cornici che si formano sul versante della val D'Ayas. Superato un tratto in falsopiano puntando direttamente alla vetta il sentiero si spinge a mezzacosta sino alla cresta O del Monte Zerbion che scende in val Tournanche per risalire in pochi minuti sino al monumento dedicato alla Madonna; alternativamente, sempre in caso di neve sospetta sui pendii O, è possibile seguire un percorso più ripido ma più sicuro che ricalca la linea di cresta puntando direttamente alla vetta superando un solo tratto poco più impegnativo tra alcuni roccioni e giungendo sostanzialmente alle spalle del monumento alla Madonna posto sulla vetta (2.722 m; 3h).

Ecco l'ultimo tratto più impegnativo della variante invernale che abbiamo dovuto seguire
Ecco l'ultimo tratto più impegnativo della variante invernale che abbiamo dovuto seguire
L'ultimo tratto di salita alla vetta, ben visibile il monumento di vetta
L'ultimo tratto di salita alla vetta, ben visibile il monumento di vetta
Ecco la monumentale costruzione presente sulla cima dedicata alla Madonna
Ecco la monumentale costruzione presente sulla cima dedicata alla Madonna
Felici della bella giornata eccoci, Luciano ed Io, nella rituale e meritata foto di vetta
Felici della bella giornata eccoci, Luciano ed Io, nella rituale e meritata foto di vetta

Discesa

La discesa avviene seguendo fedelmente il percorso effettuato all'andata (2h30').