VAL CENISCHIA |
Questa vetta è una delle più elevate del Massiccio d'Ambin ed è formata in realtà da una lunga cresta di circa 500 metri orientata grossolanamente da Est ad Ovest. E' una montagna davvero massiccia e la sua imponenza si gode in pieno dalla spianata sul quale sorge il Rifugio Avanzà (Pro Loco Venaus) e il lago della Vecchia.
Come tutte le cime più elevate di questa zona si gode dalla vetta uno stupendo panorama che giunge a N sino alle principali vette della Vanoise, al Massiccio del Monte Bianco e alle vette della Grivola e del Gran Paradiso, ad E la lunga cresta che va dalla Roncia fino al Rocciamelone, a S su tutta la val di Susa e a SO al Massiccio d'Ambin e alle vette dell'alta Val di Susa. In lontananza ad Ovest le barre des Ecrines e a S il Monviso.
La relazione descrive l'itinerario che parte dalle condotte forzate dell'ENEL che scendono in val cenischia e si dispiega sino a raggiungere il Rifugio Avanzà e il lago della Vecchia; è possibile inoltre raggiungere la vetta dal Lac Blanc e dal Rifugio Piero Vacca attraverso lo scavalcamento dell'antistante Cime de Bard (3150 m), tuttavia questi ultimi itinerari prevedono qualche difficoltà in più poichè attraversano e risalgono un tratto del ghiacciaio di Bard.
Gita consigliata da fine giugno fino alle prime nevicate in quota.
Attrezzatura consigliata: piccozza e ramponi solo ad inizio stagione, caschetto.
Dalla strada diretta verso il Forte Santa Chiara proseguire in auto per sterrato sino a risalire mezzacosta alle condotte forzate dell'ENEL, parcheggiare al tornante successivo. Lasciata l'auto proseguire sul tracciato stradale principale ignorando una strada che proviene da sinistra con un tornante. Giunti al termine della strada superare sulla sinistra un malconcio cancello di filo spinato imboccando un sentiero che dopo aver brevemente risalito un pendio erboso si porta a mezzacosta dietro le obrbriose costruzioni di cemento dell'ENEL... chiudete un occhio e passate oltre... superato un canale detritico a volte nevoso il tracciato scavalca il costone arrivando nei pressi di un cartello che indica Grange di Marzo (2.014 m; 15').
Da qui il sentiero, sempre ben visibile e ben segnalato, s'inoltra nel vallone seguendo un bellissimo itinerario in leggera salita e, a tratti, pianeggiante in mezza ad una rada boscaglia. Dopo un bel tratto si giunge ad un torrente che verrà attraversato su un solido ponte di legno. Da qui il sentiero guadagna ripido la cresta del pendio di fronte a noi regalandoci un bellissimo scorcio sulla sottostante val cenischia (2.100 m; 40').

Sempre in leggera salita il sentiero si porta in una zona al di sotto di alcune balze rocciose e con pochi tornanti su un sentiero selciato si giunge al di sopra dei ruderi di Grange della Vecchia. Superate le grange il percorso si mantiene sempre mezzacosta per poi risalire ancora con pochi tornanti sino ad un tratto pianeggiante sul quale vi è un torrentello. Ignorata la deviazione che porta verso sinistra in direzione di una scorciatoia per li Rifugio Avanzà (che però a noi allungherebbe la gita diretta al Giusalet) continuiamo a seguire il sentiero che piegando a destra risale con un percorso a ferro di cavallo sino al pianoro dominato dalle imponenti balze rocciose che cadono dalla cresta del Monte Giusalet; a sinistra possiamo vedere bene il Rifugio Avanzà (2.550 m; 1h30').
Continuando a seguire il sentiero si va in direzione S verso un corso d'acqua dove in breve s'incrocia il sentiero che, proveniente dal Rifugio, si dirige verso il Lago della Vecchia, piegare a destra e seguire l'evidente sentiero che in breve e superando pochi collinotti porta al predetto lago (2.670 m; 1h44').
Lasciato il lago sulla destra imboccare il sentiero abbastanza evidente e marcato di rosso che si dirige a mezzacosta su pietraia verso il fondo del Vallone. Superando alcuni brevi canali che ad inizio stagione possono essere ancora pieni di neve, il sentiero si fa meno evidente ma in sostanza scende di alcuni metri per aggirare una spalla della pietraia e risalire fino al bordo di un nevaio che è presente spesso anche in stagione avanzata. Effettuare un ampio semicerchio quasi in piano che porta sino dall'altro versante del vallone sopra alcune balze rocciose Dalle quali colano alcune belle cascatelle. Giunti sopra le balze rocciose si riguadagna il sentiero che torna ad essere abbastanza evidente e segnalato (2.900 m; 2h10').
Seguendo il sentiero molto ben segnalato s'incomincia a risalire la ripida pietraia che scende dall'ampio canale soprastante, prima sulla destra poi, con un breve traverso, nel centro del canale stesso. Giunti quasi in corrispondenza di un colletto il sentiero traverso in diagonale decisa verso di esso. Attenzione da porre ad inizio stagione, con condizioni discrete d'innevamento, al tratto che si svolge nel centro del canale in quanto soggetto molto spesso a scariche di pietre dalla cresta soprastante... piuttosto tenetevi sulla cresta morenica di destra per poi riguadagnare il sentiero più in alto dove traversa diretto al colletto. Da questo punto è davvero suggetivo il panorama sul Vallon de Savine e sul sottostante Lac de Savine (3.100 m; 2h45').
Seguendo brevemente il filo di cresta, il sentiero ricomincia a salire portandosi immediatamente sotto delle grosse balze rocciose, poi traversando sulla sinistra delle rocce su delle placconate detritiche un po' infide se innevate si giunge sull'ultimo tratto di salita su facile pietraia sino alla massiccia croce di vetta (3.312 m; 3h10').
Sull'itinerario di salita facendo attenzione al primo tratto di discesa sulle placconate detritiche (2h30').