VAL CHISONE
Monte Orsiera - Cresta ENE (2.890 metri)
       da Selleries

Ultima salita effettuata: 04-08-2004
Grado di difficoltà: ALPINISMO - PD-
Dislivello totale salita: 904 metri
Dalla vetta è bellissimo lo scorcio sulla val di Susa e la val Cenischia
Dalla vetta è bellissimo lo scorcio sulla val di Susa e la val Cenischia

Descrizione del paesaggio e panorami

Essendo la vetta più elevata del Parco Naturale dell'Orsiera-Rocciavrè e a cavallo tra la val Chisone e la Val di Susa, il Monte Orsiera è una delle cime più interessanti dal punto di vista panoramico; la sua salita può essere effettuata da diversi posti, sia della val chisone che della val di Susa ma tutti, tranne due, sono esclusivamente di carattere escursionistico. Il monte Orsiera è in realtà diviso in due distinte vetta dal Colletto dell'Orsiera: la N, più alta e la S.

Ma anche sulla Pianura... il punto nero è la rocca di Cavour!!
Ma anche sulla Pianura... il punto nero è la rocca di Cavour!!
Ben visibile l'intera cresta ENE sulla quale si sviluppa la via "Dumontel" che porta alla cima N (a sinistra nella foto)
Ben visibile l'intera cresta ENE sulla quale si sviluppa la via "Dumontel" che porta alla cima N (a sinistra nella foto)

Primi salitori della Cresta NE furono Ottavia e Giacomo Dumontel, Fortina, Hess il 04/06/1906.

Dalla posizione centrale di questa cima, si ha un grandioso panorama che si sviluppa dalla pianura padana, alle cime della Val Sangone, al Rocciavrè, alla catena del Monviso, allo Chaberton, alle Barre des Ecrines, al monte Niblè, alla val Cenischia col suo lago del Moncenisio, al Rocciamelone, alle cime delle Valli di Lanzo fino, in lontananza, al Gran Paradiso e al Monte Rosa.

Lo scorcio su Torino è da qui davvero interessante.

Dalla vetta, il vallone sulla quale vi è il sentiero del Rifugio Selleries (chiazza chiara in basso a destra)
Dalla vetta, il vallone sulla quale vi è il sentiero del Rifugio Selleries (chiazza chiara in basso a destra)

Itinerari alpinistici

Ci sono, come già detto, due itinerari alpinistici che raggiungono la vetta:
- Cresta ENE "Dumontel" - AD con passaggi di IV da attrezzare di cui tratta la relazione;
- Parete N - molto impegnativa data anche la scarsa qualità della roccia e la scarsissima frequentazione della via.

Itinerari escursionistici

Gli itinerari escursionistici possibili di salita sono principalmente tre, due dalla val chisone e uno dalla val di susa:
- dal Rifugio-Albergo Selleries;
- da Pra Catinat su GTA;
- dall'Alpe di Toglie su GTA.

Il ripido canalino che porta al colletto delle Orsiere...
Il ripido canalino che porta al colletto delle Orsiere...

Periodo consigliato ed attrezzatura necessaria

Periodo consigliato per la salita della cresta: da inizio giugno fino alle prime nevicate in quota.

Attrezzatura consigliata: Pur non essendo mai di difficoltà particolarmente rilevanti si consideri la forte esposizione di molti tratti della cresta in questione, pertanto è consigliabile la salita in stile alpinistico con imbrago, corda, qualche fettuccia e qualche nut di media dimensione.

Sul posto son presenti alcuni vechi chiodi (pochi) ed un cavo d'acciaio su una placca particolarmente esposta e liscia. Inoltre si consideri che facilmente è possibile incontrare un nevaio nel ripido canalone sulla via di discesa...

Altri panorami dalla vetta... la Barre des Ecrines e la Mejie..
Altri panorami dalla vetta... la Barre des Ecrines e la Mejie..
... Punta Pian Paris, la Malanotte, la Cristalliera e il Rocciavrè...
...Punta Pian Paris, la Malanotte, la Cristalliera e il Rocciavrè...

Relazione

Dal Rifugio-Albergo Selleries proseguire sulla carrozabile in direzione N che si dirige ad una bergeria.

Superatale inizia il comodo sentiero che inizia a salire con una pendenza dolce sempre nella stessa direzione sino a scavalcare un primo costone (15'; 2.100 m).

Sempre molto evidente e ben segnalato con tacche bianco-rosse il sentiero mantiene la destra idrografica del vallone e risale con pendenza costante sino ad impennarsi lievemente per guadagnare un secondo pianoro dove vi è la Bergeria del Ciardonnet (25'; 2.369 m).

Portandosi nuovamente sulla destra idrografica il sentiero passa in mezzo ad alcune rocce e si porta in diagonale fino al terzo pianoro che spesso è innevato o sede di un piccolo laghetto; assecondando la conformazione del pianoro il sentiero lo attraversa deciso e si porta sull'ultimo tratto più ripido prima del lago di Ciardonnet che sarà presto visibile di fronte a noi (40'; 2.560 m).

Il lago del Ciardonnet è sotto la vetta...
Il lago del Ciardonnet è sotto la vetta...
Pronto per la salita dal colle Ciardonnet...
Pronto per la salita dal colle Ciardonnet...

Seguire ancora per un breve tratto il sentiero marcato con vernice azzurra sino ad innalzarsi di qualche decina di metri, poi abbandonare il sentiero e tagliare nettamente orizzontalmente in direzione N sulla pietraia puntando sulla cresta che congiunge l'Orsiera N con la Punta Roccia Nera posta sulla destra.

Giunti sotto la cresta risalire nei pressi di un canalino, a margine di un costone roccioso, che si porta sino ad un intaglio posto sulla cresta nel quale ci si può comodamente preparare per l'arrampicata (1h20'; 2.700 m).

Ecco come si presenta la salita dal colle Ciardonnet...
Ecco come si presenta la salita dal colle Ciardonnet...

Nota importante:

Si consideri che l'arrampicata su questa cresta non segue un preciso itinerario che è obbligato solo in pochi punti.

Quella che segue è quindi una relazione della mia salita che, tra l'altro, essendo stata effettuata in solitaria e totalmente in libera dove ha potuto ha aggirato alcuni torrioni più piccoli per risparmiarsi forze in quelli maggiori ed obbligati.

Inoltre, a causa della dimenticanza a casa del mio taccuino, non ho potuto prender fedelmente nota dei passaggi nel loro giusto ordine, pertanto si assuma per il momento questa mia relazione solo come indicativa dei passaggi chiave.

La vetta S dell'Orsiera e il canalino della via normale
La vetta S dell'Orsiera e il canalino della via normale
Ecco la val di Susa 400 metri sotto di noi...
Ecco la val di Susa 400 metri sotto di noi...

Portarsi sul versante valsusino della cresta aggirando una parete rocciosa e risalire prima in diagonale poi perpendicolarmente in un diedrino di facili rocce sino ad arrivare sulla linea di cresta (II+); tale torrione avrebbe potuto esser salito, con qualche difficoltà in più, direttamente sul versante del lago.

Percorrere con facilità ma con cautela la linea di cresta affrontando pochi, semplici ma esposti passaggi di arrampicata e giungere sino alla sommità del primo torrione.

Scendere in un piccolo intaglio ed aggirare un piccolo torrioncino roccioso su cenge terrose e rocciose del versante del lago; risalire il torrione successivo (caratteristico il pietrone in bilico sulla val di Susa) sulla sinistra della cresta con facile arrampicata (II+) su placche rocciose abbastanza inclinate e riguadagnare la linea di cresta.

Lasciare sulla destra il pietrone in bilico e continuare sulla linea di cresta superando alcune balze rocciose sul lato valsusino della cresta. Si giunge quindi, superato un piccolo intaglio e risalite alcune rocce, sotto un placcone inclinato di modeste dimensioni che ci sbarra la strada, fortunatamente è attrezzato da una robusta fune d'acciaio che ci può aiutare non poco nella salita che altrimenti sarebbe valutabile in un III+.

Superata questa placca risalire ancora su facili rocce in linea di cresta sino a scavalcare la sommità del torrione e scendere nei pressi di un intaglio più marcato: disarrampicare per alcuni metri sino alla base di una parete rocciosa ben più massiccia non aggirabile, se non con arrampicata molto esposta, che ci sbarra ancora la strada.

Il primo torrione può esser aggirato e risalito dal lato valsusino su facili rocce (II+)
Il primo torrione può esser aggirato e risalito dal lato valsusino su facili rocce (II+)
Dalla linea di cresta si vede bene il placcone inclinato (scusate la foto ma ero un po' in difficoltà nel farla ed è venuta inclinata)...
Dalla linea di cresta si vede bene il placcone inclinato (scusate la foto ma ero un po' in difficoltà nel farla ed è venuta inclinata)...
Ed ecco il placcone con l'utilissima fune d'acciaio...
Ed ecco il placcone con l'utilissima fune d'acciaio...
Dopo il placcone si sale in un tratto un po' più stretto ed esposto sino alla sommità del torrione...
Dopo il placcone si sale in un tratto un po' più stretto ed esposto sino alla sommità del torrione...
... ma la pacchia finisce subito, bisogna scendere e ci si trova davanti questo salto... e la foto non rende, credetemi...
... ma la pacchia finisce subito, bisogna scendere e ci si trova davanti questo salto... e la foto non rende, credetemi...
Foto fatta appena sopra la paretina (IV-)... per salire si sfruttano le piccole fessure orizzontali al centro e sulla sinistra della foto... la fessura a destra è poco utilizzabile (se si è slegati) poichè piomba giù fino al lago...
Foto fatta appena sopra la paretina (IV-)... per salire si sfruttano le piccole fessure orizzontali al centro e sulla sinistra della foto... la fessura a destra è poco utilizzabile (se si è slegati) poichè piomba giù fino al lago...

Tale parete, superata facilmente una prima balza rocciosa, appare lievemente a strapiombo (vecchio chiodo sul posto) ma la sua difficoltà è abbastanza relativa poichè ben appigliata.

Affrontare la paretina direttamente sfruttando alcuni grossi appigli per le mani e un paio di cenge per i piedi: con pochi gesti anche un po' atletici se vogliamo ci si porta su un piccolo terrazzamento inclinato (IV-).

Portarsi lievemente sul lato valsusino ed affrontare l'ultima parte verticale del torrione nei pressi di un piccolo diedro (III) o, volendo, direttamente sulla parete verticale (più difficile ed esposta).

Riguadagnata la linea di cresta la si percorre ora con difficoltà minori su grossi blocchi di pietre ammassati per un lungo tratto, portandosi occasionalmente sul versante valsusino della cresta e superando alcuni brevi intagli della cresta (Si trovano in alcuni punti pochi vecchi chiodi).

Con salita sempre interessante che diventa sempre più su una cresta molto stretta ed aerea si raggiunge e svalica un altro grosso torrione roccioso. Scendendo brevemente la cresta s'impenna nuovamente e con qualche difficoltà in più (III) si supera un tratto maggiormente inclinato ora sulla linea di cresta, ora sul versante valsusino, lasciando sulla sinistra un torrione roccioso che ci avrebbe costretto a scendere una volta raggiunta la sua sommità.

Subito dopo il tratto difficile l'arrampicata si semplifica notevolmente fino in cima al torrione...
Subito dopo il tratto difficile l'arrampicata si semplifica notevolmente fino in cima al torrione...
Da poco sopra l'ultimo colletto si vedono già le croci di vetta... ma ci aspetta ancora prima di toccarle un tratto un po' complicato sul placcone di destra e sul canalone centrale...
Da poco sopra l'ultimo colletto si vedono già le croci di vetta... ma ci aspetta ancora prima di toccarle un tratto un po' complicato sul placcone di destra e sul canalone centrale...

Si arriva quindi su un colletto abbastanza ampio che viene facilmente attraversato in direzione del penultimo tratto più verticale che ci separa dalla vetta.

Questo deve essere affrontato direttamente sulla linea di cresta in direzione di alcuni pietroni più massicci degli altri. Raggiuntili la cresta si spiana nuovamente e con un passaggio molto stretto ed esposto si giunge su un ultimo colletto più ampio sotto l'ultima parete rocciosa.

Tale parete deve essere inizialmente affrontata sulla destra, in un piccolo intaglio e su piccole cengette che ci permettono di sollevarci brevemente (III) e di salire su una cengia un po' più ampia (passaggio un po' ostico) e quindi di effettuare un piccolo traverso sulla sinistra per poter guadagnare un bel canale verticale che ci porta sotto l'ultima placconata (III+).

Alla base del canale verticale possiamo tirare un po' il fiato per l'ultima placca e volgere lo sguardo alla cresta che abbiamo percorso...
Alla base del canale verticale possiamo tirare un po' il fiato per l'ultima placca e volgere lo sguardo alla cresta che abbiamo percorso...
... però poi ci tocca salire l'ultimo tratto... ecco una foto fatta sull'ultima placconata verticale prima della vetta... abbastanza esposta sul versante del lago (IV-)...
... però poi ci tocca salire l'ultimo tratto... ecco una foto fatta sull'ultima placconata verticale prima della vetta... abbastanza esposta sul versante del lago (IV-)...

Lasciato il canale che si sposta molto sulla destra si affronta la placconata direttamente sfruttando una piccola fessura verticale ottima per le dita e pochi appoggi per i piedi (IV- esposto), in pochi movimenti (5/6 metri) si può arrivare su una parte più facile ricca di appigli validi che ci porta direttamente sulle rocce antistanti la vetta (III).

Passeggiare sulla destra su facili rocce e toccare in breve la croce di vetta (1h20'; 2.890 m).

Ed ecco la vetta verso S col MonViso che svetta imponente...
Ed ecco la vetta verso S col MonViso che svetta imponente...
E ci sono pure io...
E ci sono pure io...
... che più in punta di così non posso stare!! :-)
... che più in punta di così non posso stare!! :-)

La Discesa

La discesa avviene sulla via normale che conduce al lago Ciardonnet, affrontando le facili rocce in direzione S verso il colletto dell'orsiera (vernice blu) e scendendo quindi verso E nel ripido canalone detritico (1h10').