VAL CHISONE |
Posta nel cuore del Parco Naturale dell'Orsiera-Rocciavrè, la Punta Cristalliera è una delle cime più elevate ed importanti della zona, seconda per quota soltanto allo stesso monte Orsiera (2.890 m), questa bella vetta è sicuramente una delle più famose e frequentate della zona che, pur apparendo come un'imponente e severa montagna rocciosa, offre salite sia di semplice carattere escursionistico ma anche diverse impegnative vie alpinistiche che si sviluppano sul torrione centrale e sulle pareti S la maggior parte opera del famoso Gian Carlo Grassi.
Grazie alla posizione centrale di questa cima, sormontata da una bella Croce di ferro, si gode un grandioso panorama che si sviluppa dalla pianura padana, alle cime della Val Sangone, al Rocciavrè, alla catena del Monviso, allo Chaberton, alle Barre des Ecrines, al monte niblè, alle due cime dell'Orsiera, al lago del Moncenisio, al Rocciamelone, alle cime delle Valli di lanzo fino, in lontananza, al Gran Paradiso e al Monte Rosa nelle giornate più limpide.
Ci sono, come già detto poc'anzi, diversi itinerari alpinistici che raggiungono la cresta di vetta sviluppandosi in arrampicata sul torrione centrale a SO e classificate dalle guide dal IV grado UIAA sino al VI+ max; la via di cui tratta tale relazione è denominata "SuperBianciotto" e ricalca, raddrizzandola, la storica via "Bianciotto" sul torrione centrale: la difficoltà è (D+).
Periodo consigliato per una salita escursionistica: dal disgelo fino alle prime nevicate in quota.
Attrezzatura consigliata:Normale da arrampicata più qualche friends di media e piccola grandezza.
Dal Rifugio-Albergo Selleries prendere il sentiero in direzione E, ben segnalato, che, dopo aver attraversato il torrente, risale il ripido pendio erboso con delle serpentine sino ad arrivare su un costone dove è posizionata una palina direzionale (20'; 2.200 m).

Da qui il sentiero si biforca mantenendo tuttavia la comune destinazione al lago della Manica: il primo sentiero risale brevemente la cresta del costone per poi percorrere un bell'itinerario a mezzacosta che porta facilmente a superare alcune facili rocce per guadare un torrentello ed arrivare al citato lago; il secondo invece aggira il costone scendendo brevemente sino ad una depressione dove vi è il Lago del Laus (2.259 m) ed alcuni casotti di sorveglianza del Parco Naturale proseguendo poi sino a risalire il pendio orientale per portarsi attraverso un sentiero ben tracciato al lago della Manica (45' con entrambi gli itinerari; 2.365 m).
A questo punto portarsi immediatamente sulla pietraia che scende da sotto il torrione centrale e raggiungerne attraverso traccia di sentiero la base nel punto più basso dove, nei pressi di un diedro/camino si può trovare la piastrina metallica che indica l'attacco della via. (1h30'; 2.680 m).
Per quanto riguarda la relazione della via lascio inalterato il file preparato e diffuso in rete dallo stesso F. Michelin che l'ha chiodata... esso è liberamente scaricabile seguendo questo link.
La discesa avviene sulla via normale o sul percorso di risalita tramite serie di calate in corda doppia (1h30').