VAL CHISONE |
La "Traversata dei Colli" è il nome con cui ho voluto battezzare la mia escursione; in sequenza si toccano il Colle Ciardonnet, la Punta Roccia Nera, la Punta della Gavia, il Colle Sabbione, la Punta Pian Paris, il Colle di Malanotte, la Punta Malanotte d infine il Colle Superiore di Malanotte ai piedi della Cristalliera.
E' una bellissima traversata quasi interamente sulla linea di cresta che fa da spartiacque tra Val di Susa e Val Chisone; è inutile dire che i panorami, come tra l'altro da tutte le principali vette del Parco Naturale Orsiera-Rocciavrè, sono sconfinati, soprattutto nelle giornate limpide e ventilate come ho avuto la fortuna di imbroccare io!
Dalla posizione centrale ed elevata della traversata e dalle puntae che si toccano, si ha un grandioso panorama che si sviluppa dalla pianura padana, alle cime della Val Sangone, ai satelliti del Monviso, allo Chaberton, alle Barre des Ecrines, al Massiccio d'Ambin, alla Val cenischia col suo lago del Moncenisio, al Rocciamelone, alle cime delle Valli di lanzo fino, in lontananza, al Gran Paradiso e al Monte Rosa.
Lo scorcio su Torino e sulla bassa val di Susa è da qui davvero interessante.
Nella zona esistono diversi itinerari ben segnalati che raggiungono singolarmente i diversi colli e le diverse vette dai rifugi della zona, tuttavia il percorso da me descritto si sviluppa al 90% su terreno non tracciato che segue abbastanza fedelmente la linea di cresta che unisce il Colle Ciardonnet con la Punta Malanotte e la Cristalliera.
Periodo consigliato per una salita escursionistica: si può effettuare l'ascensione dal primo disgelo sino alle prime nevicate... nulla vieta la possibilità di effettuarla tuttavia con gli sci ai piedi!!
Attrezzatura consigliata: Nessuna a parte acqua in abbondanza datochè il percorso non offre punti di rifornimento.
Dal Rifugio-Albergo Selleries proseguire sulla carrozabile in direzione N che si dirige ad una bergeria.
Superatala inizia il comodo sentiero che inizia a salire con una pendenza dolce sempre nella stessa direzione sino a scavalcare un primo costone (15'; 2.100 m).
Sempre molto evidente e ben segnalato con tacche bianco-rosse il sentiero mantiene la destra idrografica del vallone e risale con pendenza costante sino ad impennarsi lievemente per guadagnare un secondo pianoro dove vi è la Bergeria del Ciardonnet (25'; 2.369 m).
Portandosi nuovamente sulla destra idrografica il sentiero passa in mezzo ad alcune rocce e si porta in diagonale fino al terzo pianoro che spesso è innevato o sede di un piccolo laghetto;
assecondando la conformazione del pianoro il sentiero lo attraversa deciso e si porta sull'ultimo tratto più ripido prima del lago di Ciardonnet che sarà presto visibile di fronte a noi (40'; 2.560 m).
Costeggiando il lago sulla sinistra ci si abbassa leggermente e si punta direttamente verso la cresta di fondovalle; non esiste una vera e propria traccia in questo punto ma il Colle è facilmente individuabile come una marcata depressione erbosa tra la punta roccia nera sulla destra e la cresta rocciosa che sale in vetta all'Orsiera. Si sale con pendenza via via più marcata prima su pietraia e poi su pratoni sino ad arrivare al Colle sul filo di cresta (1h10'; 2.700 m).
Da questo punto si può ritrovare una traccia disentiero che porta in direzione della Punta Rocca Nera, seguirla sino ad arrivare sotto la perpendicolare della vetta, quindi abbandonarla e su facili scaloni erbosi e piccole aree detritiche raggiungere in breve la vetta di questa prima cima, la Punta Rocca Nera (1h20'; 2.852 m).
Seguendo la cresta che scende in direzione SE abbassarsi sino ad un ampio colletto erboso che congiunge la vetta appena salita con la Punta della Gavia, percorrerla tenendosi sul lato sinistro della cresta e raggiungere in breve la vetta (1h30'; 2.841 m).
Da questo punto voltarsi in direzione E e scendere brevemente su facili roccette sulla sinistra sull'ampissima cresta erbosa che digradando leggermente su un ampio pianoro si rialza lievemente sul filo di cresta che diventa più stretta e rocciosa; mantenersi sempre fedelmente sul filo di cresta aggirando ed affrontando man mano che si presentano le davvero piccole difficoltà date dalle rocce accatastate che formano questo tratto di cresta. fare attenzione al versante molto scosceso che scende ripido sulla sinistra verso il fondovalle. Si giunge così facilmente, scavalcando alcuni punti culminanti, su un tratto leggermente più ripido della cresta, formata da grossi pietroni accatastati, che scende verso il Colle Sabbione dove si trova una palina indicatrice e un crocevia di sentieri (2h; 2.560 m).
Continuare sul sentiero che si dirige in direzione E verso il Colle Malanotte marcato come 338 e ben segnalato con tacche bianco-rosse.
Tale sentiero risale dolcemente un crinale per poi tagliare a mezzacosta sotto un'anticima rocciosa di colore rosso della Punta Pian Paris che rimane ancora nascosta. Superata l'anticima abbandonare il sentiero che continua a mezzacosta e risalendo facili pratoni erbosi riguadagnare la linea di cresta sulla sinistra. Superato un caratteristico roccione bianco di quarzo si giunge ben presto sulla cima della nostra penultima vetta (2h20'; 2.738 m).
Ridiscendere su pratone puntando verso il sottostante colle di Malanotte (verso SO rispetto alla punta) e, una volta raggiuntolo puntare verso delle evidenti placconate modestamente inclinate poste sul versantge settentrionale della sovrastante rocciosa punta malanotte. Con elementare arrampicata superare le placche facendo attenzione alla natura disgregata della roccia e giungere in una fascia intermedia formata da comode cenge erbose e canalini detritici.
Risalire in alcuni tratti faticosamente mantenendo una direzione diagonale che punta verso sinistra, su una zona rocciosa decisamente più solida e risalire un evidente canalino roccioso. Portandosi sul filo di cresta, facendo attenzione al ripidissimo versante NE della cima, percorrere con arrampicata elementare (II) le rocce che portano direttamente alla vetta dove troviamo una catasta di pietre e un bastone annerito piantato su di essa (3h; 2.735 m).
Percorrere brevemente in direzione O il filo di cresta superando le rocce di vetta e poi ridiscendere sul versante meridionale della punta malanotte verso il colle superiore di malanotte, posto tra la nostra ultima vetta e la punta cristalliera.
Tale percorso si sviluppa su cenge erbose e tratti detritici mediamente ripidi, mantenersi su una linea che punta verso il Colle dove possiamo ritrovare il sentiero 339 che conduce evidentissimo sino al Rifugio Selleries, nostro punto di partenza (4h).