VAL DI SEA - LANZO
Albaron di Sea (3.262 metri)
       dal Bivacco Soardi-Fassero Valsea

Ultima salita effettuata: 19-09-2004
Grado di difficoltà: ALPINISMO - F
Dislivello totale salita: 965 metri
Elegante ed aguzzo si staglia l'Albaron di Sea nel vallone di Sea
Elegante ed aguzzo si staglia l'Albaron di Sea nel vallone di Sea

Descrizione del paesaggio e panorami

L'Albaron di Sea è indubbiamente la vetta che più di tutte domina il bellissimo vallone di Sea, appendice della Val Grande di Lanzo.

Vista dal fondovalle, nell'avvicinamento verso il bivacco Soardi-Fassero assume via via sempre più una forma imponente sino a mostrare quasi a modello di sfida davanti al bivacco la sua severissima parete N alta più di 1.000 m che poco ha da invidiare in dislivello alle più grandi e note pareti granitiche del Monte Bianco.

Entusiasmante il colore rosso fuoco che assume per pochi istanti ad ogni alba.

Le ripide pareti rocciose della N dell'Albaron di Sea da poco oltre il bivacco.
Le ripide pareti rocciose della N dell'Albaron di Sea da poco oltre il bivacco.

Il panorama che si gode dalla vetta, nonostante non sia assolutamente tra le più alte della zona, è incredibilmente vasto grazie alla sua felice posizione a cavallo di due valli e come vetta di testa della rocciosa cresta che conduce sino in vetta all'Uja di Ciamarella (Cresta Est).

In giornate limpide è possibile ammirare verso N il cocuzzolo sommitale del Monte Bianco, le tre Levanne, il Gran Paradiso che appare davvero vicinissimo, il Monte Rosa; accanto invece possiamo ammirare la lunga cresta che conduce in vetta all'Uja di Ciamarella che nasconde parzialmente l'Uja Bessanese... più chiare sono la Punta Maria, Punta d'Arnas e Croce Rossa.... unico escluso in questo bel paesaggio è il Monviso, coperto da altre cime delle Valli di Lanzo...

Sotto di noi invece possiamo vedere benissimo il Vallone di Sea che è ripidissimo sotto i nostri piedi di più di 1.000 metri di placche liscissime e canaloni molto ripidi...

Ecco spuntare il Monte Bianco...
Ecco spuntare il Monte Bianco...
Ed accanto al Bianco, sulla destra si trovano le Levanne, il Gran Paradiso e il Monte Rosa
Ed accanto al Bianco, sulla destra si trovano le Levanne, il Gran Paradiso e il Monte Rosa
L'alba è da qui davvero particolare... tutto si colora di rosso; sullo sfondo a destra l'aguzza Uja di Mondrone
L'alba è da qui davvero particolare... tutto si colora di rosso; sullo sfondo a destra l'aguzza Uja di Mondrone
La Punta Tonini e il suo tormentato ghiacciaio rimangono alla nostra dx
La Punta Tonini e il suo tormentato ghiacciaio rimangono alla nostra dx
Le ripide pareti rocciose della N dell'Albaron di Sea viste ora dalla cima... più in là l'Uja di Mondrone e sotto il Vallone di Sea
Le ripide pareti rocciose della N dell'Albaron di Sea viste ora dalla cima... più in là l'Uja di Mondrone e sotto il Vallone di Sea

Itinerari alpinistici

I metodi per raggiungere la vetta sono principalmente 5: 4 si sviluppano sulla parete N e sono vie di roccia assolutamente serie ed impegnative con grado d'impegno mai inferiore al TD+ (una via è stata aperta da G.C. Grassi, tanto per fare un nome).

La relazione che stendo io tratta invece della salita attraverso la via normale, molto semplice ma comunque delicata per la presenza di pietraie non stabili, frane e soprattutto di tratti abbastanza esposti su roccia mai molto salda.

Periodo consigliato ed attrezzatura necessaria

Periodo consigliato: fine giugno fino a metà settembre. Attrezzatura consigliata: caschetto, piccozza, ramponi.

La salita descritta prevede l'effettuazione in due giornate con posto tappa intermedio al Bivacco Soardi-Fassero Valsea.
Il secondo giorno consiglio di partire al mattino abbastanza presto dal Bivacco in modo tale da evitare i frequenti mutamenti meteorologici caratteristici delle valli di lanzo e considerando anche che il ritorno a Forno Alpi Graie, seppur semplice tecnicamente, è molto lungo.

Dal bivacco è possibile già vedere tutto l'itinerario che ci porterà il giorno seguente sino al ghiacciaio di Sea, poco oltre l'ultimo nevaio visibile a destra.
Dal bivacco è possibile già vedere tutto l'itinerario che ci porterà il giorno seguente sino al ghiacciaio di Sea, poco oltre l'ultimo nevaio visibile a destra.

Relazione

Lasciando di buon ora il Bivacco Soardi-Fassero, alla luce delle lampade frontali, imbocchiamo il sentiero che si dirige verso il fondo del vallone; essendo tale sentiero poco segnalato e tracciato, soprattutto in questo tratto iniziale, consiglio vivamente di effettuare il giorno precedente un giro ricognitivo alla luce diurna in modo tale da non perdere inutilmente tempo il giorno successivo.

Tale sentiero discende brevemente sotto il bivacco per poi dirigersi deciso verso O in corrispondenza di un terrazzamento erboso.

Scavalcati alcuni piccoli torrentelli si arriva sul margine della pietraia di fondovalle dove si ritrova il sentiero nei pressi di un masso decisamente più grosso degli altri sul quale è possibile trovare un ometto di pietre che ci segnala la direzione (2.240 m; 10').

Da qui in poi il percorso è segnalato abbastanza sporadicamente con ometti e qualche segno rosso, si tenga comunque da conto il fatto che la traccia percorre tutto il vallone della Stura di Sea rimanendo sul suo lato idrografico sinistro, accanto a diverse balze rocciose che rimangono quindi alla nostra destra.

E’ possibile incontrare dei nevai, soprattutto in corrispondenza di due restringimenti della vallata che ci aiutano non poco nella salita e soprattutto nella discesa di questa lunga pietraia. Seguendo quindi la traccia arriviamo in breve ad un’ultima ripida salita su pietraia che ci porta direttamente di fronte alle seraccate del ghiacciaio del Tonini e a quel che resta del ghiacciaio di Sea; da qui la traccia di sentiero e gli ometti scompaiono definitivamente (2.800 m; 1h30').

Accanto alle paretine lisce si può vedere già di taglio la cresta N che scende dalla Ciamarella (a destra)
Accanto alle paretine lisce si può vedere già di taglio la cresta N che scende dalla Ciamarella (a destra)

Abbandonato l'itinerario che conduce al prospiciente Col di Sea si attraversa il torrente appena al di sopra del fronte del ghiacciaio di Sea, in quest'area totalmente ricoperto da pietre, e ci si porta accanto a delle pareti lisce che rimangono alla nostra sinistra.

Risalendo di qualche decina di metri facendo molta attenzione ai buchi presenti in questo tratto di ghiacciaio si giunge al termine delle pareti lisce; da questo punto si piega decisi verso sinistra (S) diretti ad una rampa pietrosa (o nevosa ad inizio stagione) stretta tra la ripida Cresta N dell'Uja di Ciamarella e una quota rocciosa che divide l'ampio canalone.

Seguendo un itinerario coscienzioso, che si sviluppa cioè ben distante dalla cresta N che scarica abbondantemente pietre e detriti, si risale tutta la rampa sino a portarsi a livello della quota rocciosa (2.980 m; 1h50').

I buchi nel ghiaccio ci sono eccome e sono anche belli nascosti...
I buchi nel ghiaccio ci sono eccome e sono anche belli nascosti...
Ecco il fronte del Ghiacciaio ricoperto di pietre dal quale sgorga il torrente, a sinistra in fondo le paretine lisce.
Ecco il fronte del Ghiacciaio ricoperto di pietre dal quale sgorga il torrente, a sinistra in fondo le paretine lisce.
Superate le paretine lisce di fondo valle si vede chiaramente il percorso da seguire, posto tra la Cresta N (a destra) e la centrale quota 2.980 che divide il vallone.
Superate le paretine lisce di fondo valle si vede chiaramente il percorso da seguire, posto tra la Cresta N (a destra) e la centrale quota 2.980 che divide il vallone.
... a parte qualche caso davvero eclatante ed evidente...
... a parte qualche caso davvero eclatante ed evidente...
Ecco il tratto che dobbiamo attraversare trasversalmente per risalire la dorsale rocciosa sullo sfondo.
Ecco il tratto che dobbiamo attraversare trasversalmente per risalire la dorsale rocciosa sullo sfondo.

Da qui si attraversa decisi il pianoro che abbiamo di fronte senza guadagnare molto dislivello diretti ad E verso una dorsale detritica che lo delimita da quel lato; risalitala in un punto non troppo in alto grazie a comode cenge rocciose diagonali si giunge finalmente in vista della conca del Ghiacciaio dell'Albaron di Sea e della nostra meta.

Perdendo una quarantina di metri di dislivello, scendiamo sul ghiacciaio dell'Albaron di Sea, calziamo i ramponi e ci prepariamo ad attraversarlo. Tale ghiacciaio non si presenta particolarmente tormentato ad eccezione della parte fittamente crepacciata immediatamente sotto una quota rocciosa facente parte della Cresta E dell'Uja di Ciamarella che si staglia alla nostra destra.

Il nostro itinerario sul ghiaccio si sviluppa ben lontano e a valle di questo punto, dove il ghiacciaio è pressochè pianeggiante. Puntare direttamente ad un colletto che separa nettamente la Cresta NO dell'Albaron di Sea e la Cresta E dell'Uja di Ciamarella (3.100 m; 2h30').

Sopra la dorsale rocciosa, sulla destra è possibile vedere ancora la parte alta del ghiacciaio dell'Albaron, oggi diviso in due tronconi... noi non l'affronteremo poichè la vetta è totalmente dall'altra parte.
Sopra la dorsale rocciosa, sulla destra è possibile vedere ancora la parte alta del ghiacciaio dell'Albaron, oggi diviso in due tronconi... noi non l'affronteremo poichè la vetta è totalmente dall'altra parte.
Poco dietro noi invece possiamo vedere la parte alta del ghiacciaio dell'Uja di Ciamarella, quella denominata "Pan di Zucchero" che si affronta nella salita sulla cresta E.
Poco dietro noi invece possiamo vedere la parte alta del ghiacciaio dell'Uja di Ciamarella, quella denominata "Pan di Zucchero" che si affronta nella salita sulla cresta E.
Ecco la nostra vetta vista dalla dorsale rocciosa; il ghiacciaio che affronteremo sarà la parte bassa qui ben visibile.
Ecco la nostra vetta vista dalla dorsale rocciosa; il ghiacciaio che affronteremo sarà la parte bassa qui ben visibile.

Giunti nei pressi del colletto togliere i ramponi e prepararsi ad affrontare un tratto di cresta in alcuni tratti esposta e ripida e alcuni tratti di ripidi canaloni detritici che culminano sulla vetta dell'Albaron di Sea.

Tolti i ramponi dunque risaliamo uno stretto canalino fino a portarci sulla cresta, da qui con una diagonale su cenge rocciose e detritiche aggiriamo sul versante del ghiacciaio un paio di torrioni senza quindi risalirli.

Giunti ad un primo canalone detritico lo si risale brevemente sino ad arrivare ad un intaglio che cade ripido in fondo alla Val d'Ala. Con pochi passaggi di semplice arrampicata (II) si supera il bordo del canalone e si riprende la salita in diagonale verso la vetta che ora è chiaramente visibile e segnalata da un grosso ometto di pietre.

Attraversata un'altra fascia di rocce più stabili si giunge nei pressi di un ultimo ampio canalone detritico che culmina nella vetta dell'Albaron di Sea (3.280 m; 3h).

Ecco il colletto dove toglieremo i ramponi per affrontare l'ultimo tratto di rocce per la vetta
Ecco il colletto dove toglieremo i ramponi per affrontare l'ultimo tratto di rocce per la vetta
Ed ecco la parte iniziale della cresta per l'Albaron e l'iniziale ripido canalino misto nevoso da risalire.
Ed ecco la parte iniziale della cresta per l'Albaron e l'iniziale ripido canalino misto nevoso da risalire.
Tutto il percorso di cresta è in realtà una grossa pietraia instabile
Tutto il percorso di cresta è in realtà una grossa pietraia instabile
con alcuni piccoli tratti di rocce stabili
con alcuni piccoli tratti di rocce stabili
La vicina Uja di Mondrone e il sottostante, più vicino, Ghicet di Sea
La vicina Uja di Mondrone e il sottostante, più vicino, Ghicet di Sea
Dalla vetta è ben visibile il percorso fatto sul piccolo ghiacciaio dalla dorsale rocciosa
Dalla vetta è ben visibile il percorso fatto sul piccolo ghiacciaio dalla dorsale rocciosa
Verso S il versante cala ripido sulla Val d'Ala
Verso S il versante cala ripido sulla Val d'Ala
Autoscatto dalla cima dell'Albaron di Sea
Autoscatto dalla cima dell'Albaron di Sea
Da sinistra, la Croce Rossa col suo ghiacciaio pensile, la Punta d'Arnas, le rocce Pareis e l'Uja Bessanese
Da sinistra, la Croce Rossa col suo ghiacciaio pensile, la Punta d'Arnas, le rocce Pareis e l'Uja Bessanese

La Discesa

La discesa avviene seguendo fedelmente l'itinerario di salita; particolare attenzione è da porsi nel discendere la prima parte rocciosa e detritica della vetta (2h).