VAL PELLICE
Punta Barant (2.425 metri)
       dal Rifugio Willy Jervis al Pra'

Ultima salita effettuata: 30-01-2005
Grado di difficoltà: ESCURSIONISMO - E
Dislivello totale salita: 693 metri
Ecco la nostra vetta a pochi passi da noi sull'ultimo tratto di cresta
Ecco la nostra vetta a pochi passi da noi sull'ultimo tratto di cresta

Descrizione del Paesaggio e Panorami

Questa panoramicissima punta è già visibile da tutta la Val Pellice ma non è facilmente individuabile in quanto facente parte di una serie di antecime che viste da N appaiono come un unico ripidissimo costone roccioso sul lato destro idrografico del fondovalle. Dal Rifugio Jervis al Prà, punto di partenza della nostra escursione invece è facilmente individuabile in direzione E sui pendii erbosi inclinati della prima parte di cresta alla destra idrografica della vallata che poi proseguendo porta sino al Monte Manzol e Granero.

Dalla strada di salita il bel colpo d'occhio sulla sottostante Conca del Prà
Dalla strada di salita il bel colpo d'occhio sulla sottostante Conca del Prà

Il panorama che offre questa cima è davvero interessante dando un immediato colpo d'occhio sulla Conca del Prà dal Rifugio Jervis sino alle ripide pietraie del fondovalle che conducono al Rifugio Battaglione Alpini alle falde del Monte Granero; volgendo lo sguardo ad O e NO invece osserviamo tutta la cresta del confine italo-francese che passa dai colli di Seillieres, di Vittona e dell'Urina ai piedi di cime di notevole interesse escursionistico ed alpinistico come il Monte Palavas, il Monte Cappello, il Bric Bucie.

A S è la cresta della Punta Barant a farla da padrona, passando verso SO per il Colle Barant a l'Agugliassa al Monte manzol con le sue belle creste al bel massiccio del Granero, la più alta vetta in questa vallata. Poco dietro il Granero non possiamo che rendere omaggio al sempre magnifico ed imponente Monviso, che da qui è davvero splendido poichè vicinissimo e posto appena dietro la cresta creata dalle Punte Udine, Venezia e Roma oltre il vallone dei Carbonieri.

Sotto di noi il Col Barant e lungo tutta la cresta sino al Manzol e Granero; sulla sinistra la cresta delle Punte Udine, Venezia e Roma che adducono alla Valle Po e al maestoso Monviso
Sotto di noi il Col Barant e lungo tutta la cresta sino al Manzol e Granero; sulla sinistra la cresta delle Punte Udine, Venezia e Roma che adducono alla Valle Po e al maestoso Monviso
Il Bric Bucie in centro alla foto, allesue spalle a sinistra il bianco Gran Queyron
Il Bric Bucie in centro alla foto, allesue spalle a sinistra il bianco Gran Queyron

Alle nostre spalle possiamo vedere la sagoma slanciata del Bric Bucie e, più lontana la vetta del Gran Queyron che ci spingono a lanciare lo sguardo verso valle per ripercorrere tutta la Val Pellice per arrivare sino alla pianura, immersa quasi sempre in una grigiastra cappa alquanto angosciante...

Sempre a N oltre la cresta che separa Val Pellice con Val Chisone e Germanasca possiamo osservare lontanissimo il Massiccio del Monte Rosa, inconfondibile linea bianca all'orizzonte molto spesso nascosta dalla foschia.

Ecco la Val Pellice dalla vetta... con lo smog di pianura...
Ecco la Val Pellice dalla vetta... con lo smog di pianura...
Elegantissimo il Monte Palavas oltre il Colle Urina
Elegantissimo il Monte Palavas oltre il Colle Urina
La cresta che separa Val Pellice da Val Germanasca, oltre poco visibile la sottile linea bianca del Monte Rosa
La cresta che separa Val Pellice da Val Germanasca, oltre poco visibile la sottile linea bianca del Monte Rosa

Itinerari escursionistici

Questa vetta è facilmente raggiungibile da diversi punti e comunque tutti passanti per il versante SO costituito di facili pendii mediamente inclinati ben visibili dalla Conca del Prà.
I principali punti di partenza sono:
- dalla valle dei Carbonieri (Rifugio Barbara Lowrie) tramite carrozzabile del Col Baracun o Barant;
- dalla Conca del Prà (Rifugio Willy Jervis) tramite carrozzabile del Col Baracun o Barant;
- direttamente da Villanova con salita abbastanza impegnativa che passa sul lato destro idrografico della Vallata sotto il Castellus e la Gugliassa per riprendere la carrozzabile del Col Baracun nel punto denominato la Colletta.

Attrezzatura necessaria e periodo consigliato

Non è necessaria alcuna attrezzatura particolare se non quella da semplice escursionismo in relazione al periodo di effettuazione dell'escursione. Questa facile cima si presta molto ad esser salita sia d'estate con semplice camminata mai troppo impegnativa, sia d'inverno con le pelli di foca o le racchette da neve.

Il primo tratto della strada che collega la Conca del Prà con il Col Barant, Andrea la percorre.
Il primo tratto della strada che collega la Conca del Prà con il Col Barant, Andrea la percorre.
L'aguzzo Bric Bucie ci accompagna nella salita in ambienti davvero magnifici e selvaggi
L'aguzzo Bric Bucie ci accompagna nella salita in ambienti davvero magnifici e selvaggi

Relazione

Lasciato il Rifugio W.Jervis proseguire sulla strada che percorre il piccolo borgo per poi inoltrarsi nella Conca del Prà. Con un breve tratto in discesa giungiamo nei pressi di un chiaro cartello che indica la deviazione verso E per raggiungere il Col Barant (o Baracun). Seguendo la direzione indicata scendiamo nelpunto più basso della Conca ed attraversiamo il torrente Pellice portandoci così a ridosso del fianco destro idrografico della vallata dove una strada carrozzabile sterrata s'inoltra nel bosco con una prima diagonale in salita verso N nei pressi di alcuni roccioni ove son dipinti dei segnavia (1.712 m; 10').

Il pendio superiore che adduce al Col Barant, evidente la diagonale superiore del tracciato stradale
Il pendio superiore che adduce al Col Barant, evidente la diagonale superiore del tracciato stradale

Seguendo fedelmente il percorso dettato dalla carrozzabile risaliamo abbastanza agevolmente tutto il fianco della vallata con diagonali mai troppo pendenti sino a giungere nei pressi della località denominata la Colletta alla destra della quale possiamo ben vedere tutto il rimanente tracciato che a mezzacosta giunge sino al Colle. Fin qui, in diversi punti è possibile seguire diversi sentieri segnalati bianco-rossi (GTA) che ci permettono di accorciare il percorso stradale tagliando alcuni tornanti (2.200 m; 1h10').

Superata la colletta percorrere ancora brevemente il tracciato stradale che si dirige al Colle, sino ad incontrare una traccia di sentiero che s'inerpica sugli spogli pendii alla nostra sinistra passando nei pressi di una vecchia trincea della seconda guerra mondiale. Seguendo un percorso in diagonale ascendente guadagniamo la cresta che sale incostante con alcuni sali-scendi sino alla vetta che viene così facilmente raggiunta (2.425 m; 1h45').

Ripida sotto di noi a N c'è l'abitato di Villanova in Val Pellice
Ripida sotto di noi a N c'è l'abitato di Villanova in Val Pellice

Attenzione a non farsi ingannare nei periodi invernali in presenza di neve dalle cornici che si formano sul ripidissimo versante N; a tale scopo raccomando di tenersi sempre di qualche metro sul fianco S della cresta piuttosto che fedelmente sul suo filo.

Eccomi in una giornata molto ventosa e fredda su questa bella vetta
Eccomi in una giornata molto ventosa e fredda su questa bella vetta

Discesa

La discesa può essere effettuata sul percorso di salita, tuttavia può essere molto interessante scendere sino al Col Barant e andare a visitare il giardino Botanico di poco più basso; da qui riprendere il tracciato stradale per ritornare alla Conca del Prà.

E' altresì possibile scendere direttamente a Villanova senza passare dal Prà con un percorso abbastanza ripido e sconsigliabile in inverno e in presenza di neve, che parte della Colletta e scende passando sotto le cime de la Gugliassa e del Castellus; tale sentiero scende sino nei pressi di Villanova dove guada il torrente su un ponte per ricongiungersi con il primissimo tratto di sentiero che sale verso il Rifugio Jervis.