VAL SANGONE
Rifugio Alpe Balma (1.986 m)
       dalla strada per Pian Neiretto

Ultima Salita effettuata: 19-08-2011
Grado di difficoltà: ESCURSIONISMO - E
Dislivello totale salita: 760 m
ATTENZIONE - Relazione in Aggiornamento!
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Ecco la bella ed ampia costruzione del Rifugio della Balma
Ecco la bella ed ampia costruzione del Rifugio della Balma

Descrizione del paesaggio e panorami

Rifugio di proprietà del CAI Sezione di Coazze sorge sui ruderi dell'Alpeggio della Balma che, pericolosi ed inagibili, furono risistemati in più riprese con opera volontaria dei Soci della Sezione del Club Alpino nel periodo che andò dal 1977 al 1985. Inaugurato in occasione del ventennale della Sezione di Coazze, oggi è un ottimo punto d'appoggio per le gite e traversate nel cuore del bellissimo Parco dell'Orsiera-Rocciavrè che altrimenti richiederebbero tutti dislivelli superiori ai 1.500 m.

Ed immancabile la versione invernale, o meglio primaverile
Ed immancabile la versione invernale, o meglio primaverile
Questo è l'ingresso del fin troppo lussuoso ricovero invernale, notate sul tetto l'antenna radio con i quali vengono trasmesse le immagini della webcam installata
Questo è l'ingresso del fin troppo lussuoso ricovero invernale, notate sul tetto l'antenna radio con i quali vengono trasmesse le immagini della webcam installata visibile su www.alpedellabalma.it
Vista dall'antistante Punta dell'Aquila ecco come appare il massiccio del Robinet
Vista dall'antistante Punta dell'Aquila ecco come appare il massiccio del Robinet

Nello specifico il Rifugio sorge nella vallata centrale di quelle che insieme costituiscono la testata della Val Sangone, quella denominata per l'appunto, della Balma.

Il Rifugio dispone nei periodi di chiusura di un comodo ricovero invernale dotato di una decina di posti letto e di corrente elettrica continuativa tutto l'anno essendo servito da una efficiente centralina idroelettrica costruita ad hoc nelle vicinanze.

Ecco il confortevole interno del rifugio invernale, c'è anche un termosifone elettrico... che si vuole di più? Appena a sinistra ci sono i letti a castello
Ecco il confortevole interno del rifugio invernale, c'è anche un termosifone elettrico... che si vuole di più? Appena a sinistra ci sono i letti a castello

Tale rifugio possiede una webcam, collegata alle rete internet tramite una rete wireless realizzata in collaborazione con il Politecnico di Torino ed alcuni Istituti Superiori della vallata. Visitate il sito www.alpedellabalma.it per conoscere i dettagli del progetto e poter visualizzare le immagini in tempo reale delle webcam installate, una verso Giaveno e una verso la vetta del Monte Robinet.

Assolutamente splendido, soprattutto nelle giornate più ventilate, il colpo d'occhio che regala la posizione di questo Rifugio su tutta la sottostante pianura, sin oltre la Collina di Torino.

Itinerari escursionistici

Sono fondamentalmente 4 gli itinerari che conducono al Rifugio, 3 dalla Val Sangone e 1 dalla Val Chisone:
.:: il primo parte alcuni tornanti dopo il campeggio "I Pianas" sulla strada che conduce a Pian Neiretto, ultima stazione sciistica attiva della zona;
.:: da Forno di Coazze attraverso la borgata Molè;
.:: attraverso il vallone del Ricciavrè;
.:: il quarto itinerario sale da Villaretto attraverso il Colle del Robinet. Essendo di gran lunga il più accessibile e diretto, in questa relazione descriverò quello che parte sulla strada di Pian Neiretto percorrente il lungo vallone della Balma.

Il sentiero è sempre ampio e ben segnalato, impossibile smarrirlo
Il sentiero è sempre ampio e ben segnalato, impossibile smarrirlo
Ogni tanto si trovano alcune paline di recente posizionamento, utili ma non indispensabili...
Ogni tanto si trovano alcune paline di recente posizionamento, utili ma non indispensabili...

Periodo consigliato ed attrezzatura necessaria

Non vi è necessità di attrezzature o abbigliamento particolari per affrontare questa salita, unicamente si consiglia l'uso di un buon paio di scarponcini leggeri da escursionismo poichè il terreno sul quale si sviluppa il percorso è composto, in parte, da pietraia e comunque terreno detritico.

Il periodo consigliato per l'escursione estiva è quello tardo primaverile del disgelo, sino alle prime nevicate; il periodo di apertura del Rifugio va da Giugno a Settembre, nei soli week-end ad eccezione del mese di Agosto ove le turnazioni settimanali dei volenterosi Soci del CAI di Coazze ne garantisce la continuità operativa quotidiana. Per i restanti mesi, in presenza di neve, è apprezzabile la salita con le racchette da neve, riservando la salita con gli sci esclusivamente in condizioni di innevamento più che buone, pena il doversi portare a spalle gli sci per un lunghissimo tratto. Il percorso estivo è molto semplice ed intuitivo da seguire, molto ben segnalato da segnavia rossi e bianco/rossi e comunque sempre con traccia ben evidente.

E' possibile anche arrampicare nei pressi del Rifugio in quanto proprio sul retro sono state chiodate alcune brevi ed intensi monotiri di arrampicata che tuttavia non mi sono sembrate, ad un'occhiata veloce, molto facili... provate e fatemi sapere...

Proprio dietro il rifugio invernale ecco la parete di roccia attrezzata con spit e catene
Proprio dietro il rifugio invernale ecco la parete di roccia attrezzata con spit e catene

Accesso Stradale

Salendo sulla SP verso Coazze da Giaveno, imboccare a sinistra la strada che si dirige verso la località Sangonetto transitando accanto le ex cartiere Sertorio oggi in stato di abbandono. Continuare sulla strada principale diretta verso località Forno di Coazze ove supereremo il Santuario e il soprastante campeggio de "I Pianas". Percorsi ancora alcuni tornanti giungeremo nei pressi di alcune baite costruite poco prima un tornante verso sinistra. In corrispondenza di tale tornante si trova lo slargo ove potremo comodamente parcheggiare il nostro veicolo e reperire il sentiero a monte dello slargo nei pressi di una bacheca che illustra le caratteristiche geomorfologiche del vallone della Balma.

Relazione

Imboccato il sentiero percorreremo un breve tratto più ripido nel bosco di betulle per raggiungere un percorso sostanzialmente pianeggiante posto sul versante settentrionale della collina. Percorrendo questa traccia a mezzacosta al di sopra del torrente Sangone, incontreremo presto una tubazione di plastica che affiora a tratti sul sentiero percorrendone un lungo tratto. Sempre sull'amabile traccia raggiungeremo un tratto boscato ove il sentiero pare sparire in corrispondenza di uno slargo non fosse per il ben visibile segnavia bianco-rosso dipinto su un grosso roccione posto a monte dell'area.

Il primo tratto è un amabile sentiero in un rado bosco di betulle
Il primo tratto è un amabile sentiero in un rado bosco di betulle
Il roccione in fondo a sinistra è quello da seguire per ritrovare il sentiero su questo pianoro
Il roccione in fondo a sinistra è quello da seguire per ritrovare il sentiero su questo pianoro

Superato questo slargo il sentiero si fa nuovamente più stretto e ripido a mezzacosta sul versante, avvicinandosi notevolmente in alcuni punti al letto del torrente. In breve la traccia di sentiero, sempre ben segnalata, si fa un poco più ripida per guadagnare un nuovo slargo ove possiamo ben individuare sulla destra un solido e vistoso ponte sul torrente Sangone.

Da qui il sentiero ci offre due distinte opportunità: proseguire sul versante destro idrografico oppure attraversando il ponte percorrere quello opposto. Nella scelta si dovrà tenere unicamente conto di 2 importantissimi fattori: uno per il periodo estivo riguarda la portata del torrente Sangone, se essa fosse imponente si consiglia caldamente di utilizzare il comodo ponte e percorrere l'itinerario sulla sinistra idrografica. L'altro fattore riguarda il periodo invernale, in presenza di neve abbondante si sconsiglia nella maniera più assoluta la percorrenza dell'itinerario sulla destra idrografica che si disegna alla base di imponenti canaloni battuti frequentemente dalle valanghe (come ci testimoniano i notevoli danni causati alla vegetazione).

In tutti gli altri casi il mio consiglio è quello di percorrere proprio l'itinerario in destra idrografica denominato "Strada dei Soldati" poichè percorre ambienti più interessanti e possiede caratteristiche escursionistiche più calibrate ed omogenee.

Percorso in sinistra idrografica

Attraversato il solido ponte la traccia ci invita, per breve tratto, a risalire parallela al torrente, per poi inoltrarsi nella faggeta raggiungendo in breve un baraccamento dell'Associazione Real Bulaj. Poco oltre, seguendo l'indicazione inchiodata su un albero, imbocchiamo una ripida traccia che risale il costone boschivo per raggiungere in pochi minuti, nei pressi di un imponente roccia, la cresta della lunga dorsale morenica che scende dall'Alta Val Sangone (1.350 m; 30').

Ecco il solido ponte di recente costruzione sul torrente Sangone
Ecco il solido ponte di recente costruzione sul torrente Sangone
Sulla via del ritorno raggingiamo il baraccamento oltre il quale sale la traccia che raggiunge la cresta della dorsale
Sulla via del ritorno raggingiamo il baraccamento oltre il quale sale la traccia che raggiunge la cresta della dorsale

Risalendo verso O calchiamo il sentiero che si fa ora molto ampio ed impossibile a smarrirsi, sempre ben segnalato con i segnavia bianco-rossi; fare attenzione in discesa a ricordarsi di imboccare e discendere il sentiero dal quale siamo giunti, che rimane un po' nascosto, e non proseguire sino al fondo della dorsale morenica ove troviamo il pilone votivo Garida pena il dover risalire sino al bivio oppure discedere fino all'abitato di Molè e doversi fare almeno un chilometro di strada asfaltata per recuperare il proprio veicolo.

Superato un primo tratto di dorsale fuori dalla boscaglia ci reimmergiano nella faggeta sempre seguendo la traccia, mai eccessivamente ripida e faticosa, che ci conduce nei pressi di una bacheca informativa che ci introduce entro i confini territoriali del Parco dell'Orsiera-Rocciavrè. Da questo punto termina improvvisamente il bosco ed entriamo nel vero e proprio vallone della Balma (1.500 m; 50').

Ed ecco il punto in cui si sbuca sulla dorsale... sullo sfondo la parte superiore del vallone della Balma
Ed ecco il punto in cui si sbuca sulla dorsale... sullo sfondo la parte superiore del vallone della Balma
L'ampio vallone della Balma al di sopra del limite della vegetazione
L'ampio vallone della Balma al di sopra del limite della vegetazione

Con un tratto di sentiero in leggera discesa, attraversata una pietraia, giungiamo accanto al torrente Sangone nei pressi del bivio con il sentiero che proviene dal "Sentiero dei Soldati" in destra idrografica (1.??? m; 1h).

---- termine sezione revisionata ---

per costeggiarlo, tra alcuni grossi roccioni ai piedi di un ripido costone roccioso alla nostra destra, sino nei pressi di una fontana. Da questo punto inizia il tratto più impegnativo e ripido dell'itinerario ove la nostra traccia, con una serie di diagonali, ci invita a risalire il soprastante pendio per portarci su una sorta di altipiano contornato verso N ed O da ripide pareti rocciose.

E' possibile in questo tratto incrociare almeno due linee di sentiero non segnalato ma comunque ben visibili che ci permettono di tagliare due lunghe diagonali al prezzo di un maggiore impegno fisico. Giunti sul pianoro il sentiero si addolcisce nuovamente percorrendo un tratto erboso e dirigendosi verso verso SO all'imbocco di un'ansa e che crea un restringimento del vallone; il sentiero risale ancora una volta ripido con poche e precise curve per entrare infine nella parte alta del vallone della Balma con un aereo mezzacosta.

Superato l'ansa del vallone si apre la visuale sulla testata della valle, è possibile già vedere il Rifugio; la vetta centrale è il Robinet, quella a sinistra la Punta Loson
Superato l'ansa del vallone si apre la visuale sulla testata della valle, è possibile già vedere il Rifugio; la vetta centrale è il Robinet, quella a sinistra la Punta Loson
Stesso panorama in veste invernale...
Stesso panorama in veste invernale...

E' già possibile da questo punto vedere il Rifugio Balma sulla sinistra idrografica del vallone nei pressi di un piccolo pianoro.

Bello lo scorcio su tutto l'anfiteatro di vette che chiude il vallone da S a N, dalla Punta del Lago S passando per la Punta Loson e il Robinet, ove è ben visibile sulla cima il bivacco "Madonna degli Angeli", sino alla Punta del Lago N (1.700 m; 1h10').

Con un lungo mezzacosta il sentiero scende brevemente per portarsi sotto alcune ripide rocce da dove risale nuovamente, sempre sotto al salto roccioso alla base del quale, in corrispondenza di una grossa fessura della parete, possiamo trovare una utilissima fontanella. Risalito con poche diagonali il tratto erboso successivo su un comodo sentiero perveniamo sull'ampio pianoro che anticipa il Rifugio della Balma, ormai ben visibile di fronte a noi.

Voltandoci possiamo osservare ben il nostro percorso di salita...
Voltandoci possiamo osservare ben il nostro percorso di salita...
... e più in lontananza si apre già una magnifica visuale
... e più in lontananza si apre già una magnifica visuale
Mio papà durante la discesa nella faggeta della dorsale morenica
Mio papà durante la discesa nella faggeta della dorsale morenica

Percorriamo l'ultimo tratto scavalcando alcuni torrentelli ed attraversando un pianoro erboso sulla traccia che molto spesso, in estate, è mascherata dalla vegetazione fino a giungere sull'ampia spianata del Rifugio (1.986 m; 1h45').

Discesa

La discesa si effettua seguendo fedelmente il percorso effettuato in salita (1h10').