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VAL SAVARANCHE |

Davvero interessante il punto in cui sorge questo bel Rifugio, una conca sulla quale si staglia la famosa parete N del Ciarforon... qui c'è di tutto, laghetto, prati, pietraia, nevai...
Questo Rifugio, o meglio la vecchia struttura, fu costruita per ospitare il Re Vittorio Emanuele II che ivi si recava nelle sue famose battute di caccia allo stambecco... pertanto tutto, a partire dal sentiero di accesso ha dimensioni ed importanza da Reali.
La nuova struttura del Rifugio sorge poco sotto quella originaria e gode di una buona gestione.
La salita al Rifugio è da considerarsi una gita priva di difficoltà in quanto, da Pont, viene effettuata esclusivamente su un ampissimo sentiero che fu spianato per consentire al Reale di giungere al Ricovero sul suo cavallo... caratteristico è inoltre il passaggio su roccia reso addomesticato da una grossa scalinata costruita interamente a secco con le pietre del posto...

Periodo consigliato: La salita al rifugio può essere effettuata agevolmente nel periodo primaverile sino all'autunno... tuttavia è anche una gita abbastanza frequentata con le pelli di foca.
Attrezzatura consigliata: Classica da escursionismo.
Parcheggiata l'auto sul piazzale di Pont dirigersi in direzione S verso una piccola casetta di legno che ospita l'ufficio delle Guide locali; lì evidenti cartelli mostrano la direzione del percorso che raggiunge il Rifugio Vittorio Emanuele II.
Tale ampio sentiero attraversa il torrente su un comodo ponte e si porta sulla sponda idrografica destra del torrente stesso risalendolo a margine per un lungo tratto quasi pianeggiante.
Superato un piccolo ponticello in legno ed inoltratici nella boscaglia, il sentiero prende a salire sempre più ripido a serpentine sempre molto largo e ben evidente.
Superata la fascia boschiva si apre uno scorcio molto bello sulla Val Savaranche e specialemnte sull'abitato di Pont che già appare molto lontano.
Il sentiero si fa ora via via meno ripido fino ad effettuare alcune larghe serpentine che ci portano prima sul filo della dorsale che immediatamente scavalcheremo.
Si prosegue a mezzacosta portandosi sull'altro versante del valloncello in cui siamo arrivati e di qui riprende a salire un po' più ripido riguadagnando progressivamente l'ampio filo della dorsale.
Superato un buon dislivello con ampie serpentine, ci si inoltra ancora più profondamente nel valloncello seguente costeggiando in un tratto pianeggiante del sentiero una cascatella sulla sinistra.
Sul fondo è possibile già vedere il modesto salto roccioso sul quale è stata costruita la scalinata di pietre. Giuntivi la si risale facilmente e comodamente dopo un paio di stretti tornanti per arrivare sull'ennesima ed ultima dorsale della salita.
Percorso un ultimo tratto un po' ripido si giunge in un tratto del sentiero che affianca sulla sinistra il torrentello che scende dal lago presente accanto al Rifugio, da qui, in breve si giunge in vista del grande Rifugio nuovo che verrà raggiunto entro pochi minuti di comodo cammino (2h45'; 2.730 m).
Per il ritorno si segue il medesimo itinerario della salita (2h).