VAL DI SUSA
Monte Civrari - Punta della Croce (2.234 metri)
       da Frazione Comba

Ultima salita effettuata: 17-06-2006
Grado di difficoltà: ESCURSIONISMO - EE
Dislivello totale salita: 1.164 o 1.232 metri
La ancora lontana Punta della Croce del Monte Civrari
La ancora lontana Punta della Croce del Monte Civrari

Descrizione del paesaggio e panorami

A volte le gite più inaspettate diventano quelle più fantastiche! E' proprio questo il caso della salita alla Punta della Croce 2.234 m.

Deciso a partire anche da solo alla conquista di questa facile vetta ho potuto godere climaticamente di una giornata favolosa.

Certo è che questa vetta non deve attirare i fans sfegatati delle difficoltà estreme perché di tale non ha proprio nulla a patto che non vi sia molta neve.

Al contrario è una gita che regala sempre ed in ogni condizione dal punto di vista panoramico delle emozioni a dir poco a 360° essendo in posizione molto centrale e a cavallo delle Valli di Susa e di Viù;

nessun ostacolo impedisce la perfetta visuale della collina torinese e della stessa città di Torino, del Musinè, di tutti i diversi comuni della cintura torinese, di Rocca Sella, della Sacra di San Michele, della catena satellite del MonViso, delle cime della Alta Val Sangone e del Parco dell'Orsiera-Rocciavrè, di alcune cime della Val Chisone, della Barre des Ecrines in lontananza, delle cime della Bassa Val di Susa fino al Rocciamelone e Niblè, del Monte Lera, della Croce Rossa, della Punta d'Arnas e Maria, della Uja Bessanese e del Collerin, della Torre d'Ovarda, dell'Albaron di Savoia e delle Punte Chalanson e Uja di Ciamarella, delle Levanne e del Gran Paradiso con i suoi satelliti Ciarforon e Tresenta ed infine di parte del Massiccio del Monte Rosa e della punta del Cervino... insomma cosa volete di più?!

Sulla destra è possibile vedere la vicina Punta Imperatoria.
Sulla destra è possibile vedere la vicina Punta Imperatoria.
In centro sullo sfondo il Gran Paradiso
In centro sullo sfondo il Gran Paradiso
In fondo la solitaria vetta del MonViso e più vicina la bassa Val di Susa e sulla sinistra la Sacra di San Michele.
In fondo la solitaria vetta del MonViso e più vicina la bassa Val di Susa e sulla sinistra la Sacra di San Michele.
La Val di Viù ed in fondo a destra il massiccio del Monte Rosa
La Val di Viù ed in fondo a destra il massiccio del Monte Rosa
Il massiccio del Monte Civrari è ben visibile da tutta la provincia torinese appena dietro Rocca Sella
Il massiccio del Monte Civrari è ben visibile da tutta la provincia torinese appena dietro Rocca Sella

Itinerario escursionistico, tempistica

Dall'analisi della cartografia ho deciso, saggiamente come vedrò in seguito, per diversi motivi di fare una levataccia:

- il percorso si snoda nella parte superiore interamente su una cresta e su pendii esposti in pieno S quindi con il sole a picco;

- il tragitto di cresta è molto lungo e non conoscevo perfettamente le condizioni di innevamento della parte più alta;

- ho deciso di concatenare la salita al prospiciente Monte Sapei (1.615 m).

Morale della favola alle 6.30 ero già con gli scarponi ai piedi che mi avviavo sul sentiero che porta al Colle Arponetto 1.397 m.

I principali itinerari di salita alla vetta sono quattro: due dalla Val di Susa attraverso il Colle la Bassa e due dalla Val di Viù di Lanzo considerevolmente più corti ma più ripidi.

Periodo consigliato ed attrezzatura necessaria

Periodo consigliato per una salita semplicemente escursionistica: dal disgelo intorno all'inizio di giugno fino a metà settembre circa.

Attrezzatura consigliata: normale equipaggiamento escursionistico in caso di assenza di neve in quota (situazione ben visibile già dalla pianura); piccozza, ramponi in caso di salite in primavera con ancora neve nella parte superiore.

E' questa la parte superiore dell'itinerario, in primo piano una banale anticima a 1.923 m, dietro la Punta della Croce.
E' questa la parte superiore dell'itinerario, in primo piano una banale anticima a 1.923 m, dietro la Punta della Croce.
L'itinerario comincia su prati e boschi per poi terminare in aspro ambiente montano di pietraia.. sulla destra i laghi di Avigliana e la vetta di Rocca Sella e del Monte Sapei, sullo sfondo il San Giorgio
L'itinerario comincia su prati e boschi per poi terminare in aspro ambiente montano di pietraia.. sulla destra i laghi di Avigliana e la vetta di Rocca Sella e del Monte Sapei, sullo sfondo il San Giorgio

Relazione

Per i motivi citati nella premessa è consigliabile partire ad un orario antelucano per evitare di abbrustolirsi sulla parte superiore della salita.

Tale relazione spiega la salita alla vetta con il concatenamento al Monte Sapei; per evitarlo imboccare il sentiero 571, al posto del sentiero 575 come spiegato più avanti, passando per fontana Barale e giungendo così direttamente al Colle la Bassa (1 h; 1.497 m);

tale sentiero 571 lo proporrò nel mio itinerario come via di discesa.

Raggiungere in auto la frazione Comba superiore (1.070 m) posta sopra l'abitato di Celle, giunti nei pressi di uno spiazzo con un piloncino votivo parcheggiare l’auto e proseguire a piedi nei tornanti immediatamente successivi sino ad arrivare al termine della strada asfaltata nei pressi di un vecchio lavatoio coperto.

Da qui è possibile prendere due vie:

- la prima, che consiglio, è un sentiero che sale accanto alla panchina posta vicino al lavatoio: portandosi sul prato immediatamente sopra lo risale a lato della boscaglia sino ad inoltrarvisi con due evidentissimi tornanti per ritrovare i segni di via Azzurri a terra;

- il secondo invece è marchiato da subito con segni azzurri a terra e s’inoltra alla destra del lavatoio predetto in una vecchia via ombrosa ed alquanto dissestata, tale via prosegue per un tratto sino ad abbandonarla poco oltre per poi risalire sul lato sinistro e ricongiungersi alla prima variante descritta.

Giunti al punto d’incontro delle due strade il sentiero sale evidentissimo e molto ben segnalato in mezzo al bosco di betulle con pendenza costante. In breve è possibile quindi arrivare al Colle Arponetto (1.397 m; 15’); al colle ignorate il sentiero blu denominato "tramontana" che si diparte a destra verso la vicina vetta di Rocca Sella (1.508 m).

Chi ha la fortuna di abitare quassù viene svegliato ogni giorno da questo spettacolo a 180°
Chi ha la fortuna di abitare quassù viene svegliato ogni giorno da questo spettacolo a 180°
Questa è una piccola parte del panorama... Almese, Avigliana e i suoi laghi, il Monte Cuneo e in fondo il San Giorgio...
Questa è una piccola parte del panorama... Almese, Avigliana e i suoi laghi, il Monte Cuneo e in fondo il San Giorgio...

Giunti al bivio posto sul Colle imboccare la traccia di sentiero abbastanza visibile che sale diritta davanti a voi e cioè verso la vetta del Monte Sapei (seguire le indicazioni su un cartello) che verrà toccata in breve e con molta facilità, in un percorso di cresta immerso nel bosco previo il superamento di una banale anticima quotata sulle carte come 1.551 m (45'; 1.615 m).

E ora, prima di fiondarvi come razzi verso il Colle la Bassa, giratevi e ammirate il panorama che già da qui si pone ai vostri piedi... è meraviglioso, un vero punto d'osservazione privilegiato per la Bassa val di Susa!

Bene, ora in direzione N potete scorgere la traccia di sentiero che scende il versante settentrionale della montagna su terreno misto pietroso, seguitela ed essa vi porterà direttamente ed in pochi minuti al Colle la Bassa (1h10'; 1.497 m).

Potete notare in alto e sulla vostra sinistra il sentiero 571 che arriva da Fontana Barale e che dovrete imboccare poi per il ritorno a Comba... comunque per ora imboccate un sentiero che piega leggermente verso destra addentrandosi in una piccola boscaglia ed in direzione di un salto roccioso abbastanza evidente.

Tale sentiero porterà ad aggirare le ripide rocce sulla destra passando anche accanto ad un masso su cui è dipinto un chiarificante indizio sulla direzione presa!

Ecco il Monte Sapei visto dal Colle la Bassa
Ecco il Monte Sapei visto dal Colle la Bassa
Ecco il masso con l'evidente indicazione di direzione...
Ecco il masso con l'evidente indicazione di direzione...
Sulla sinistra si vede il pendio da risalire...
Sulla sinistra si vede il pendio da risalire...

Aggirato il salto roccioso il sentiero si spinge in una vasta radura in direzione di un pendio erboso che andrà risalito, sempre su traccia di sentiero sul lato destro orografico del pendio stesso.

Giunti in cima al canalone (1h45'; 1.700 m) potrete ammirare chiaramente il lungo crestone che dovrete percorrere per arrivare alla vetta.

Da qui il sentiero si biforca:

- il primo rimane tendenzialmente ed ampiamente a destra della cresta, senza mai toccarla, sino al superamento dell'anticima (1.923 m) e dei suoi torrioni satelliti, ovvero in corrispondenza di un ampio colle dai fianchi abbastanza ripidi;

- il secondo invece, meno evidente, conduce sulla sommità dell'anticima stessa per poi calare e ricongiungersi con il precedente sentiero appena prima del primo torrione satellite (2h35'; 2.200 m);

da qui la traccia di sentiero scavalca varie volte il filo di cresta, ora a destra, ora a sinistra, a seconda della conformazione mutevole della stessa.

La lunga cresta da percorrere...
La lunga cresta da percorrere...
Ecco gli ultimi passi per la vetta...
Ecco gli ultimi passi per la vetta...

Superato con una diagonale sul versante O della cresta l'ultimo torrione che ci separa anche visivamente dalla vetta, ci rimangono gli ultimi 100 metri di dislivello da percorrere seguendo fedelmente la traccia di sentiero.

Da porre molta attenzione in questi ultimi tratti alla presenza di terreno cedevole e di rocce particolarmente lisciate dal passaggio che potrebbero farci rovinosamente scivolare per questi ripidi pendii.

In breve quindi giungerete alla Punta della Croce (3h10'; 2.234 m).

Da qui è possibile scendere per tracce di sentiero alla depressione denominata "Bocchetta del Civrari" (2.170 m) per poi risalire con facile percorso su pendii non troppo inclinati sino alla vetta più elevata del gruppo del Monte Civrari, quella denominata Punta Imperatoria (2.304 m).

In vetta troviamo: una madonnina, due croci, due libri di vetta, uno specchio e un parafulmine....
In vetta troviamo: una madonnina, due croci, due libri di vetta, uno specchio e un parafulmine....
... ma questo è il punto culminante!!
... ma questo è il punto culminante!!

La Discesa

In discesa ripercorrere fedelmene la traccia di sentiero che porta sino al Colle la Bassa (1h; 1.497 m) quindi imboccare il sentiero segnalato 571 con segnavia Bianco-Rossi che porta con una diagonale su pietraia sino ad un masso con la significativa freccia dipinta recante la scritta "CELLE".

... il masso "indicatore"...
... il masso "indicatore"...
Ecco il fatiscente alpeggio di Fontana Barale...
Ecco il fatiscente alpeggio di Fontana Barale...
... e per finire la gita... ecco un comodissimo sentiero che riporta a Comba...
... e per finire la gita... ecco un comodissimo sentiero che riporta a Comba...

Da qui seguire sempre la traccia principale che scende sul versante O del Monte Sapei inizialmente su pietraia e terreni cedevoli poi, addentrandosi nel bosco scende sino al fatiscente Alpeggio di Fontana Barale dove è possibile approvvigionarsi di prezioso e davvero eccellente liquido dissetante (1h25'; 1.350 m).

Da qui proseguire sempre su sentiero a mezzacosta immerso nel bosco sino a giungere tra i vicoli delle Case di Borgata Comba e ritornare infine al punto di partenza della nostra meravigliosa gita! (2h10' in condizioni ideali).