VAL DI SUSA
Punta Il Villano (2.663 metri)
       dal Rifugio Toesca

Ultima salita effettuata: 28-03-2005
Grado di difficoltà: ESCURSIONISMO - EE
Dislivello totale salita: 953 metri
Ecco l'elegante forma della punta il Villano come si osserva dalla bassa val di Susa, quella che si vede sulla destra è la costa Cravera
Ecco l'elegante forma della punta il Villano come si osserva dalla bassa val di Susa, quella che si vede sulla destra è la costa Cravera

Descrizione del paesaggio e panorami

Questa incredibilmente bella ed elegante montagna sorge a cavallo tra la val Gravio e la valle del Rio Gerardo, sulla destra idrografica della bassa val di Susa. Rappresenta l'appendice più settentrionale della cresta rocciosa che discende dalla vicina punta Pian Paris oltre il colle del Villano e che continua poi nella costa Cravera sino ad abbattersi totalmente al colle Aciano.

Il panorama dalla vetta è grandioso, dominante su tutta la bassa val di Susa sino alla lontana collina torinese.

Davvero interessante l'ampissima visuale sulla pianura torinese, dal monte Pirchiriano e Musinè sulla sinistra sino alla scura linea della collina torinese
Davvero interessante l'ampissima visuale sulla pianura torinese, dal monte Pirchiriano e Musinè sulla sinistra sino alla scura linea della collina torinese

Bellissima veduta sulle prospicienti vette principali del Parco Orsiera-Rocciavrè e, dalla parte opposta della val Susa su tutte la cime che vanno dal massiccio d'Ambin e del Giusalet sin alle principali cime delle valli di Lanzo poste dietro la cordigliera tracciata dal Rocciamelone al monte Civrari passando per il Palon e la Grand'Uja.

Ecco l'ampio imbocco della val Cenischia, s'intravede la linea del lago del Moncenisio; a sinistra i massicci d'Ambin e del Giusalet
Ecco l'ampio imbocco della val Cenischia, s'intravede la linea del lago del Moncenisio; a sinistra i massicci d'Ambin e del Giusalet
Più a destra domina assolutamente la scena l'aguzza vetta del Rocciamelone
Più a destra domina assolutamente la scena l'aguzza vetta del Rocciamelone
Dietro, verso SE si vedono le principali cime del Parco Orsiera-Roccivrè: i Rocciavrè...
Dietro, verso SE si vedono le principali cime del Parco Orsiera-Roccivrè: i Rocciavrè...
... la punta Cristalliera e la punta Pian Paris...
... la punta Cristalliera e la punta Pian Paris...
... le lontane Orsiere (centro foto) e punta Roccia Nera
... le lontane Orsiere (centro foto) e punta Roccia Nera
Il ripido versante della val Gravio
Il ripido versante della val Gravio

A picco sotto di noi vediamo benissimo tanto la val Gravio con il vicino piano delle Cavalle quanto la valle del Rio Gerardo con l'evidente costruzione del rifugio Toesca.

Insomma, una vetta che non può essere tralasciata.

Ecco la valle del Rio Gerardo, nostro punto di accesso; nei pressi dell'inizio della neve sul pianoro in basso è visibile il rifugio Toesca
Ecco la valle del Rio Gerardo, nostro punto di accesso; nei pressi dell'inizio della neve sul pianoro in basso è visibile il rifugio Toesca
L'ardito muro verticale che segna la partenza della via di cresta SO che conduce in vetta alla punta il Villano
L'ardito muro verticale che segna la partenza della via di cresta SO che conduce in vetta alla punta il Villano

Itinerari escursionistici ed alpinistici

La salita a tale vetta può essere condotta principalmente su tre itinerari, due sostanzialmente escursionistici dalle opposte vallate attraverso il colle del Villano ed uno alpinistico sulla cresta SO di difficoltà AD. Si consideri tuttavia che gli itinerari escursionistici hanno in comune un tratto finale di 50 m di dislivello in cui la valutazione deve per forza essere alpinistica con un grado F in quanto la forte esposizione dei passaggi sulla val Gravio posta a picco più di 500 m di dislivello sotto di noi, connessa al tipo di terreno possono rivelarsi molto difficoltosi anche per l'escursionista esperto che tuttavia non ha la necessaria confidenza con i passaggi aerei, pure banali, su roccia. Questa relazione tratta l'itinerario escursionistico che sale dal rifugio Toesca nella valle del Rio Gerardo.

Periodo consigliato ed attrezzatura necessaria

Sicuramente la salita della punta il Villano è da considerarsi fattibile in qualsiasi stagione, tenendo comunque in considerazione il fatto che in presenza di molta neve, tanto l'avvicinamento quanto il tratto finale di roccia, possono presentare difficoltà che vanno ben al di là del semplice grado F della scala UIAA. Sicuramente sono da preferirsi salite in assenza di neve in quota dalla tarda primavera alle prime nevicate autunnali.

Ecco l'ultimo tratto di salita su roccia, mancano davvero pochi metri alla vetta che, pur essendo facili, non sono da sottovalutare troppo
Ecco l'ultimo tratto di salita su roccia, mancano davvero pochi metri alla vetta che, pur essendo facili, non sono da sottovalutare troppo
Luciano in vetta si gode il fantastico panorama
Luciano in vetta si gode il fantastico panorama

E' opportuno a mio parere portarsi appresso imbrago, corda ed almeno un paio di fettucce per poter passare in sicurezza il tratto finale descritto più avanti, soprattutto se si sospetta la presenza di neve nel canalino terminale.

E' ovvio che se si vuole affrontare la salita in inverno con la neve, sono indispensabil i ramponi e la piccozza.

Relazione

Lasciato il rifugio Toesca si prosegue verso la testata della valle in direzione S su un comodo sentiero ben segnalato; dopo un breve tratto in lieve salita si scavalca una dorsalina sulla destra e si costeggia un canalone che verrà presto attraversato sempre verso destra per portarsi in una piccola zona boscosa ove il sentiero riprende a salire verso la testata della valle.

Il rifugio Toesca sorge in un bel pianoro dal quale si gode una splendida vista sull'antistante Rocciamelone
Il rifugio Toesca sorge in un bel pianoro dal quale si gode una splendida vista sull'antistante Rocciamelone
Questa non è la roccia con la croce poichè siamo già nel pianoro soprastante la salita tra gli arbusti, sullo sfondo a sinistra il costone che dovremo aggirare verso sinistra per giungere al colle
Questa non è la roccia con la croce poichè siamo già nel pianoro soprastante la salita tra gli arbusti, sullo sfondo a sinistra il costone che dovremo aggirare verso sinistra per giungere al colle

Dopo pochi minuti è caratteristico il passaggio accanto ad una grossa roccia sopra la quale si vede una croce sorretta da un ometto di pietre. In breve si giunge ai piedi di una ripida dorsale sulla quale crescono fitti arbusti di ontano; è qui in mezzo che il sentiero sale con ripide svolte per portarsi infine nell'ampio pianoro soprastante contornato dalle belle vette che chiudono questa vallata (1.900 m; 30').

Ogni tanto durante la salita trovavamo degli odiosi punti in cui sprofondavamo fino alle anche... e il bello è che avevamo le ciaspole in auto...
Ogni tanto durante la salita trovavamo degli odiosi punti in cui sprofondavamo fino alle anche... e il bello è che avevamo le ciaspole in auto...

Il sentiero prosegue ancora con un tratto in lieve salita seguendo la linea disegnata da una dorsale in centro vallata. Scavalcato un piccolo rilievo notiamo un bivio:

- seguendo la traccia principale di destra arriveremmo alle bergerie del Balmerotto, via preferenziale per giungere al colle Sabbione;

- la traccia di sinistra invece conduce al nostro colle del Villano.

Inizialmente pianeggiante la traccia s'infila in uno stretto canalone e lo risale faticosamente per portarsi sul suo fianco destro idrografico con un lungo traverso ascendente e continuare a risalire a strette svolte.

Guadagnata la sommità del pendio ci si trova appena al di sotto dei pendii che scendono dal colle del Villano e dalle ripide pendici della punta Pian Paris.

Risaliamo velocemente i pendii appena al di sotto del colle del Villano su un comodissimo tavolo da biliardo di ghiaccio
Risaliamo velocemente i pendii appena al di sotto del colle del Villano su un comodissimo tavolo da biliardo di ghiaccio

Seguendo il fondo dell'ampio canalone che discende dal colle risaliamo un tratto un po' più ripido per passare accanto ad un grosso roccione con un tratto in falsopiano. Oltre il roccione la traccia riprende a salire più decisa e senza svolte per arrivare infine all'ampia depressione del colle del Villano (2.506 m; 1h30').

Da qui, osservando in direzione della punta il Villano, si nota una traccia di sentiero che, inizialmente pianeggiante si porta alla base di un ripidissimo canalone erboso posto all'estremità orientale del versante SE del Villano; la traccia sale quindi ripida a strettissime svolte su un tortuoso sentiero sino a giungere su una esposta spalla da dove la traccia passa su terreno più solido e roccioso ma anche più esposto, per giungere sino al di sotto di alcuni grossi roccioni strapiombanti che rendono davvero disagevole il transito su un roccione inclinato da scavalcare delicatamente.

Il canalone è davvero ripido e franoso, in alcuni punti è necessario avanzare aiutandosi anche con le mani
Il canalone è davvero ripido e franoso, in alcuni punti è necessario avanzare aiutandosi anche con le mani
Ecco Luciano che attraversa il tratto più rischioso, poco prima ha affrontato il passaggio sul pietrone inclinato; notate bene l'esposizione e considrate che vi assicuro la foto non rende l'idea
Ecco Luciano che attraversa il tratto più rischioso, poco prima ha affrontato il passaggio sul pietrone inclinato; notate bene l'esposizione e considrate che vi assicuro la foto non rende l'idea

Questo punto è stato banalizzato da tutte le relazioni che io ho letto classificandolo come difficoltà EE tuttavia, avendolo visto ed affrontato e basandomi sulla mia esperienza posso affermare che tali valutazioni sono assolutamente ottimistiche e pertanto da rivedere in quanto l'esposizione del versante sulla val Gravio, a picco sotto i nostri piedi a circa 500 m di dislivello, rende davvero delicato questo ultimo tratto di salita al Villano; considerando inoltre l'esposizione in pieno N di questo versante spesso, anche ad inizio stagione escursionistica il passaggio potrebbe essere invaso dalla neve rendendo ancor più pericoloso il tratto (2.610 m; 2h).

Scavalcata la pietra inclinata percorriamo una stretta cengia erbosa con le dovute cautele in quanto il pendio qui non tollera assolutamente errori e con un traverso superiamo un ripido canale erboso facendo molta attenzione in caso di neve instabile,soprattutto ad inizio stagione o nel periodo invernale.

Il tratto successivo è invece davvero banale anche perchè privo di neve e ci permette di giungere sino alla forcella sulla cresta
Il tratto successivo è invece davvero banale anche perchè privo di neve e ci permette di giungere sino alla forcella sulla cresta
Luciano seduto in cresta a farmi sicura nell'ultimo tratto di salita alla vetta
Luciano seduto in cresta a farmi sicura nell'ultimo tratto di salita alla vetta

Giunti alla base di un tratto più semplice saliamo con facilità su gradini detritici aggirando sulla destra un grosso roccione e puntando direttamente alla forcella posta sul filo della cresta SO del Villano.

Mancano ora davvero poche decine di metri alla vetta che si svolgono tutte arrampicando su roccia salda in un tratto di bassa difficoltà alpinistica ma sempre abbastanza esposto (II+) passando sul versante orientale della cresta in un tratto ove la roccia appare più appoggiata.

Giungiamo così in breve alla vetta della punta il Villano (2.663 m; 2h30').

Ed eccoci finalmente entrambi sulla vetta del Villano
Ed eccoci finalmente entrambi sulla vetta del Villano
... pochi minuti per scappare poichè si avvicina il maltempo... peccato!!
... pochi minuti per scappare poichè si avvicina il maltempo... peccato!!

Discesa

La discesa viene compiuta sull'itinerario di salita (1h30').