VAL TOURNENCHE |
La Capanna J.A. Carrel sorge sulla prima parte della Cresta SO del Monte Cervino, la cosiddetta "Cresta del Leone" e sostituisce quello che era il vecchio bivacco Luigi Amedeo, oggi non più esistente.
Tale struttura rappresenta l'essenziale punto di appoggio per la salita al Cervino su quella che è considerata la via normale italiana.
Non è un rifugio custodito tuttavia è molto grande (50 posti letto) e dotato di gas centralizzato, fornelli e tegami, molto utili per sciogliere neve o per far da mangiare.
All'esterno, sull'ampio balcone sospeso nel vuoto si può godere di una fantastica veduta sulla conca di Cervinia o sui sottostanti ghiacciai svizzeri alla base della Dent d'Herens e della Dent Blanche.
Il costo del pernottamento è attualmente di 15 € cadauno da inserire nell'apposita cassetta o da consegnare, nel caso fosse presente, ad una Guida Alpina del Cervino essendo la Capanna Carrel di proprietà della "Società Guide del Cervino".
C'è da rimostrare che attualmente l'estetica di tale bivacco lascia alquanto a desiderare, tuttavia si tenga in considerazione che è attualmente in fase di restauro e sistemazione, anche in conseguenza delle frane che hanno interessato alcuni anni or sono la zona del bivacco rendendone cedevole la superficie sulla quale poggia.
Stupendo tuttavia il panorama che si scorge dall'ampia terrazza di metallo prospiciente alla costruzione: verso S tutta la val Tournenche e Cervinia, verso O la Testa del Leone e Dent D'Herens, verso N l'aguzzo profilo della Dent Blanche, verso E parte del massiccio del Monte Rosa (Plateau Rosà in primis).
Per salire in piena sicurezza a questo bivacco si consideri l'utilizzo di materiale di arrampicata quale imbrago, corda (50 m), alcuni rinvii e fettucce, caschetto.
E' possibile procedere in cordata di conserva ma NON è consigliabile secondo me fare a meno di legarsi.
Il periodo consigliato per la salita è sicuramente quello estivo da luglio a settembre, in relazione alle condizioni dell'innevamento alle quote più alte.
Da Cervinia prendiamo il primo troncone degli impianti per Plateau Rosà che conducono sino ai 2.500 m di Pian Maison dove, con percorso ben segnalato e sostanzialmente pianeggiante raggiungiamo il rifugio privato Oriondè (ex Duca degli Abruzzi) oggi in fase di restauro e pertanto chiuso.
Il sentiero, Alta Via n.3, effettua dapprima un mezzacosta in senso antiorario sul fondo della val Tournenche su prati e passando sotto alcuni impianti di risalita poi continua su terreno morenico attraversando un paio di torrenti che discendono dai ghiacciai ai piedi del Pic Tyndall e monte Cervino.
Si giunge così facilmente alla località Oriondè (2.802 m; 1h).
Risalito il pendio erboso posto dietro al rifugio in costruzione in direzione N ritroviamo facilmente una larga traccia che si porta fin sotto una diagonale più ripida che da accesso ad un pianoro di pascoli e detriti.
Sempre seguendo l'evidente traccia superiamo un gradino roccioso giungendo in breve accanto alla Croce Carrel, eretta proprio a memoria di J.A. Carrel che qui morì di fatica dopo aver ricondotto a valle dalla vetta del Cervino due clienti in seguito ad una tormenta (2.920 m; 1h15').
Proseguendo sulle rocce soprastanti giungiamo in terreno detritico ove grazie a sporadici ometti e segnali di vernice rossa seguiamo la traccia che ci porta sino accanto ad un primo nevaio posto alla base di una parete rocciosa abbastanza ripida e strapiombante.
Saliamo a margine sinistro del nevaio sino sotto le pareti e ci infiliamo in un ripido canalone roccioso che sale in direzione O dapprima con traccia su facili detriti sul fianco destro del canalone (senso di salita) e subito dopo portandosi al centro su facili rocce che dovranno essere affrontate in alcuni tratti con elementare arrampicata sino a guadagnare la sommità del canalone stesso.
Da qui ritroviamo l'evidente traccia che riprende a salire in direzione N sul pendio detritico che sale deciso verso la Testa del Leone.
Seguendo le frecce di vernice rossa passiamo accanto ad un torrentello risalendo facilmente il pendio e giungendo alla base di un pendio innevato che costeggeremo sulla destra sin sotto alcune rocce che saranno superate grazie ad alcune strette cenge rocciose (3.300 m; 2h30').
Superato il salto roccioso la traccia sale più ripida su una pietraia che si spinge sin alla base della Testa del Leone ove le rocce si fanno più grosse e verticali; a tal punto la traccia giunge sin sul bordo di un largo canalone detritico per poi discenderlo brevemente ed attraversarlo in direzione NE, praticamente a mezzacosta, in un tratto abbastanza esposto alla caduta pietre dalle soprastanti pareti della Testa del Leone. Ancora un breve percorso a mezzacosta sempre su cenge detritiche e giungiamo, perdendo qualche metro di quota, allo stretto intaglio del Colle del Leone dal quale ha inizio la Cresta SO del Cervino, la "Cresta del Leone" (3.581 m; 3h15').
Attraversato l'intaglio si superano alcune rocce rosse e si sale in cresta sul versante meridionale su un evidente canalino diagonale giungendo in un tratto di terreno detritico ove la traccia diventa nuovamente evidente dirigendosi verso un risalto roccioso verticale.
Lasciando sulla destra una parete più verticale proseguiamo, sulla sinistra, sulla traccia fino alla base delle placche inclinate della cresta risalendo un breve tratto ripido (II) sul quale è possibile trovare alcuni chiodi ai quali assicurarsi se si decide di procedere in cordata.
Superato tale tratto si giunge su un'ampia placca inclinata denominata "Placca Seiler" oltre un piccolo diedrino (III). Ancora un breve tratto di placca (II) e, sempre sul versante meridionale aiutandoci con le corde fisse superiamo un breve passaggio abbastanza esposto ed inclinato per giungere alla base di una modesta parete verticale di circa 10 metri ove sale diritta l'ennesima utilissima corda fissa; senza tale attrezzatura la salita sarebbe valutabile sicuramente almeno con un grado IV+.
In passato questo tratto non esisteva, al suo posto c'era il famoso passaggio denominato Cheminée, diedro di una dozzina di metri cancellato nel 2003 da un'importante frana sulla Cresta del Leone.
Superato il passaggio sulla parete verticale la pendenza si addolcisce notevolmente e, seguendo sempre la corda fissa uscimao dal tratto più impegnativo della salita alla Capanna J.A. Carrel;
ci rimane da percorrere ancora un modesto tratto su terreno detritico alternato da brevi placconate sul filo di cresta per risalire i rimanenti 50 metri di dislivello che ci rimangono per raggiungere l'evidente costruzione del bivacco sopra le nostre teste (3.835 m; 4h30').
La discesa è seguendo l'itinerario fatto nella salita con la necessità di effettuare almeno tre calate in corda doppia per superare alcuni tratti verticali che abbiamo superato in salita grazie alle corde fisse.
Sembra stupido consigliare di porre molta attenzione nell'effettuare tali manovre ma è un metodo molto semplice per farsi veramente male.