VAL DI VIU - LANZO |
La vetta rappresenta il punto culminante di una lunga cresta che partendo dalle zone del Monte Collerin (3.475 metri), passando dall'Uja Bessanese e dalla Punta d'Arnas, giunge sin qui e poco oltre. Costituisce così il ripido limite di confine tra l'Italia e la Francia, nonchè il versante più occidentale delle Valli di Lanzo.
Essendo un punto molto elevato e centrale, in una zona oltretutto molto ampia, gode di uno stupendo panorama che giunge a N sino al Massiccio del Monte Bianco (parzialmente nascosto dall'Uja di Bessanese), al Dente del Gigante, alle Grandes Jorasses, alle vette delle Levanne e del gruppo del Gran Paradiso; ad E sino al Cervino a a tutto il Massiccio del Monte Rosa; a S sino al Monte Lera e al Monviso; ad O sino al Rocciamelone, allo Chaberton, alle Barre des Ecrines, alla Roncia alla Pointe du Charbonnel, alla Vanoise e al Pierre Menue.
Un'unica parola può descrivere il panorama di questa vetta in una gionata tersa: INDIMENTICABILE.
Si può compiere l'ascesa, oltre che dalla via normale qui esposta, anche lungo la linea di cresta che s'innalza dal Colle della Valletta (PD-) oppure, dalla cresta a N che sale dal Passo Martelli (PD);
è da rilevare comunque in quest'ultimo itinerario la presenza di un ghiacciaio pensile particolarmente pericolante ed inagibile posto appena sopra l'invaso del Lago della Rossa che deve essere aggirato sulla linea di cresta.
Periodo consigliato: da fine giugno fino alle prime nevicate.
Attrezzatura consigliata: ramponi e piccozza nelle salite ad inizio e fine stagione e ASSOLUTAMENTE caschetto.
Dal Rifugio Cibrario (2.616 mt.) proseguire lungo il sentiero numero 118, ben tracciato che parte dietro il casolare e si dirige in direzione E sino al lago Pera Ciaval (15' circa).
Da qui il sentiero rimane sempre ben evidente e ben tracciato (linee rosse ed ometti) e si dirige su un lungo percorso che, risalendo tortuoso il pendio E di pietrami, porta direttamente al Colle della Valletta (3.207 mt; 1h circa).
Giunti al colle è possibile vedere la vera cima della Punta Croce Rossa che rimane sulla sinistra del filo di cresta nell'apparente punto di minor altezza della stessa.
Il sentiero proseguirebbe, marcato sempre dai segnavia rossi e da alcuni ometti, attraversando una piccola lingua di ciò che rimane della parte superiore del Glacier de la Vallettaz una volta molto esteso; tuttavia, l'attraversamento, anche se non comporta assolutamente alcun pericolo rilevante, può essere facilmente aggirato in salita risalendo di alcuni metri sulla pietraia soprastante e rendendo più agevole in tal modo la progressione.
Una volta superato tale nevaio ridiscendere di alcuni metri per riprendere la traccia di sentiero. Dopo aver compiuto l'attraversamento verso N del vallone sopra grandi e medi massi ed essersi portati nei pressi di un canalino di notevole pendenza ancora invaso dalla neve, il sentiero si fa man mano sempre più invisibile e meno marcato; esso sale ripido e a stretti tornanti su terreno infido composto da piccoli sfasciumi direttamente puntando alla statuetta della Madonna ben visibile sulla cima.
Superato un tratto un poco più ripido che si svolge su lastroni coperti e sporcati da detriti all'incirca a metà pendio e su cui bisogna necessariamente porre una maggior attenzione, la traccia prosegue senza ulteriori difficoltà sino ad un colletto immediatamente a destra della vetta.
Percorrendo la cresta in direzione N in pochi attimi si giunge alla meta (3.566 metri; 2h circa).
Dalla vetta l'itinerario di discesa si svolge lungo quello compiuto durante l'ascesa.
Particolare attenzione dovrà essere posta nel non farsi ingannare dal terreno detritico. (1h15').