VAL ALA - LANZO |

Come tutte le vette delle Valli di Lanzo, anche Punta Maria sfrutta la posizione favorevolissima per regalare uno scorcio panoramico d'eccezione e a 360°. Si possono così vedere tutte le cime che la circondano (Uja di Ciamarella, Uja Bessanese, Punta d'Arnas, Croce Rossa...)... Data la sua altezza, limitata rispetto ai colossi tuttavia è limitata la visuale sulle lontane vette del Rosa e del Bianco... ma la vista su Torino è da qui davvero eccezionale nelle giornate terse...

E' possibile effettuare la gita in giornata partendo da Pian della Mussa (1.845 m) ma, data la notevole lunghezza della valle, il modesto dislivello e soprattutto la suggestiva possibilità di vedere una stupenda alba dal Col d'Arnas e' consigliabile effettuarla in due giornate con pernottamento al Rifugio Gastaldi (2.659 m).
La relazione tratta della salita della Cresta N che parte direttamente dal Col d'Arnas, la via normale di salita invece prevederebbe l'attraversamento e risalita del ghiacciaio e la salita alla punta attraverso un tratto di cresta S, via percorsa da noi discesa.
Un doveroso ringraziamento va ad uno dei miei due compagni di questa salita per il quale spetta il merito di parecchie foto di questa relazione, Marco Favero.



Il periodo più consigliato per la salita alpinistica è quello che va dal disgelo sino alle prime nevicate autunnali.
L'attrezzatura necessaria per la salita è consistente in corda, imbrago e alcuni friends di piccola e media dimensione, alcune fettucce e cordini per eventualmente proteggere i passaggi più difficili o esposti.
Ricordate comunque di portare con voi la piccozza e i ramponi datochè il ritorno dovrà essere effettuato sul ripido Glacier d'Arnés.
Seguendo le indicazioni della relazione per il Col d'Arnas, lo raggiungeremo di buonora alla luce delle torce frontali.



Dal Colle d'Arnas, volgendo la sguardo verso S puntiamo in direzione della pietraia che scende ripida dalla Punta Maria e la saliamo facilmente sino ad arrivare in un tratto in cui affiorano costoni rocciosi più pronunciati.
Dopo esserci attrezzati si risale brevemente e si aggira sulla destra un torrione non molto alto su placca esposta resa tuttavia facile dalla presenza di alcune cengette trasversali che l'attraversano interamente per permetterci di giungere in una stretta insellatura.
Da qui, spostandosi leggermente sulla sinistra, sul versante opposto al ghiacciaio, possiamo arrampicare una facile paretina abbastanza esposta di 4-5 metri grazie ad un fessurone verticale (II+) per giungere in un lungo tratto più semplice della cresta sulla quale si può tranquillamente procedere di conserva.
Si prosegue mantenendo fedelmente il filo di cresta su facili rocce a tratti affilate sino a giungere nei pressi di un lastrone abbastanza liscio inclinato a circa 40° non aggirabile sul quale però è infisso un vecchio chiodo.

Superata abbastanza agevolmente questa placca affrontandola direttamente si arriva su un comodo terrazzino al di là del quale la cresta scende leggermente e si fa decisamente più affilata ed aerea.
Procedendo con cautela si scavalcando un paio di piccole insellature della cresta su cengia erbosa, la prima sulla destra e la seconda sulla sinistra nel senso di percorrenza, si arriva nei pressi di un'altra paretina verticale non molto alta che ci sbarra la strada.
Risalita direttamente con facile arrampicata ben proteggibile si giunge sulla sommità dell'anticima N di Punta Maria, quella che normalmente nella via di salita al Colle viene scambiata per la vetta.



Proseguendo diretti sul filo di cresta si giunge nei pressi della vetta che s'innalza di una decina di metri davanti a noi, scendere quindi sulla destra, in direzione di un canalino roccioso che risalito in facile arrampicata porta direttamente alla piccola spianata rocciosa della vetta dove possiamo trovare la grata metallica arrugginita di un ex-piloncino votivo e i frammenti di una statuetta della Madonna distrutto probabilmente da un fulmine (3.302 m; 3h).

La via di discesa percorre quella che in pratica è la via normale di salita alla vetta.
Inizialmente proseguire in piano sulla cresta in direzione SO sino a giungere sotto dei torrioni rocciosi dopo aver superato alcune insellature. Lasciato e superato un primo canalino che scende ripido sul versante del ghiacciaio ci si dirige verso un altro canalino meno inclinato del precedente.
Disceso brevemente in verticale di una decina di metri su facili rocce si giunge su una comoda cengia rocciosa che scende in diagonale verso N per poi piegare nuovamente verso S sempre in diagonale discendente.

Superati alcuni canalini di sfasciumi si prosegue sempre mantenendo una diagonale discendente verso SO in direzione del ghiacciaio, attraverso facili rocce da scavalcare e placche rocciose da attraversare.
Si arriva in breve al bordo del ghiacciaio d'Arnès in un punto piuttosto ripido (45°-50°) e poche decine di metri al di sopra di un modesto cambio di pendenza (3.180 m; 30')
Calzati i ramponi ed impugnata la piccozza si affronta decisi il ghiacciaio trasversalmente in direzione O in un traverso (150-200 m) che supera una piccola zona crepacciata oltre la quale la pendenza si abbatte notevolmente. Da qui scendere sul ghiacciaio sulla linea di max pendenza e superare un'altra serie di piccoli crepacci.
Cambiare ancora direzione e puntare in direzione del Col d'Arnas (NNE) con una diagonale. Giunti in una zona pianeggiante del ghiacciaio fare attenzione ad altri due profondi crepacci trasversali aperti a campana; superatili si giunge in un'altra zona più inclinata del ghiacciaio che dovrà essere affrontata in diagonale verso il Colle senza tuttavia spingersi troppo sotto le bastionate rocciose della cresta di Punta Maria poichè vi son alcuni crepacci.
Arrivati in una zona mista di ghiaccio e grosse pietre posta immediatamente sotto al colle si deve risalire la pietraia nel punto corrispondente all'intaglio del passo del col d'Arnas. (3.010 m; 1h10').
Da qui riprendere il sentiero percorso in salita per giungere in 1h15' circa il Rifugio Gastaldi.