VALLE AOSTA
Becca di Nona (3.142 m)
       dal Bivacco F. Zullo

Ultima Salita effettuata: 27-08-2005
Grado di difficoltà: ESCURSIONISMO - E
Dislivello totale salita: 242 m
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Dal colle Plan Fenetre ecco la Becca di Nona e, dietro innevato, il Monte Emilius
Dal colle Plan Fenetre ecco la Becca di Nona e, dietro innevato, il Monte Emilius

Descrizione del Paesaggio e Panorami

E' una delle montagne simbolo della città di Aosta, l'altra è il vicino Monte Emilius. Appare aguzza e nettamente definita dal fondovalle svettando di oltre 2500 metri sopra il fondovalle.

E' inutile assicurare che il panorama da lassù è davvero invidiabile data la centralissima posizione nella Regione VDA: unico limite alla visuale è dato verso S dall'enorme parete N del Monte Emilius. Per il resto tutto è visibile, dal Gran Paradiso sino alla Grivola, Monte Bianco, Grandes Jorasses, Gran Combin, Cervino, Dent Blanche e d'Herens, Massiccio del Monte Rosa e delle vette Svizzere... sotto i nostri piedi, inoltre, tutta la Val d'Aosta da dove partono, tra l'altro una volta all'anno, degli "alieni" che salgono alla Becca di Nona in meno di 2h per una competizione di skyrun.

La poderosa parete N del Monte Emilius come si vede dalla vetta della Becca di Nona
La poderosa parete N del Monte Emilius come si vede dalla vetta della Becca di Nona
2500 metri sotto i nostri piedi ecco la città di Aosta
2500 metri sotto i nostri piedi ecco la città di Aosta
Dal colle Chamolé la Becca di Nona si staglia netta, a destra ben visibile il colle Carrel
Dal colle Chamolé la Becca di Nona si staglia netta, a destra ben visibile il colle Carrel

Curioso sapere che il nome di questa vetta per un po' di tempo cambiò in Pic Carrel, dedicato all'abbé Georges Carrel, studioso di metà 800 fondatore della Société de la Flore Valdotaine e minuzioso osservatore della metereologia alpina con la costruzione di un osservatorio presso la collegiata di Sant'Orso di cui era priore. Fondò l'Accademia de Saint-Anselme per la difesa della cultura valdostana e della lingua francese. Sostenne tra l'altro la realizzazione del tunnel ferroviario sotto il Monte Bianco.

Dal punto di vista alpinistico divenne un essenziale riferimento per chiunque si avvicinasse alle vette della Val d'Aosta guadagnandosi l'appellativo di Ami des Anglais visti i suoi assidui contatti con gli alpinisti inglesi da Forbes, Tyndall, Whymper, Tucket ad altri... Fondò quindi la Succursale di Aosta che divenne pochi anni dopo Sezione CAI di Aosta e venne nominato primo membro onorario della sede centrale. Oggi a ricordare questo illustre personaggio vi è solo il colle Carrel ove sorge il Bivacco Federigo Zullo.

Dalla vetta del Piccolo Emilius, sulla cresta O possiamo ben vedere l'antistante Becca di Nona dominare sulla Val d'Aosta
Dalla vetta del Piccolo Emilius, sulla cresta O possiamo ben vedere l'antistante Becca di Nona dominare sulla Val d'Aosta
Ben visibile il lago d'Arbolé e l'onomino rifugio sull'opposto versante del vallone
Ben visibile il lago d'Arbolé e l'onomino rifugio sull'opposto versante del vallone

Periodo consigliato ed attrezzatura necessaria

Non è necessario alcun equipaggiamento particolare per salire alla Becca di Nona se non quello semplicemente escursionistico. E' una vetta che può essere raggiunta a mio parere in qualsiasi periodo dell'anno, sicuramente più agevolmente in assenza di neve.

Relazione

La Becca di Nona può essere tranquillamente salita in giornata con partenza da Pila attraverso il colle Plan Fenetre e la risalita del vallone di Comboé sino al colle Carrel ove si trova oggi il Bivacco Federigo Zullo, itinerario molto meglio descritto nella relazione del Bivacco. Dal colle, percorrendo la rocciosa crestina in direzione N si superano alcune facili roccette per risalire una ripida pietraia su una traccia sempre comunque ben evidente che in poche decine di minuti ginge nei pressi della Statua della Madonna posta sulla vetta. E' altresì possibile imboccare una traccia di sentiero che s'incrocia prima del colle Carrel nei pressi del pianoro detritico che antecede l'ultima ripida salita al Bivacco. Tale altro itinerario risulta più ripido e fisicamente impegnativo del precedente e sicuramente lo sconsiglio in salita. E' più logico seguirlo nella discesa per effettuare un bell'itinerario ad anello.

In una pittoresca giornata autunnale la vetta della Punta Garin svetta tra le nuvole
In una pittoresca giornata autunnale la vetta della Punta Garin svetta tra le nuvole
Il colle Carrel con il Bivacco Federigo Zullo; oltre il primo tratto di sentiero che sale alla Becca di Nona
Il colle Carrel con il Bivacco Federigo Zullo; oltre il primo tratto di sentiero che sale alla Becca di Nona
La bella statua della Madonna che domina su tutta la sottostante Val d'Aosta... alle sue spalle il Monte Emilius
La bella statua della Madonna che domina su tutta la sottostante Val d'Aosta... alle sue spalle il Monte Emilius

Discesa

La discesa può essere effettuata sull'itinerario di salita attraverso il colle Plan Fenetre (3h) oppure, consigliabile, una volta scesi nel vallone di Comboé imboccare il sentiero che verso sinistra risale sull'altipiano di Arbolè e quindi, sull'evidentissimo sentiero risalire al col di Chamolé per discendere al sottostante lago omonimo effettuando un gradevolissimo anello che regala paesaggi e panorami davvero interessanti e gradevoli (3h).