Ecco la spartana costruzione del Bivacco Federigo, appena dietro il cartello di presentazione della via ferrata al Monte Emilius
Descrizione del Paesaggio e Panorami
Il Bivacco Federigo Zullo sorge sulla stretta spianata del Colle Carrel, compreso tra la vetta della Becca di Nona a N e la lunga cresta O del Monte Emilius verso S. D'importanza limitata, nel passato, ai soli coraggiosi che intendevano affrontare la roccia marcia della parete N del Monte Emilius, oggi rappresenta invece una base molto importante per chi intende affrontare con calma e tranquillità la salita sulla via ferrata che, tracciando la cresta O, conduce in vetta al Monte Emilius. Interessante il panorama che si gode dall'uscio del bivacco sia sul Monte Bianco e sull'alta valle d'Aosta a NO che sul Monte Cervino e Monte Rosa a NE. E' possibile reperire acqua di fusione in un laghetto formatosi alla base del versante orientale del colle Carrel ove tra l'altro è in atto la costruzione di un nuovo bivacco da parte dei cacciatori della zona.
Verso NO ecco il Massiccio del Monte Bianco...
... mentre a NE svetta imponente il Monte Cervino
L'evidente sentiero che prosegue verso N per salire alla Becca di Nona
Il Bivacco Federigo Zullo non è particolarmente accogliente né ben tenuto, più per colpa dell'inciviltà dei frequentatori che della Sezione CAI di Aosta di cui è la proprietà; accoglie fino a 9 alpinisti con brande e coperte a sufficienza.
Purtroppo l'ignoranza e il malcostume dei frequentatori ha reso il retro della costruzione una "fogna a cielo aperto", quasi questi incivili non avessero due gambe sotto il sedere con le quali fare quattro passi più in là per espletare i propri bisogni.
Periodo consigliato ed attrezzatura necessaria
Non è richiesta assolutamente nessuna attrezzatura particolare per questa facile ascensione se non quella escursionistica ordinaria; il periodo consigliato per l'ascensione è sicuramente quello tardo primaverile sino alle prime nevicate autunnali ma non escludo che possa essere davvero interessante salire questi ampi valloni anche con le pelli di foca o le racchette da neve.
Ecco metà del bivacco, in alto mi sono preparato la suite...
... e qui la seconda metà
Relazione
L'accesso migliore al Bivacco Federigo Zullo è quello con partenza dalla rinomata stazione sciistica di Pila. Sostanzialmente coesistono due opzioni per iniziare l'escursione:
- utilizzo della comoda seggiovia che da Pila conduce sino al Bar Chamolé risparmiandoci più di 500 m di dislivello nel percorso diretto al colle Plan Fenetre;
- non utilizzo della seggiovia e percorso integrale a piedi attraverso il sentiero 20a che conduce al colle Plan Fenetre passando dal piccolo abitato di Cheneil.
Se l'obiettivo per il giorno successivo è il Monte Emilius, consiglio caldamente l'utilizzo degli impianti di risalita poichè ne avrete già abbastanza così... Costo dell'impianti, solo andata, 6€ in bassa stagione, 7€ in alta stagione se non erro.
Salendo verso il bivacco èben evidente il ponte tibetano presente sulla prima parte della via ferrata del Monte Emilius
Il primo tratto della nostra escursione è su amabili prati e tratti a mezzacosta su rada boscaglia di conifere
L'itinerario per chi vuole effettuare la salita integrale al colle Plan Fenetre attraversa ambienti paesaggisticamente davvero incantevoli tra boscaglia di conifere ad ampi pascoli; si dovrà imboccare il sentiero 20a, dapprima percorrendo un'ampia e comoda strada sterrata posta nei pressi della seggiovia che conduce al Bar Chamolé ed ignorando il bivio per l'Eremo di San Grato e poi su un sentiero che conduce al piccolo abitato di Cheneil da cui, sempre a mezzacosta ma molto più dolcemente di prima, saliamo nella boscaglia sino a giungere al colle Plan Fenetre (2.347 m; 2h).
Dopo l'abitato di Cheneil si deve abbandonare la larga pista per risalire questo dolce sentiero che ci porterà in breve al colle Plan Fenetre
Sulla sponda settentrionale del lago di Chamolé ecco la palina che ci indica il sentiero 19 per giungere al colle Plan Fenetre
Per chi invece intende utilizzare l'mpianto di risalita sappia che può giungere al colle Plan Fenetre attraverso due possibili itinerari:
- scendendo brevemente all'abitato di Cheneil, perdendo circa 150 m di dislivello, ritrovando il sentiero 20a evidenziato in precedenza e seguendolo poi sino al colle (2.347 m; 1h);
- risalendo al lago Chamolé con il sentiero ampio posto poco sopra l'arrivo della seggiovia (evidenti i cartelli d'indicazione sulla destra) ove, costeggiando il lago sull'ampio sentiero e portandosi sulla sponda N, è possibile trovare una evidente palina indicatrice sulla sinistra che ci invita ad imboccare il sentiero 19 segnalato come "Comboé" che conduce al nostro colle Plan Fenetre transitando per l'antecedente col di Replan (2.347 m; 1h).
Scesi dalla seggiovia potremmo sentirci un po' spaesati... sulla sinistra si scende per Cheneil, mentre il sentiero per salire al Lago Chamolé è ben evidenziato sulla destra
Stupendo scorcio sulla vallate immersa nelle nubi... solo la Gran Becca riesce a svettare
Giunti a questo punto, con una delle tante modalità descritte, al colle Plan Fenetre dovremo perdere circa 400 m di dislivello per scendere lungo il ripido versante occidentale del vallone di Comboé nei pressi dell'omonimo alpeggio, ben evidente dal colle, ove potremo scegliere due alternative per proseguire verso il bivacco:
- superare l'alpeggio sempre seguendo il marcato sentiero che si dirige verso le bastionate che chiudono il vallone verso S, dalle quali calano delle belle cascate, sino a giungere ad un bivio ove a sinistra prosegue il sentiero 16c che sale verso il colle Carrel e il nostro Bivacco mentre proseguendo diritti si continuerebbe sull'itinerario che conduce al soprastante altipiano di Arbollé;
- attraversare su pascoli il vallone di Comboé all'altezza dell'alpeggio, guadando il torrente e ritrovando una esile traccia di sentiero, non marcata, che infilandosi verso destra in una rada boscaglia, sale molto ripida sino a sbucare sull'ampio Pian Valé ove ritroviamo l'intersezione con l'itinerario 16c, precedentemente descritto, che sale dalla nostra destra (2.378 m; 1h dal colle Plan Fenetre).
Eccoci sul collePlan Fenetre, in secondo piano la Becca di Nona mentre ultima in fondo innevata è la vetta del Monte Emilius
Il vallone di Comboé visto dal colle Chamolé, evidenziati in rosso i sentieri per giungere al colle Carrel
Superato l'altipiano di Pian Valé ci si sposta sul versante destro idrografico del vallone risalendo il bordo di un canalone sino a giungere sotto delle rocce ripide poste alla base della Becca di Nona. Si arriva presto ad un bivio, a sinistra diparte uno dei due itinerari normali che conducono in vetta alla Becca di Nona, il più ripido; l'altro itinerario si sviluppa più dolcemente dal colle Carrel. Proseguiamo quindi diritti sulla traccia che si dirige verso l'evidente colle Carrel ove è già ben visibile la costruzione del Bivacco Federigo Zullo. Superata una pietraia praticamente pianeggiante giungiamo sotto alcune ripide rocce alla base di un ripido pendio detritico che dovremo faticosamente risalire a diagonali per guadagnare il colle Carrel sbucando di fronte all'agognato Bivacco (2.897 m; 2h dal colle Plan Fenetre).
Quando sono salito io era in programma la gara di Skyrun Aosta-Becca di Nona, 2580 m di dislivello... la morte...
Ecco il Pian Valé, sullo sfondo la cresta O che sale al Monte Emilius
Siamo quasi arrivati, ecco il colle Carrel sul quale s'intravede la costruzione metallica del Bivacco Federigo
Discesa
La discesa può essere effettuata sull'itinerario di salita attraverso il colle Plan Fenetre (3h) oppure, consigliabile, una volta scesi nel vallone di Comboé imboccare il sentiero che verso sinistra risale sull'altipiano di Arbolè e quindi, sull'evidentissimo sentiero risalire al col di Chamolé per discendere al sottostante lago omonimo effettuando un gradevolissimo anello che regala paesaggi e panorami davvero interessanti e gradevoli (3h).


