VAL DEL LYS
Punta Gnifetti - Capanna Margherita (4.559 metri)
       dal Rifugio G. Gnifetti - Rifugio Mantova

Ultima salita effettuata: 22-08-2006
Grado di difficoltà: ALPINISMO - F
Dislivello totale salita: 950 metri
Ecco la Capanna Margherita sulla vetta della Punta Gnifetti
Ecco la Capanna Margherita sulla vetta della Punta Gnifetti

Panorami e descrizione dei paesaggi

Quarta cima, ordinata per quota dopo Dofour, Nordend e Zumstein è sicuramente la meta più frequentata, conosciuta ed ambita per i medi alpinisti del massiccio del monte Rosa. Sulla sua vetta è edificata la "Capanna Margherita" tutt'oggi rifugio-osservatorio astronomico gestito più alto d'Europa voluta dal barone Luigi Beck Peccoz di Gressoney, in accordo con Gaudenzio e Vittorio Sella.

Al di là di quanto fin qui espresso non posso tuttavia esimermi dal lodare l'incredibile panorama che si gode dalla vetta, a partire dalla splendida prospettiva regalata sulle cime del monte Rosa e del Vallese sulle quali davvero di primo piano e caratteristica è la visuale sul versante settentrionale ripidissimo dei Lyskamm, sul lontano Cervino che si staglia unico in mezzo a cime di minore levatura; molto più lontani appaiono ben evidenti il massiccio del monte Bianco e del Gran Paradiso, come isole bianche in uno spettacolare intreccio di panorami e vallate. Ben visibile nelle giornate più limpide verso SO il lontanissimo MonViso con la sua classica ed elegante forma piramidale assolutamente inconfondibile da ogni prospettiva la si osservi.

La parete N dei Lyskamm è davvero imponente ed affascinante, a destra il Cervino e, poco visibile, sopra la vetta del Lyskamm orientale spunta il Monte Bianco, a destra le vette del vicino Vallese sulla destra, sulla sinistra in secondo piano il bianco cupolone di vetta del Breithorn occidentale
La parete N dei Lyskamm è davvero imponente ed affascinante, a destra il Cervino e, poco visibile, sopra la vetta del Lyskamm orientale spunta il Monte Bianco, a destra le vette del vicino Vallese sulla destra, sulla sinistra in secondo piano il bianco cupolone di vetta del Breithorn occidentale
Verso E spunta tra le colline della pianura lo specchio d'acqua del lago Maggiore
Verso E spunta tra le colline della pianura lo specchio d'acqua del lago Maggiore

Ancora più lontane appaiono ben visibili solo nelle giornate più serene e senza foschia le Alpi Marittime sulle quali domina il massiccio dell'Argentera.

Assolutamente degna di essere evidenziata è la splendida vista che si ha verso SE ed E sulla sconfinata pianura Padana che si stende sotto i nostri piedi oltre la sottostante cresta Signal.

Pur non nascondendo particolari difficoltà alpinistiche, la salita non è assolutamente da sottovalutare in quanto si svolge in ambiente glaciale dai 3.700 metri circa ai 4.600 metri circa, sufficienti quindi per dare distrurbi cardiorespiratori ad un organismo non sufficientemente allenato e preparato per la quota.

Tolto un breve tratto sotto la Pyramide Vincent l'itinerario non risulta particolarmente crepacciato pur tuttavia essendo presenti anche in diversi altri punti della salita sotto il colle del Lys.

L'aereo balcone di Capanna Margherita sul ripidissimo versante E della Punta Gnifetti
L'aereo balcone di Capanna Margherita sul ripidissimo versante E della Punta Gnifetti
La vetta della Punta Gnifetti è rappresentata da una grossa cornice nevosa a S rispetto al Rifugio: sullo sfondo la triangolare sagoma del lontano MonViso
La vetta della Punta Gnifetti è rappresentata da una grossa cornice nevosa a S rispetto al Rifugio: sullo sfondo la triangolare sagoma del lontano MonViso

La Storia

La storia della costruzione della Capanna Regina Margherita è assai contesa tra ambizione, prestigio e sicuramente pochissimo rispetto per la Natura. Già dal momento immediatamente successivo alla sua costruzione, in occasione del primo ampliamento, infatti, l'impatto sull'ambiente fu a dir poco elevato in quanto la cresta di vetta fu artificialmente spianata con la dinamite. Nel corso dei decenni poi, la modesta costruzione lignea dei primi tempi fu modificata ed ampliata, soprattutto con il radicale rifacimento del 1980, a tal punto che oggi il suo profilo è ben riconoscibile da chilometri di distanza, dalla pianura o dalle vette circostanti.

Verso SO sotto i nostri piedi osserviamo il largo pianoro del colle del Lys, in alto sullo sfondo il bianco massiccio del Gran Paradiso
Verso SO sotto i nostri piedi osserviamo il largo pianoro del colle del Lys, in alto sullo sfondo il bianco massiccio del Gran Paradiso

Inaugurata nel 1893 con la salita della stessa regina d'Italia Margherita di Savoia, accompagnata da un lunghissimo corteo reale d'alta quota (o meglio trascinata in vetta su una slitta dalle Guide Alpine), oggi consta su 2 piani di 80 posti letto ed ampio salone refettorio ed è inoltre sede, in alcuni periodi dell'anno, di alcuni Dipartimenti dell'Università di Torino che studiano sostanzialmente gli effetti dell'alta quota sull'organismo umano. Caratteristico a tal proposito fu l'iniziativa del 1998 quando, nel periodo luglio-agosto, fu condotta una serie di controlli clinici completi a tappeto su tutti i volontari alpinisti che salivano sino in vetta.

E' inoltre dall'agosto 2004, sede della biblioteca più alta d'Europa, essendo stato inaugurato il distaccamento della biblioteca "Italo Grassi", intitolato alla Guida Alpina "Emilio De Tomasi" scomparso nel 2002, contenente ben 160 volumi tra libri e riviste del settore alpinistico.

Dalla vetta si ha una splendida vista sulle vette più alte del monte Rosa, in ordine dalla più vicina oltre il colle Gnifetti ben visibile la nevosa punta Zumstein (si confonde con la retrostante rocciosa punta Dofour), punta Dofour e l'acuminata punta Nordend.
Dalla vetta si ha una splendida vista sulle vette più alte del monte Rosa, in ordine dalla più vicina oltre il colle Gnifetti ben visibile la nevosa punta Zumstein (si confonde con la retrostante rocciosa punta Dofour), punta Dofour e l'acuminata punta Nordend.

Infine rappresenta la punta di diamante della rete meteorologica della regione Piemonte, oggi gestita dall'Arpa Piemonte, sin dalla fine degli anni Ottanta svolgendo un ruolo fondamentale per la comprensione del clima alle alte quote.

Per essere maggiormente accettata dal mondo alpinistico degli ultimi anni, fattosi più attento alla conservazione della Natura, ha conseguito la certificazione ISO 14001 nel 2001 in seguito alla modifica e riduzione dell'impatto ambientale con l'applicazione degli studi fatti dal Politecnico di Torino. Fattostà che comunque il maggiore impatto sull'ambiente che crea, ovvero la sua stessa presenza, non sarà mai più totalmente rimosso.

Verso S è notevole l'ampiezza della vicina calotta nevosa della punta Parrot (vista durante la salita)
Verso S è notevole l'ampiezza della vicina calotta nevosa della punta Parrot (vista durante la salita)
Ripresa dal terrazzo della Capanna Margherita ecco l'affascinante e lunga "Cresta Signal"
Ripresa dal terrazzo della Capanna Margherita ecco l'affascinante e lunga "Cresta Signal"
Sotto il balcone della Capanna il versante E scende verticale per molte centinaia di metri
Sotto il balcone della Capanna il versante E scende verticale per molte centinaia di metri

Itinerari alpinistici

Questa vetta è raggiungibile, oltre che dal facile versante settentrionale del colle Gnifetti, anche da una molto più difficile via alpinistica che percorre la cresta Signal sul versante orientale della nostra montagna.

Tale via prevede la salita di 2.200 m di dislivello il primo giorno per raggiungere da Alagna la capanna Resegotti a 3.624 m e 900 m di dislivello il giorno successivo per salire in cima alla punta Gnifetti.

Primo tratto di salita sul ghiacciaio del Lys, prima del Naso dei Lyskamm, sullo sfondo il monte Bianco
Primo tratto di salita sul ghiacciaio del Lys, prima del Naso dei Lyskamm, sullo sfondo il monte Bianco

Questi i numeri principali di una delle creste piu' conosciute del monte Rosa e dell'intero arco alpino e che danno senz'altro idea dell'impegno fisico richiesto.

La valutazione alpinistica di tale via è D.

Periodo consigliato ed attrezzatura necessaria

Periodo consigliato: metà giugno metà settembre, in relazione alle condizioni di innevamento.

Attrezzatura consigliata: imbrago, piccozza, ramponi, corda, qualche vite da ghiaccio.

Sotto le rocciose pendici del Lyskamm orientale troviamo i crepacci più grossi, in genere facilmente superabili
Sotto le rocciose pendici del Lyskamm orientale troviamo i crepacci più grossi, in genere facilmente superabili

Relazione

Lasciato il Rifugio Mantova (sicuramente preferibile per il pernottamento in quota alla scadente alternativa data dalla Capanna Gnifetti, il "Pollaio d'alta quota") risalire per brevi roccette sino alla base del ghiacciaio del Garstelet, oggi ridotto ad un grosso nevato, sino ad arrivare alla base dello sperone roccioso che sorregge la Capanna Gnifetti. Aggirare in senso antiorario il margine settentrionale dello sperone roccioso ove questo scende sino al livello del ghiacciaio, per giungere in breve sul ghiacciaio del Lys (3.650 m; 25').

Alla nostra destra scorriamo diversi "4.000" tra cui il Balmerhorn ove c'è un bivacco ed un'evidente statua denominata "Cristo delle vette" che veglia la pianura Padana
Alla nostra destra scorriamo diversi "4.000" tra cui il Balmerhorn ove c'è un bivacco ed un'evidente statua denominata "Cristo delle vette" che veglia la pianura Padana

Portandoci alle pendici della Pyramide Vincent superiamo un tratto pianeggiante del ghiacciaio che risulta molto crepacciato e tormentato. Con alcune diagonali si affronta il ripido tratto successivo sino a giungere ad un altro tratto in falsopiano quasi accanto al Naso del Lyskamm posto alla nostra sinistra. Continuando la salita sempre puntando al centro dell'ampio colle del Lys posto sopra le nostre teste, superiamo alcuni crepacci un po' più larghi in corrispondenza di altrettanti cambi di pendenza per giungere nell'ultimo tratto in falsopiano passando accanto al Balmerhorn sulla nostra destra ove possiamo ben vedere la statua del Cristo delle vette sotto al quale è posto il piccolo bivacco. Si giunge infine sul colle del Lys posto appena oltre i Lyskamm posti di taglio alla nostra sinistra. Ben visibile ed impressionante verso NO la lunga discesa sul ghiacciaio dei Lyskamm verso la Svizzera (4.248 m; 2h30').

Giunti al colle del Lys la vista si apre sul Vallese regalandoci uno scorcio davvero impressionante sul versante N del Lykamm e sul bellissimo Cervino
Giunti al colle del Lys la vista si apre sul Vallese regalandoci uno scorcio davvero impressionante sul versante N del Lykamm e sul bellissimo Cervino
Visto durante il ritorno ecco Luciano che percorre il tratto in falsopiano a semicerchio che dal colle del Lys si porta sotto al colle Gnifetti...
Visto durante il ritorno ecco Luciano che percorre il tratto in falsopiano a semicerchio che dal colle del Lys si porta sotto al colle Gnifetti...
... regalandoci un bello scorcio roccioso sulla "Crest Rey" che conduce in vetta alla punta Dofour (sulla destra)
... regalandoci un bello scorcio roccioso sulla "Crest Rey" che conduce in vetta alla punta Dofour (sulla destra)

Davanti a noi invece è assolutamente protagonista la lunga cresta rocciosa che conduce in vetta alla punta Dofour, la "cresta Rey", sede di una bella via di roccia ad alta quota. Alla destra della Dofour invece si nota il cocuzzolo nevoso della punta Zumstein e, poco oltre il colle Gnifetti ove si spinge la nostra traccia, è ben evidente la vetta della punta Gnifetti con l'inconfondibile e mastodontica sagoma rettangolare della Capanna Margherita.

Discendendo brevemente, la traccia effettua un lungo traverso a mezzacosta sostanzialmente pianeggiante appena sotto alcune piccole seraccate della base della punta Parrot in un tratto un poco più ripido del facile ghiacciaio che stiamo percorrendo.

Giungiamo così linearmente sotto il colle Gnifetti e la Capanna Margherita. Aumentando d'inclinazione la traccia sale decisa verso il colle con alcuni tornanti.

Ecco la "cresta Rey" nella sua interezza, a destra s'intravede anche la nevosa punta Zumstein; siamo quasi arrivati al colle Gnifetti
Ecco la "cresta Rey" nella sua interezza, a destra s'intravede anche la nevosa punta Zumstein; siamo quasi arrivati al colle Gnifetti
I diversi itinerari che si dividono sotto il pendio che conduce in vetta alla punta Gnifetti: a sinistra la "direttissima", a destra la traccia che porta al colle Gnifetti
I diversi itinerari che si dividono sotto il pendio che conduce in vetta alla punta Gnifetti: a sinistra la "direttissima", a destra la traccia che porta al colle Gnifetti
A brevissima distanza ecco la sagoma della Capanna Margherita si fa più imponente, manca il tratto più duro
A brevissima distanza ecco la sagoma della Capanna Margherita si fa più imponente, manca il tratto più duro

E' possibile trovare in alternativa una traccia che si distacca dalle principale verso destra puntando direttamente verso la vetta, si tratta come è ovvio di una scorciatoia comunque abbastanza violenta poichè sale con un'unica diagonale tutto il rimanente dislivello sino alla cima, consigliabile unicamente a persone ben allenate e che "ne abbiano parecchio".

Per tutti gli altri la salita consigliata e consigliabile passa attraverso il raggiungimento del colle Gnifetti con la traccia principale per poi effettuare la decisa deviazione verso destra e, percorrendo una appoggiatissima cresta, raggiungere più tranquillamente la vetta della punta Gnifetti.

Panorama e soddisfazione assolutamente indimenticabili (4.559 m; 3h30').

I due "alpinisti" Luciano e Kaps in vetta alla punta Gnifetti in una magnifica giornata di sole e panorami
I due "alpinisti" Luciano e Kaps in vetta alla punta Gnifetti in una magnifica giornata di sole e panorami
Il profilo gigantesco della Capanna Margherita dalla spianata di vetta
Il profilo gigantesco della Capanna Margherita dalla spianata di vetta

Discesa

La via di discesa segue fedelmente il percorso effettuato nella salita (1h45').