VAL DEL LYS |
Il pianoro sul quale sorge questo bellissimo rifugio della Sezione di Biella del CAI, posto sullo spartiacque tra la Valle del Lys e la Val d’Ayas, è un vero e proprio balcone naturale sul Ghiacciaio del Lys e sulle splendide vette valdostane del Monte Rosa. Il rifugio Quintino Sella è collocato in un magnifico ambiente di alta montagna dal quale possiamo osservare a NE verso le vette del Lyskamm Occidentale e Orientale, a E la Piramide Vincent e la Punta Gnifetti; a NO verso la Valle d’Ayas si può invece osservare il tormentato Ghiacciaio di Verra posto nell’ampia conca dominata dalle vette del Castore, Polluce, Breithorn Orientale e Occidentale e Gobba di Rollin.
La salita al rifugio, pur essendo una gita molto frequentata da escursionisti di tutte le età ed esperienze, non è propriamente da considerarsi una gita semplice. Il terreno sul quale si sviluppa la parte superiore della salita è quello tipico d'alta montagna, composto da ripide pietraie ed affilate creste rocciose che si elevano su imponenti salti rocciosi. A conferma di questa condizione, che pone la salita ai limiti estremi superiori della scala escursionistica, abbiamo la presenza di un lungo tratto di cresta attrezzato con corde fisse, ponticelli e scalinamenti.
Per questo motivo, personalmente consiglio la percorrenza di questa salita esclusivamente ad escursionisti che abbiano già avuto alcune esperienze alpinistiche di base oltrechè, ovviamente, estrema sicurezza di piede e sangue freddo nelle situazioni a marcata esposizione al vuoto.

Periodo consigliato: La salita al rifugio può essere effettuata agevolmente da inizio giugno a metà settembre in relazione alle condizioni d'innevamento in quota. Ovviamente le difficoltà mutano immediatamente al rango alpinistico nel caso la cresta finale fosse innevata.
Attrezzatura consigliata: Classica da escursionismo, cordino con moschettone ed imbragatura per eventualmente assicurarsi alle corde fisse sui tratti maggiormente esposti della cresta finale.
Da Stafal si utilizzano prima la cabinovia e poi la seggiovia (circa 15€ il costo A/R del ticket) che permettono di raggiungere agevolmente il Colle di Bettaforca (2.672 m), evitandoci di percorrere a piedi circa 900 metri di dislivello. Dal Colle di Bettaforca si segue il tracciato carrozzabile che proseguendo verso N risale sopra un pianoro ove si apre una bellissima panoramica sui ghiacciai e sulle principali vette del massiccio del Monte Rosa.

Proseguiamo sulla carrozzabile che diventa presto sentiero, costeggiando il versante orientale della Punta Bettolina con un tratto mezzacosta su rocce molto scivolose sino a riguadagnare la linea spartiacque e discendere in breve al Passo di Bettolina (2.905 m) ove incontriamo l’intersezione con il sentiero n.1 che sale direttamente da Stafal attraverso l’alpeggio Bettolina.

Con evidente sentiero risaliamo un lungo tratto di rocce rotte per addivenire infine su un pianoro ove potremmo trovare alcuni laghetti creati dalle acque di fusione dei nevai. Attraversato il pianoro risaliamo nuovamente l’ampia dorsale sino ad incrociare il bivio con il sentiero n.8 che risale dal sottostante Pian di Verra superiore in Val d’Ayas a poca distanza da una piccola baita di pietra utilizzabile come ricovero in caso di maltempo.
Da questo punto potremo osservare il lungo tratto di itinerario che ci attende. Esso inizia con un lungo mezzacosta verso NE sul versante della Val del Lys sotto le ripide rocce di cresta sino a portarsi nei pressi di alcune evidenti rocce rossastre, poste immediatamente ad oriente di una evidente elevazione rocciosa. Da questo punto riguadagniamo la linea di cresta attraverso un ripido canalino detritico che diventa piuttosto infido e scivoloso nel caso fosse bagnato dalle acque di fusione dei nevai soprastanti.



L’itinerario prosegue verso NE risalendo un breve e largo tratto di dorsale che adduce ad un pianoro detritico posto alla base di una quota rocciosa, segnalata con evidente ometto di pietre sulla sua sommità; il tracciato risale faticosamente gli sfasciumi del versante detritico sino a transitare nei pressi dell’omettone di pietre. Giungiamo con breve tratto di cresta detritica ed esposta all’evidente intersezione con una cresta rocciosa che, proveniente da S e proseguendo verso N, termina sul pianoro ove sorge il rifugio Quintino Sella.
Da qui il percorso, molto esposto su entrambi i versanti, è reso più sicuro da numerose corde fisse, camminamenti e scalinamenti artificiali. Si prosegue lungo il filo di cresta attrezzato sino a raggiungere il rifugio Quintino Sella (3.585 m; 3h), posto su di un ampio pianoro lambito dal Ghiacciaio di Félik.

Per il ritorno si segue il medesimo itinerario della salita (2h).