VAL ALA - LANZO
Rifugio B. Gastaldi (2.659 metri)
       da Pian della Mussa (Balme)

Ultima salita effettuata: 24-08-2010
Grado di difficoltà: ESCURSIONISMO - E
Dislivello totale salita: 859 metri
Il Rifugio Gastaldi come lo possiamo vedere oggi
Il Rifugio Gastaldi come lo possiamo vedere oggi

Il rifugio Bartolomeo Gastaldi è un bellissimo rifugio sito nelle Valli di Lanzo e più precisamente nella Val d'Ala sopra il noto e frequentato pianoro denominato Pian della Mussa. Essendo facilmente raggiungibile anche da medi camminatori è una metà già fine a se stessa ma costituisce un fondamentale punto d'appoggio per le diverse ascensioni, tutte alpinistiche, alle cime che lo circondano; le principali: Punta Maria, Punta d'Arnas, Uja di Bessanese, Albaron di Savoia, Monte Collerin, Punta Chalanson, Uja di Ciamarella e Piccola Ciamarella. Gli unici itinerari escursionistici sono: la traversata al lago della Rossa e, come naturale proseguimento dello stesso sentiero, al rifugio Cibrario.

  Il Rifugio è di proprietà del CAI di Torino. E' aperto e gestito continuativamente dal 1° aprile al 12 settembre circa e dispone di 69 posti letto nei locali del rifugio nuovo più 30 nei locali del vecchio rifugio che costituisce tra l'altro il locale invernale, sempre aperto. Per prenotazioni e informazioni il numero telefonico del rifugio è 0123-565008 o visitare il loro sito internet: http://www.rifugiogastaldi.com/, vi risponderà il gestore Roberto Chiosso, persona davvero eccezionale per cortesia e modi.

Foto d'epoca della prima costruzione del 1880
Foto d'epoca della prima costruzione del 1880

Storia

Essendo uno dei primi rifugi alpini della storia delle Alpi è necessario dare alcuni appunti circa la sua travagliata storia. Venne edificato per volere del CAI Torino nel 1880 la prima costruzione che ancora oggi possiamo vedere, al fianco della nuova costruzione. Tale piccolo rifugio venne utilizzato sino al 1904, ovvero quando terminò la costruzione e venne inaugurato il nuovo rifugio a poche decine di metri di distanza dal precedente. Tale nuovo rifugio non aveva nulla a che vedere con la precedente spartana costruzione in quanto fu dotato di tutti i servizi d'avanguardia: servizi igienici con acqua calda e riscaldamento a termosifoni. Tale edificio ebbe vita breve in quanto un incendio colposo lo distrusse dopo sole due stagioni di servizio. Nel 1908 terminò la ricostruzione e fu nuovamente riaperto servendo un sempre più ampio flusso di alpinisti senza problemi per un trentennio. Con lo scoppio della II guerra mondiale e l'inizio della Resistenza fu utilizzato come rifugio dai partigiani delle vallate locali e nel 1944, per questo motivo, fu incendiato e distrutto dai nazi-fascisti. 

Foto della nuova costruzione del 1904, sulla sinistra possiamo vedere il vecchio rifugio
Foto della nuova costruzione del 1904, sulla sinistra possiamo vedere il vecchio rifugio

Nel 1945 venne rimesso nuovamente in funzione il vecchio rifugio, quello del 1880, e fu mantenuto in esercizio adirittura sino al 1970 dalla guida alpina Ferro Famil "Vulpòt", nativo di Usseglio ma trasferitosi a Balme. Il 26 luglio del 1970 terminò la ricostruzione dell'edificio incendiato che è, con lievissime differenze estetiche, quello che ancora oggi possiamo vedere. Il vecchio rifugio venne riadattato a locale invernale e dormitorio supplementare e, nel 1983, fu inaugurata una sezione distaccata del Museo Nazionale della Montagna (la cui sede è al Monte dei Cappuccini di Torino) dedicata, in particolar modo, alla Storia dell'Alpinismo nelle valli di Lanzo.

L'interno del vecchio rifugio come lo possiamo vedere oggi
L'interno del vecchio rifugio come lo possiamo vedere oggi

Descrizione del paesaggio e panorami

Ampio e selvaggio è il panorama che si ha da questo rifugio dominato a O dalla immensa bastionata rocciosa dell'Uja di Bessanese e dal suo ghiacciaio oggi ricoperto, in gran parte, dalla pietraia. Tutto intorno è possibile ammirare la vetta dell'Uja di Ciamarella e la Piccola Ciamarella a N, la Croce Rossa e il suo ghiacciaio pensile, la Punta Maria e la Punta d'Arnas a S.

Il rifugio Bartolomeo Gastaldi fino a 15 anni fa
Il rifugio Bartolomeo Gastaldi fino a 15 anni fa

Itinerari escursionistici

Esistono principalmente due itinerari per raggiungere il rifugio: uno dalla Francia e più precisamente dal Refuge d'Averole (2.210 m) di proprietà del CAF, attraverso il Passo del Collerin o il Colle d'Arnas e l'altro, dall'Italia, con partenza dal Pian della Mussa (1.840 m) seguendo l'itinerario marcato EPT 222 e di cui tratteremo in questa relazione.

Periodo consigliato ed attrezzatura necessaria

Per una salita semplicemente escursionistica, nei periodi estivi intorno alla metà di giugno fino a metà settembre circa,  non è necessaria alcuna attrezzatura particolare se non un paio di scarponcini da trekking.

Il rifugio in veste invernale
Il rifugio in veste invernale

E' altresì possibile raggiungere questo rifugio nel periodo invernale e primaverile utilizzando gli sci o le racchette da neve risalendo il canalone d'Arnas.

Relazione

Percorrendo la strada asfaltata che attraversa il Pian della Mussa in direzione dell'evidente costruzione del rifugio Città di Ciriè, potremo trovare sulla sinistra una strada sterrata che è sbarrata da una catena e si dirige verso il letto del torrente. Superato il ponte sul torrente Stura, passiamo accanto ad una bergeria posta sotto un monoblocco di roccia attrezzato, tra l'altro, per l'arrampicata. Risalendo l'argine destro idrografico del torrente, si giunge in breve nei pressi di un cartello che indica sulla sinistra l'imbocco del sentiero EPT222 diretto al rifugio Gastaldi. Il sentiero, da questo punto, è ben evidente e segnalato da segnavia regolamentari bianco-rossi, impossibile da smarrirsi. Dopo aver risalito i ripidi risalti rocciosi utilizzando una traccia ricavata da una successione di cenge immerse nella vegetazione di ontani e rododendri, il sentiero scollina e giunge nei pressi di un'ampio pendio erboso chiamato Pian dei Morti (2.100 m; 45').

Il sentiero prosegue, sempre evidente, passando accanto ad un enorme roccione ove potremo incrociare il bivio per il sentiero EPT223 che conduce direttamente al soprastante Pian Gias, itinerario utilizzato prevalentemente in discesa al ritorno dalle salite alpinistiche all'Uja di Ciamarella, Punta Chalanson e Albaron di Savoia.

Al rifugio è stata posizionata una webcam dalla Regione Piemonte che può, nei periodi di apertura del rifugio, darci in tempo reale l'idea delle condizioni nivo-metereologiche presenti in loco
Al rifugio è stata posizionata una webcam dalla Regione Piemonte che può, nei periodi di apertura del rifugio, darci in tempo reale l'idea delle condizioni nivo-metereologiche presenti in loco

Proseguendo sul nostro itinerario attraverseremo alcuni larghi canaloni che potranno ancora essere invasi dalla neve nelle gite effettuate ad inizio stagione sino a giungere, con ampi tornanti, fino sotto delle pareti rocciose ove ritroviamo un cartello che indica a sinistra una zona attrezzata (ma poco utilizzata) per l'arrampicata, la Rampioteca; a destra invece prosegue il nostro itinerario per raggiungere la nostra meta (2.400 m; 1h30').

Il sentiero costeggia verso NO le pendici delle pareti rocciose per infilarsi in un canalone molto ampio che culminerà direttamente al rifugio. Superato un tratto recentemente ben risistemato (2010) ove troviamo anche alcune corde fisse, superiamo alcune facili roccette stabilizzate da alcune staffe metalliche nei pressi di una comoda sorgente. Affrontando un tratto a strette curve e pochi traversi sul versante destro idrografico del canalone giungiamo in una piccola depressione, invasa dalla neve ad inizio stagione e paludosa nelle successive, dalla quale in pochi minuti sarà possibile calpestare il terrazzo del rifugio Gastaldi (2.659 m; 2h30').

La Discesa

La discesa si svolge sull'itinerario di salita (1h30'). In alternativa è possibile imboccare il sentiero EPT223 che, dal retro del rifugio si dirige in direzione N verso il Pian Gias. A quel punto sarà possibile discendere sino all'intersezione con il sentiero cui abbiamo fatto accenno precedentemente che conduce direttamente al roccione sul Pian dei Morti.