VALLE PO
Punta Sea Bianca (2.721 metri)
       dal Pian della Regina

Ultima salita effettuata: 10-03-2005
Grado di difficoltà: ESCURSIONISMO - E
Dislivello totale salita: 986 metri
Ecco come si presenta la bellissima parete N del MonViso dalla vetta della Sea Bianca
Ecco come si presenta la bellissima parete N del MonViso dalla vetta della Sea Bianca

Descrizione del paesaggio e panorami

Panoramica e facile meta dell'Alta Valle Po, posta di fronte all'accattivante parete N del MonViso sulla cresta che discende dal Monte Granero verso SE e che separa la Valle Po dalla Val Pellice proprio sopra il Pian della Regina. La visuale da questa interessante vetta è piuttosto ampio poichè limitato esclusivamente verso SO ed O ove troviamo vette decisamente più alte ed imponenti della cresta NO del MonViso.

Interessante lo scorcio sul ripidissimo versante della val Pellice e sulle principali vette che separano il pianoro della Conca del Prà con il Vallone dei Carbonieri. Verso NE, sullo sfondo è possibile riconoscere le perennemente bianche linee del massiccio del Monte Rosa mentre è altresì ben visibile verso SE tutto l'arco alpino delle Marittime sulle quali svetta la grossa sagoma dell'Argentera. Davvero senza paragoni il balcone sulle principali vette della valle Po, dal Viso Mozzo alla Punta delle Traversette passando per il MonViso, il Visolotto, la Punta Gastaldi, Punta Roma, Punta Udine e Punta Venezia.

Sullo sfondo è possibile ben ammirare il massiccio del Monte Rosa, sotto di me la Punta dell'Arpetto e più in alto il Monte Frioland
Sullo sfondo è possibile ben ammirare il massiccio del Monte Rosa, sotto di me la Punta dell'Arpetto e più in alto il Monte Frioland

Il nome della vetta presuppongo derivi dalla composizione delle rocce del pendio che adduce direttamente alla vetta di composizione marmorea.

Itinerari escursionistici e sci-alpinistici

Esiste principalmente un altro itinerario di salita a questa vetta, dalla Val Pellice attraverso il Colle della Gianna: tale salita risulta mediamente più impegnativa sul profilo altimetrico richiedendo la salita di circa 1.450 m di dislivello, mentre la salita proposta dalla Valle Po richiede una salita di circa 1.000 m di dislivello. Per le caratteristiche dei suoi pendii è una frequentata meta sci-alpinistica, soprattutto dal versante N della Val Pellice.

In primo piano parte della vetta della Sea Bianca e sotto il ripidissimo versante N sulla Val Pellice
In primo piano parte della vetta della Sea Bianca e sotto il ripidissimo versante N sulla Val Pellice
Verso E la pianura saluzzese con il Monte Bracco spruzzato di neve; in alto a destra il lungo arco delle Alpi Marittime, sotto di me la bassa Valle Po
Verso E la pianura saluzzese con il Monte Bracco spruzzato di neve; in alto a destra il lungo arco delle Alpi Marittime, sotto di me la bassa Valle Po
In fondo è possibile vedere le sagome dell'Argentera, nelle Alpi Marittime
In fondo è possibile vedere le sagome dell'Argentera, nelle Alpi Marittime

Attrezzatura necessaria e periodo consigliato

Data la posizione del suo punto di partenza, Pian della Regina, risulta essere meta raggiungibile in qualunque periodo dell'anno, tuttavia posso permettermi di consigliare, data la natura detritica del terreno sul quale si svolge l'itinerario, l'effettuazione della salita in presenza di un buon innevamento con le racchette da neve oppure con gli sci così da evitare un massacro per ginocchia e caviglie.

Ad avvantaggiare questa scelta c'è il fatto che nel periodo invernale e primaverile è possibile evitare di incappare nelle frequenti nebbie che invadono i pianori della Valle Po nel periodo estivo e che, oltre a rischiare di farci smarrire la traccia, ci limitano non poco lo stupendo panorama che altrimenti si gode da questa cima.

La lunga ed importante cresta NO del MonViso che cala sul Visolotto, sulla Punta Gastaldi e giù fino alla Punta Udine
La lunga ed importante cresta NO del MonViso che cala sul Visolotto, sulla Punta Gastaldi e giù fino alla Punta Udine

Se svolta d'estate la salita non richiede nessun equipaggiamento particolare se non quello minimo e classico da escursionismo; se affrontata in presenza di neve è necessario impiegare racchette da neve o sci e possedere una buona padronanza nella valutazione dello stato della neve sui pendii più ripidi ed esposti che affronteremo. L'itinerario estivo è pressochè analogo a quello invernale.

Relazione

Parcheggiata l'auto sul piazzale adiacente alla "Baita della Polenta" sul Pian della Regina, ovvero poco prima della sbarra che d'inverno limita l'accesso alla carrozzabile per il Pian del Re, saliamo in direzione N fino a recuperare il tracciato stradale. Seguendo il tracciato stradale o, ancor meglio percorrendo i comodi sentieri segnalati bianco/rossi del GTA che ci permettono di tagliare parecchi tornanti della carrozzabile giungiamo nei pressi di un ponticello posto sotto un ripido canalone dai fianchi comunque ampi che scende dal Colle della Gianna (1.850 m; 25').

Mio papà risale i pendii appena sopra Pian della Regina ben visibile sullo sfondo
Mio papà risale i pendii appena sopra Pian della Regina ben visibile sullo sfondo
Lasciata la strada abbiamo risalito il primo tratto del vallone e siamo già sul tratto superiore al restringimento; dietro ben visibile la traccia del sentiero GTA che rimane sul lato sinistro idrografico del valloncello culminante col Colle della Gianna
Lasciata la strada abbiamo risalito il primo tratto del vallone e siamo già sul tratto superiore al restringimento; dietro ben visibile la traccia del sentiero GTA che rimane sul lato sinistro idrografico del valloncello culminante col Colle della Gianna

Lasciata la strada alle nostre spalle ci inoltriamo nel valloncello risalendolo tendenzialmente sul fianco sinistro idrografico, seguendo il comodo sentiero segnalato bianco/rosso del GTA o, in caso di neve, può risultare più comodo risalire lungo i più dolci pendii della destra idrografica. Mantenendosi sempre a mezzacosta si giunge sino ad un marcato restringimento del vallone.

Mantenendo la sinistra idrografica del vallone possiamo individuare una ben marcata traccia di sentiero che risale il costone roccioso prima a mezzacosta poi, più diretto, frontalmente portandosi a margine del vasto pianoro della Cassera Sbiasere in un punto molto più ampio della vallata; è possibile vedere già, sul fondo leggermente a destra la marcata depressione della cresta SE del Monte Granero che costituisce il Colle della Gianna (2.250 m; 1h10').

La Punta delle Traversette nasconde il Monte Granero. Sulla destra a Punta Manzol
La Punta delle Traversette nasconde il Monte Granero. Sulla destra la Punta Manzol
Bella visuale sul Viso Mozzo e sul Colle del Viso sul tratto superiore del nostro itinerario.
Bella visuale sul Viso Mozzo e sul Colle del Viso sul tratto superiore del nostro itinerario.

Continuando sulla traccia che prosegue in direzione del Colle della Gianna effettuiamo prima un lungo tratto in falso-piano spezzato da un breve tratto in salita a mezzacosta, sino a giungere frontalmente alla base di un pendio più ripido posto alla destra di un modesto salto roccioso. Risalitolo con alcune diagonali sbuchiamo su un modesto altipiano contornato a NO da un bel salto roccioso. Nuovamente in piano ci dirigiamo verso una protuberanza posta al centro di questo pianoro per aggirarla sulla sinistra, risalendone con alcune diagonali il fianco a mezzacosta.

Ci troviamo a questo punto sotto il Colle della Gianna che tuttavia non raggiungeremo mai nel nostro itinerario di salita alla Sea Bianca. Aggirata la protuberanza centrale dell'altipiano ci dirigiamo verso E attraversando con una diagonale ascendente un ampio canalone che scende sino nei pressi della nostra traccia percorsa precedentemente sul pianoro sottostante. Proseguendo sulla diagonale ci portiamo ben oltre la destra del Colle della Gianna sui pendii che già conducono alla Sea Bianca che è ancora nascosta al nostro sguardo.

Gli ultimi metri prima di giungere in vetta alla Sea Bianca
Gli ultimi metri prima di giungere in vetta alla Sea Bianca

Senza affrontare i pendii nè raggiungere la cresta che sale dal Colle puntiamo, sempre in direzione E sulla nostra diasgonale ascendente, verso un altro ampio canalone che varia leggermente direzione salendo verso NE; lo imbocchiamo e risaliamo sino a giungere su una dorsale ove è possibile osservare finalmente a NE la vetta della Sea Bianca (2.600 m; 2h).

Percorrendo il filo della dorsale in direzione N sino a giungere quasi alla cresta che dal Colle della Gianna sale sino alla Sea Bianca, appena prima di una prominenza rocciosa della stessa cresta, scendiamo di alcuni metri sulla destra guadagnando finalmente la cresta in corrispondenza di un colletto posto alla base del pendio che conduce direttamente alla Sea Bianca. Risalendo il ripido pendio con alcune diagonali o, meglio ancora, seguendo il più sicuro ed ampio filo di cresta ove è possibile incontrare alcune tracce di sentiero, ci dirigiamo verso N ovvero il punto culminante della cresta costituente la vetta della Punta Sea Bianca (2.721 m; 2h20').

Eccomi in autoscatto in vetta alla Sea Bianca...
Eccomi in autoscatto in vetta alla Sea Bianca...
... ove troviamo anche una lapidina incastonata in un pietrone di consistenza dolomitica
... ove troviamo anche una lapidina incastonata in un pietrone di consistenza dolomitica
Ed ecco mio papà che posa in uno scenario davvero al di sopra di ogni inutile commento...
Ed ecco mio papà che posa in uno scenario davvero al di sopra di ogni inutile commento...

La Discesa

Avviene ripercorrendo fedelmente l'itinerario di andata; è possibile tuttavia tagliare buona parte dei falsi-piani percorsi all'andata discendendo alcune dorsali e canaloni che conducono al sottostante pianoro di Cassera Sbiasere per poi riprendere la traccia condotta all'andata (1h45').