VAL VARAITA
Bivacco Boarelli (2.835 metri)
       da Castello (Pontechianale)

Ultima salita effettuata: 16-08-2005
Grado di difficoltà: ESCURSIONISMO - EE
Dislivello totale salita: 1.205 metri
Ecco il bivacco "al lago delle Forciolline" intitolato alla alpinista Boarelli
Ecco il bivacco "al lago delle Forciolline" intitolato alla alpinista Boarelli

Descrizione del Paesaggio e Panorami

Funzionalmente rappresenta un importantissimo punto di appoggio per la salita alla vetta del Monviso attraverso la via storica compiuta da Mathews nella prima ascensione a questa celebre vetta nel 1861, esteticamente invece è un bivacco che appare più come una piccola reggia. Di recente costruzione è di proprietà della Comunità Montana Valle Varaita, verrà inaugurato fra qualche settimana (settembre 2005). Dispone di 12 posti letto, un'ampia zona soggiorno con due tavoli e panchette, illuminazione elettrica con pannello solare, impianto radio di emergenza collegato con la Centrale 118 di Torino e di un sistema di riscaldamento termoconvettivo.

Ben evidente sulla sponda meridionale del lago delle Forciolline, lo si può raggiungere con un sentiero abbastanza impegnativo che parte da Castello, paese prima di Pontechianale, e si sviluppa prima nel vallone di Vallanta e poi nello stretto vallone delle Forciolline, incassato tra la Guglia delle Forciolline a N e le Rocce Meano a S.

Il panorama dal bivacco non è grandioso ma le luci del tramonto sono davvero stupende sulle antistanti Rocce Meano
Il panorama dal bivacco non è grandioso ma le luci del tramonto sono davvero stupende sulle antistanti Rocce Meano

Dal suo uscio non si godono particolari panorami, tuttavia è ben visibile la parte culminante del Monviso, parzialmente nascosto dalle Rocce di Viso a N oltre il lago. Rappresenta una ottima postazione per l'osservazione astronomica con l'inquinamento luminoso di fondovalle pressochè ridotto a zero.

Questa è la parte più ripida e faticosa della salita ove si dovranno affrontare anche brevi passi di arrampicata facilitati da cavi d'acciaio fissate alle rocce
Questa è la parte più ripida e faticosa della salita ove si dovranno affrontare anche brevi passi di arrampicata facilitati da cavi d'acciaio fissate alle rocce

Periodo consigliato ed attrezzatura necessaria

La più agevole percorrenza dell'itinerario per raggiungere il bivacco la si ha sicuramente nel periodo estivo in assenza di neve, sia per la facilità a reperire i bolli gialli che indicano il percorso, sia per le caratteristiche stesse dell'ambiente; è tuttavia possibile raggiungere il bivacco anche in presenza di neve nel vallone delle Forciolline, a patto di affrontarlo esclusivamente in condizioni assolutamente stabili del manto nevoso a causa della forte pendenza della parte superiore del vallone stesso. Particolare attenzione è da porsi, inoltre, nei periodi del disgelo e dei temporali, poichè parte dell'itinerario è sviluppato incassato in un canalone nel quale scorre a breve distanza un torrentello che dovrà essere guadato almeno due volte.

Il primo tratto di salita è a mezzacosta su un bel sentiero mai troppo faticoso
Il primo tratto di salita è a mezzacosta su un bel sentiero mai troppo faticoso

L'attrezzatura necessaria è in funzione del periodo di percorrenza, si consideri che nel periodo estivo è consigliabile percorrere l'itinerario almeno con scarponcini da trekking.

Itinerari escursionistici

Il bivacco al lago delle Forciolline può essere altresì raggiunto, con lunghissimo traverso, dal bivacco Berardo. Tale altro bivacco è posto in cresta sotto le Rocce di Viso e il suo accesso è fortemente sconsigliabile, per conto mio, a causa di un itinerario veramente faticoso (pendenza media del sentiero: 60% continua per 800 m di dislivello) con partenza da un bivio alla base del vallone delle Forciolline come in seguito nella relazione evidenzierò meglio.

Relazione

Parcheggiato il veicolo nei pressi di un tornante che si sviluppa dopo il ponte sul torrente Vallanta, prima di Castello, imboccare una ripida carrozzabile sterrata posta sulla destra, davvero in pessime condizioni di manutenzione, che conduce presto nei pressi di una rumorosa centrale idroelettrica. Scavalcato il muretto di cinta sul fondo si percorre il sentiero che inizia gradatamente a risalire in diagonale mezzacosta sul versante destro idrografico del vallone di Vallanta. Sempre seguendo la traccia principale del sentiero (GTA) che, se percorsa integralmente, condurrebbe sino in fondo al vallone al Rifugio Gagliardone ignoriamo tutte le deviazioni che troviamo sul cammino, segnalate o no, sino a giungere nei pressi di alcune grange in pessimo stato di conservazione poste accanto al torrente ed immerse negli ampi pascoli di questo vallone.

Si giunge quindi in prossimità di alcune grange davvero malandate che precedono un ponte oltre il quale prosegue il GTA
Si giunge quindi in prossimità di alcune grange davvero malandate che precedono un ponte oltre il quale prosegue il GTA

In breve troviamo un solido ponte che dovremo superare per proseguire sul sentiero GTA. Risalita una collinetta sulla sponda sinistra idrografica del torrente Vallanta e superata una baita, giungiamo nei pressi di un grosso roccione, posto al lato sinistro del sentiero che preannuncia, a cubitali caratteri gialli, il sentiero intitolato a "Ezio Nicoli" cui segue la scritta "Monviso Sud"; poco oltre, una palina, indica verso destra il sentiero che conduce ai bivacchi Berardo e "al lago delle Forciolline": imbocchiamolo (2.000; 1h).

Sul GTA che conduce in fondo al vallone di Vallanta troviamo un masso su cui è indicata la strada che dovremo imboccare poco oltre sulla destra
Sul GTA che conduce in fondo al vallone di Vallanta troviamo un masso su cui è indicata la strada che dovremo imboccare poco oltre sulla destra
Già nel tratto iniziale del sentiero "Ezio Nicoli" si capisce bene la via di salita, a destra della punta centrale nella foto, la Guglia delle Forciolline e alla sinistra delle Rocce Meano, a destra sulla foto.
Già nel tratto iniziale del sentiero "Ezio Nicoli" si capisce bene la via di salita, a destra della punta centrale nella foto, la Guglia delle Forciolline e alla sinistra delle Rocce Meano, a destra sulla foto.
Ecco il bivio... non commettete l'errore di andare a sinistra... vi aspetterebbe un sentiero assolutamente LETALE!!!
Ecco il bivio... non commettete l'errore di andare a sinistra... vi aspetterebbe un sentiero assolutamente LETALE!!!

Dopo una brevissima risalita il sentiero si sviluppa praticamente in piano, ben segnalato con bolli gialli, sino ad entrare in una rada boscaglia di conifere e giungere ad un netto bivio: a sinistra il famoso sentiero "maledetto", citato poc'anzi nella premessa, che termina al bivacco Berardo, a destra la "Via Storica al Monviso" che ci condurrà direttamente al bivacco "al lago delle Forciolline" attraverso l'onomino vallone; è quest'ultima la via che dovremo intraprendere. Incamminandoci in questo splendido e selvaggio valloncello non può non venirci in mente la Storia della conquista del Monviso... proprio da questo vallone, infatti nel 1861, l'inglese Mathews cominciò la scalata che lo portò per primo in vetta al "Re di Pietra"!!!

Inizialmente il sentiero è a mezzacosta in una rada boscaglia...
Inizialmente il sentiero è a mezzacosta in una rada boscaglia...

Dopo un amabile tratto a mezzacosta su cui troviamo un'utilissima fontanella, si giunge al margine di un vasto pianoro disseminato di grossi roccioni e delimitato da ripide pareti rocciose e pietraie sui tre lati di fronte a noi; possiamo presto ben osservare, nelle vicinanze del sentiero, un masso che ci indica ancora chiaramente la direzione del sentiero "Ezio Nicoli" in giallo (2.300 m; 1h40').

... poi giunge su un pianoro ove troviamo il masso con l'indicazione
... poi giunge su un pianoro ove troviamo il masso con l'indicazione

Seguiamo l'indicazione e cambiamo versante del valloncello iniziando a risalire più decisi su traccia di sentiero sempre ben evidente, grazie anche ai numerosi bolli gialli, portandoci infine ben presto alla base delle Rocce Meano ove dovremo risalire un ripido e detritico canalone che si stringe tra esse e le ripide pareti rocciose dell'antistante Guglia delle Forciolline e dal quale discende un torrentello.

Inizialmente ci terremo sul lato sinistro idrografico del canalone, risalendo alcune facili rocce aiutandoci eventualmente con un utile ma non indispensabile cavo metallico fissato sulle rocce stesse; risalito ancora un altro tratto ripido ove troviamo un'altro cavo di acciaio dovremo presto guadare il torrentello verso sinistra per portarci sull'altro versante del canalone ove, per superare un roccione troviamo un altro cavo metallico fissato a terra.

Sul versante opposto cominciamo a salire più decisi in direzione di uno stretto canalone...
Sul versante opposto cominciamo a salire più decisi in direzione di uno stretto canalone...
... ove troviamo alcuni cavi d'acciaio fissati alle rocce per agevolare alcuni tratti più impegnativi
... ove troviamo alcuni cavi d'acciaio fissati alle rocce per agevolare alcuni tratti più impegnativi

Segue un altro tratto ripido questa volta sulle cenge terrose e detritiche della sponda destra idrografica del canalone che si susseguono sino a dover nuovamente guadare il torrentello, verso destra, per portarci sotto alcune imponenti bastionate rocciose poste sulla sponda sinistra idrografica.

Sotto le bastionate rocciose di destra troviamo il punto più stretto e ripido del canalone detritico
Sotto le bastionate rocciose di destra troviamo il punto più stretto e ripido del canalone detritico
Dalla cima del canalone ecco il suo lungo sviluppo verso il pianoro sottostante
Dalla cima del canalone ecco il suo lungo sviluppo verso il pianoro sottostante

Il percorso che segue è una semplice, ripida salita su un'infida pietraia instabile sostanzialmente nel centro del canalone stesso che si fa mano a mano un po' più stretto; raggiungiamo così, infine, un addolcimento della pendenza poco dopo aver superato una quanto mai desiderata fontanella ben segnalata con una "F" gialla (2.700 m; 2h40').

Il vallone ora si apre notevolmente lasciando scorgere, chiaramente di fronte a noi, la Punta Dante: segno evidente che siamo quasi arrivati al lago delle Forciolline.

Mio papà posa per una foto ben panoramica sul vallone di Vallanta
Mio papà posa per una foto ben panoramica sul vallone di Vallanta
Sullo sfondo a centro foto la punta Dante verso la quale ci dirigeremo
Sullo sfondo a centro foto la punta Dante verso la quale ci dirigeremo

Il sentiero si snoda quindi in direzione della Punta Dante, verso sinistra nel senso di salita, aggirando e scavalcando inizialmente alcuni grossi massi e piccoli salti rocciosi per portarsi, infine, alla base di un salto ben più marcato ove si notano benissimo ancora oggi, i segni della remota e potente azione levigante del ghiaccio sulla roccia che si presenta molto liscia e con innumerevoli strisce parallele.

Costeggiando tutta questa lunga parete si aggirano alcuni ostacoli maggiori tra i quali si presenta anche un caratteristico e curioso passaggio sotto un enorme roccione appoggiato alla parete.

Il curioso passaggio sotto il roccione appoggiato...
Il curioso passaggio sotto il roccione appoggiato...
Superato l'ultimo salto roccioso possiamo ben vedere finalmente la costruzione gialla del nostro bivacco
Superato l'ultimo salto roccioso possiamo ben vedere finalmente la costruzione gialla del nostro bivacco

Si affrontano ancora brevi risalite sulle terrazze detritiche alla nostra sinistra, sempre con un percorso amabile e mai faticoso, per infine raggiungere un altro marcato salto roccioso che divide, in buona sostanza, il vallone delle Forciolline con quello immediatamente parallelo posto alla base delle Rocce di Viso.

Mio papà sul sentiero del ritorno... sfondo sulle Rocce di Viso
Mio papà sul sentiero del ritorno... sfondo sulle Rocce di Viso

Si costeggia tale salto roccioso sino al fondo ove un canalino, posto appena sopra un piccolo laghetto, ci permette di risalirlo per giungere su un pianoro roccioso dal quale potremo finalmente ben vedere la gialla sagoma del bivacco "al lago delle Forciolline". Ancora un facile scendi e sali e potremo finalmente giungere sull'uscio della costruzione, sulla sponda SE dell'onomino lago (2.835 m; 3h15').

Discesa

Si effettua sul percorso di salita (2h15').