VAL VARAITA |
Funzionalmente rappresenta un importantissimo punto di appoggio per la salita alla vetta del Monviso attraverso la via storica compiuta da Mathews nella prima ascensione a questa celebre vetta nel 1861, esteticamente invece è un bivacco che appare più come una piccola reggia. Di recente costruzione è di proprietà della Comunità Montana Valle Varaita, verrà inaugurato fra qualche settimana (settembre 2005). Dispone di 12 posti letto, un'ampia zona soggiorno con due tavoli e panchette, illuminazione elettrica con pannello solare, impianto radio di emergenza collegato con la Centrale 118 di Torino e di un sistema di riscaldamento termoconvettivo.
Ben evidente sulla sponda meridionale del lago delle Forciolline, lo si può raggiungere con un sentiero abbastanza impegnativo che parte da Castello, paese prima di Pontechianale, e si sviluppa prima nel vallone di Vallanta e poi nello stretto vallone delle Forciolline, incassato tra la Guglia delle Forciolline a N e le Rocce Meano a S.
Dal suo uscio non si godono particolari panorami, tuttavia è ben visibile la parte culminante del Monviso, parzialmente nascosto dalle Rocce di Viso a N oltre il lago. Rappresenta una ottima postazione per l'osservazione astronomica con l'inquinamento luminoso di fondovalle pressochè ridotto a zero.
La più agevole percorrenza dell'itinerario per raggiungere il bivacco la si ha sicuramente nel periodo estivo in assenza di neve, sia per la facilità a reperire i bolli gialli che indicano il percorso, sia per le caratteristiche stesse dell'ambiente; è tuttavia possibile raggiungere il bivacco anche in presenza di neve nel vallone delle Forciolline, a patto di affrontarlo esclusivamente in condizioni assolutamente stabili del manto nevoso a causa della forte pendenza della parte superiore del vallone stesso. Particolare attenzione è da porsi, inoltre, nei periodi del disgelo e dei temporali, poichè parte dell'itinerario è sviluppato incassato in un canalone nel quale scorre a breve distanza un torrentello che dovrà essere guadato almeno due volte.
L'attrezzatura necessaria è in funzione del periodo di percorrenza, si consideri che nel periodo estivo è consigliabile percorrere l'itinerario almeno con scarponcini da trekking.
Il bivacco al lago delle Forciolline può essere altresì raggiunto, con lunghissimo traverso, dal bivacco Berardo. Tale altro bivacco è posto in cresta sotto le Rocce di Viso e il suo accesso è fortemente sconsigliabile, per conto mio, a causa di un itinerario veramente faticoso (pendenza media del sentiero: 60% continua per 800 m di dislivello) con partenza da un bivio alla base del vallone delle Forciolline come in seguito nella relazione evidenzierò meglio.
Parcheggiato il veicolo nei pressi di un tornante che si sviluppa dopo il ponte sul torrente Vallanta, prima di Castello, imboccare una ripida carrozzabile sterrata posta sulla destra, davvero in pessime condizioni di manutenzione, che conduce presto nei pressi di una rumorosa centrale idroelettrica. Scavalcato il muretto di cinta sul fondo si percorre il sentiero che inizia gradatamente a risalire in diagonale mezzacosta sul versante destro idrografico del vallone di Vallanta. Sempre seguendo la traccia principale del sentiero (GTA) che, se percorsa integralmente, condurrebbe sino in fondo al vallone al Rifugio Gagliardone ignoriamo tutte le deviazioni che troviamo sul cammino, segnalate o no, sino a giungere nei pressi di alcune grange in pessimo stato di conservazione poste accanto al torrente ed immerse negli ampi pascoli di questo vallone.
In breve troviamo un solido ponte che dovremo superare per proseguire sul sentiero GTA. Risalita una collinetta sulla sponda sinistra idrografica del torrente Vallanta e superata una baita, giungiamo nei pressi di un grosso roccione, posto al lato sinistro del sentiero che preannuncia, a cubitali caratteri gialli, il sentiero intitolato a "Ezio Nicoli" cui segue la scritta "Monviso Sud"; poco oltre, una palina, indica verso destra il sentiero che conduce ai bivacchi Berardo e "al lago delle Forciolline": imbocchiamolo (2.000; 1h).
Dopo una brevissima risalita il sentiero si sviluppa praticamente in piano, ben segnalato con bolli gialli, sino ad entrare in una rada boscaglia di conifere e giungere ad un netto bivio: a sinistra il famoso sentiero "maledetto", citato poc'anzi nella premessa, che termina al bivacco Berardo, a destra la "Via Storica al Monviso" che ci condurrà direttamente al bivacco "al lago delle Forciolline" attraverso l'onomino vallone; è quest'ultima la via che dovremo intraprendere. Incamminandoci in questo splendido e selvaggio valloncello non può non venirci in mente la Storia della conquista del Monviso... proprio da questo vallone, infatti nel 1861, l'inglese Mathews cominciò la scalata che lo portò per primo in vetta al "Re di Pietra"!!!
Dopo un amabile tratto a mezzacosta su cui troviamo un'utilissima fontanella, si giunge al margine di un vasto pianoro disseminato di grossi roccioni e delimitato da ripide pareti rocciose e pietraie sui tre lati di fronte a noi; possiamo presto ben osservare, nelle vicinanze del sentiero, un masso che ci indica ancora chiaramente la direzione del sentiero "Ezio Nicoli" in giallo (2.300 m; 1h40').
Seguiamo l'indicazione e cambiamo versante del valloncello iniziando a risalire più decisi su traccia di sentiero sempre ben evidente, grazie anche ai numerosi bolli gialli, portandoci infine ben presto alla base delle Rocce Meano ove dovremo risalire un ripido e detritico canalone che si stringe tra esse e le ripide pareti rocciose dell'antistante Guglia delle Forciolline e dal quale discende un torrentello.
Inizialmente ci terremo sul lato sinistro idrografico del canalone, risalendo alcune facili rocce aiutandoci eventualmente con un utile ma non indispensabile cavo metallico fissato sulle rocce stesse; risalito ancora un altro tratto ripido ove troviamo un'altro cavo di acciaio dovremo presto guadare il torrentello verso sinistra per portarci sull'altro versante del canalone ove, per superare un roccione troviamo un altro cavo metallico fissato a terra.
Segue un altro tratto ripido questa volta sulle cenge terrose e detritiche della sponda destra idrografica del canalone che si susseguono sino a dover nuovamente guadare il torrentello, verso destra, per portarci sotto alcune imponenti bastionate rocciose poste sulla sponda sinistra idrografica.
Il percorso che segue è una semplice, ripida salita su un'infida pietraia instabile sostanzialmente nel centro del canalone stesso che si fa mano a mano un po' più stretto; raggiungiamo così, infine, un addolcimento della pendenza poco dopo aver superato una quanto mai desiderata fontanella ben segnalata con una "F" gialla (2.700 m; 2h40').
Il vallone ora si apre notevolmente lasciando scorgere, chiaramente di fronte a noi, la Punta Dante: segno evidente che siamo quasi arrivati al lago delle Forciolline.
Il sentiero si snoda quindi in direzione della Punta Dante, verso sinistra nel senso di salita, aggirando e scavalcando inizialmente alcuni grossi massi e piccoli salti rocciosi per portarsi, infine, alla base di un salto ben più marcato ove si notano benissimo ancora oggi, i segni della remota e potente azione levigante del ghiaccio sulla roccia che si presenta molto liscia e con innumerevoli strisce parallele.
Costeggiando tutta questa lunga parete si aggirano alcuni ostacoli maggiori tra i quali si presenta anche un caratteristico e curioso passaggio sotto un enorme roccione appoggiato alla parete.
Si affrontano ancora brevi risalite sulle terrazze detritiche alla nostra sinistra, sempre con un percorso amabile e mai faticoso, per infine raggiungere un altro marcato salto roccioso che divide, in buona sostanza, il vallone delle Forciolline con quello immediatamente parallelo posto alla base delle Rocce di Viso.
Si costeggia tale salto roccioso sino al fondo ove un canalino, posto appena sopra un piccolo laghetto, ci permette di risalirlo per giungere su un pianoro roccioso dal quale potremo finalmente ben vedere la gialla sagoma del bivacco "al lago delle Forciolline". Ancora un facile scendi e sali e potremo finalmente giungere sull'uscio della costruzione, sulla sponda SE dell'onomino lago (2.835 m; 3h15').
Si effettua sul percorso di salita (2h15').