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VAL DI SUSA |

Bellissima gita in Val di Susa che offre un discreto fascino alpinistico e stupendi scorci panoramici in quanto forma un lungo crestone divisorio tra la Val Clarea e la Val di Susa dal quale si possono ammirare molte delle più belle vette della zona (Punta Sommelier, Cima del Vallonetto, Rognosa d'Etiache, Rocca d'Ambin, Denti d'Ambin, Monte Giusalet, Rocciamelone....).
E' possibile effettuare la gita in giornata partendo dal Vallone di Galambra (1.840 m) dove vi è il Rifugio Levi-Molinari.
La gita è fattibile in escursione già nel periodo Maggio-Giugno.
Necessario per la salita attrezzarsi di piccozza e ramponi. Si consiglia anche l'utilizzo di una corda che tuttavia non risulta fondamentale se non si soffre di vertigini o se non si è digiuni di gite alpinistiche.
Dalla sbarra posta sulla carrozzabile proseguire seguendo l'itinerario segnalato con marcatori rossi (alternati in alcuni punti con gialli e bianchi) che si spinge fino al fondo del Vallone di Galambra attraversando un evidente canalone ed alcuni torrentelli (45'); da qui seguire il sentiero che risale a serpentina un ripido pendio erboso fino ad arrivare ad una fontana costruita nel '74 dalla squadra del CNSAS di Exilles (1h15').
Il sentiero continua su pendii erbosi progressivamente sempre più ripidi. Lasciate a destra le diramazioni per il Passo Clopacà prima e per il Galambra dopo, si risalgono delle rocce umide levigate dall'acqua nei pressi di una pittoresca cascata.
Il sentiero prosegue ancora per un breve tratto sino ad arrivare allo sbocco del canalone culminante con il Colle d'Ambin (1h40'). Da qui valutare l'innevamento e la possibilità quindi di calzare i ramponi per risalire in diagonale lo stretto canalone sino ad arrivare al Bivacco W. Blais (2.921 mt.) posto appena sotto il Colle d'Ambin (2h10').

Da qui piegare a destra percorrendo un tratto di facili rocce della cresta che, a parte un breve tratto lievemente esposto, risulta elementare per un discreto alpinista (è un tratto in cui si può consigliare l'utilizzo della corda). Superata la cresta proseguire su detriti e rocce (si passa nei pressi di una croce posta sulla cresta) fin sotto una parete rocciosa che si evita portandosi a sinistra sul facile ghiacciaio du Ferrand.
Proseguire in diagonale in direzione E-N-E fin ad arrivare nei pressi di un blocco roccioso, dove si comincia la risalita del pendio con una diagonale in direzione O-S-O che culmina sulla cresta in una fascia detritica (3h - 3h15') ovvero sulla sommità della parete rocciosa che si è evitata prima.

Proseguire sulla cresta in direzione E-N-E sino alla vetta senza difficoltà.
La vera cima è posta su un piccolo promontorio posto al di là di un roccione superabile con un facile ma esposto passaggio di roccia (II+) (3h45' - 4h).

Per la discesa utilizzare il percorso di salita (circa 2h45').