
Il Rifugio Vaccarone e, in primo piano il Bivacco Sandrin
Premessa
Lunga quanto interessante gita a carattere escursionistico della media Val di Susa in grado di soddisfare esigenti appetiti di panorami e famelici interessi naturalistici. Non mancano ampi spunti storici in quanto percorreremo mulattiere ed itinerari realizzati dalle opere del Genio Militare a difesa dei valichi di confine.
Il rifugio Vaccarone sorge su una caratteristica spianata glaciale ai piedi della imponente morena frontale del ghiacciaio dell Agnello, oggi ridotto al fantasma del suo glorioso passato, costituente una splendida balconata naturale ove si gode uno sconfinato panorama sull intera bassa Val di Susa e collina torinese.
Panorami
Il panorama che offre il suo uscio ? davvero invidiabile soprattutto nelle ore crepuscolari quando il fondovalle si accende di mille luci, dalla citt? di Susa sino alla Citt? di Torino, il tutto circondato da uno stupendo corollario di cime che a partire dal Monte Pirchiriano, sul quale sorge la Sacra di San Michele, sino alla Ciantiplagna racchiudono le pi? belle vette del Parco Naturale dell'Orsiera-Rocciavr?.

Bella panoramica della Val di Susa nei pressi del Passo Clopac?

Verso occidente i rimasugli del Ghiacciaio dell'Agnello e l'omonimo Colle
Vista d'eccezione anche sull'antistante Rocciamelone e sulla Bassa Val Cenischia. A NO, appena sopra il prospiciente crinale possiamo ben vedere la lontana vetta della Rocca d'Ambin posta sulla linea di confine italo-francese. A SO il panorama ? limitato dalla "Quota 3137" ovvero la vetta terminale della lunga cresta che inizia pi? ad occidente dal Monte Nibl? e si sviluppa verso oriente con la Punta Ferrand e la pi? vicina Punta dell'Agnello.

Dalla spianata ove sorge il Rifugio la vista sulla bassa Val di Susa ? eccezionale
Condizioni del Rifugio
Il Rifugio Vaccarone, edificato originariamente nel 1900 fu intitolato ad uno dei 200 fondatori del Club Alpino Italiano nonch? valente alpinista di fine '800 con all attivo numerosissime prime ascensioni in Valli di Lanzo e sul massiccio del Monte Bianco. Da molti anni e per vari motivi, la struttura ? chiusa al pubblico ma, nel corso dell ultima ascensione ho potuto constatare con gioia l attuale stato di esecuzione di importanti lavori di ammodernamento, ampliamento e messa a norma di cui sta godendo la vecchia struttura (2010); ? facilmente prevedibile quindi una futura riapertura. Sino a quel momento lo sostituir?, in maniera egregia, l antistante bivacco di lamiera su spianata di cemento dedicato al Cav. Sandrin, dotato di 12 posti letto ed angolo soggiorno con panche e tavolo.

Tutta la struttura a destra ? stata recentemente aggiunta, chiss? quando verr? nuovamente aperto al pubblico?
La propriet? e gestione di tali strutture ? della Sezione CAI di Chiomonte. E' inutile sottolineare quanto fondamentale sia l'appoggio garantito da tali strutture nell effettuazione delle splendide ascensioni e traversate del complesso montuoso Nibl?/Ambin.
Storia

Vecchio Documento che illustra lo sviluppo della Mulattiera Eclause-Ricovero del Gias, reperita da http://stradecannoni.altervista.org/
L itinerario descritto si sviluppa, in gran parte, su una vecchia mulattiera militare. Di tali Opere tuttavia non sono riuscito a ritrovare, con i mezzi ordinari a me concessi, alcuna informazione particolare; mi sono quindi rivolto al cortese aiuto offertomi da Marco Boglione, profondo conoscitore della Storia Militare delle nostre Alpi avendone compiuto ricerche e studi gi? dal 1985.

Le Copertine dei Libri di Marco Boglione
Degni di nota e risalto sono gli interessanti volumi di divulgazione che ha pubblicato con la Blu Edizioni: Le Strade dei Cannoni e l ultimo, recentemente pubblicato (2010), Le Strade dei Forti di cui consiglio caldamente l acquisto. Cura un sito internet sul quale potrete trovare esaustive anteprime degli argomenti oggetto di pubblicazione nei volumi citati: http://stradecannoni.altervista.org/
Riporto letteralmente la risposta avuta da Marco circa la mulattiera diretta al Passo Clopac?:
Ciao kaps,
quella mulattiera che hai percorso faceva parte di una rete di sentieri militari realizzati intorno al 1890 per collegare il campo trincerato del Moncenisio con quello di Exilles. In gergo sono chiamate strade (mulattiere) di arroccamento. La mulattiera militare partiva presso a poco da Eclause... un primo tronco era formato dalla Eclause - Grange della Valle... quindi la mulattiera militare risaliva al Passo Clopaca e si dirigeva verso la zona del colle Clapier che attraversava per entrare nel Vallone di Savine del Moncenisio.

Il sottostante Ricovero del Gias, raggiungibile dal Vaccarone con facile sentiero in pochi minuti
Fu realizzata quindi dal Reale Genio Militare con l'ausilio di prigionieri. In epoca Vallo Alpino il collegamento torn? in auge... e fu considerato di grande importanza sempre per il concetto di spostamento di truppe da un settore all'altro... in questo caso veniva collegata la zona fortificata del Colle Clapier (settore Moncenisio) formata da 4 bunker pi? casermetta (oggi tutti demoliti rimane solo la casermetta) con la strada militare che da Fenils saliva al Forte Pramand dove era attiva una batteria di cannoni in cupole. Nel 1936 dunque vennero previsti alcuni lavori di ammodernamento e restauri di parti franate. Anche questi lavori furono eseguiti con mano d'opera militare (il Genio). Il sentiero era catalogato di tipologia D vale a dire mulattiera per soldati e muli... per i rifugi e i ricoveri vennero riadatti quelli presenti costruiti gi? nel 1890.

Il Ricovero Clopac? all'omonimo Passo
Va ricordato, per completezza, che venne anche realizzata una via di comunicazione ?che passava sotto il Monte Vin Vert e che avrebbe dovuto raggiungere lo Jafferau. Questo era un sentiero in parte scavato nella roccia che raggiungeva il ricovero Vin Vert e proseguiva verso lo Jafferau... mi hanno detto che ultimamente ? quasi del tutto franato e impercorribile...questo tratto, confesso, non l'ho mai percorso quindi no so dirti... rifarei invece volentieri il tratto che hai percorso tu domenica... ?
A queste importanti note aggiungo solo che attualmente la casermetta al Passo Clopac? ? in stato di completa rovina, permangono solo i muri perimetrali, mentre il Ricovero del Gias, a valle del Rifugio Vaccarone e punto di arrivo della mulattiera, ? ancora in buono stato di conservazione.

Durante la salita abbiamo avuto questo insolito incontro ravvicinato con un Ermellino molto curioso
Traccia GPS
Scarica la traccia GPS (.gpx) Grange della Valle - Passo Clopac? - Rifugio Vaccarone (ZIP - 13KB)
Materiali necessari e periodo consigliato
Non risulta necessaria alcuna attrezzatura particolare se non abbondante riserva di acqua per poter raggiungere almeno i pianori oltre il Passo Clopac?, maggiormente ricchi di acqua. Il periodo consigliato ? quello estivo ed autunnale, evitando con cura il periodo invernale e primaverile ove i ripidi pendii che andremo a visitare risultano, a mio giudizio, troppo esposti alle slavine per poter essere affrontati in sicurezza.

Nei pressi del pascolo di Fontana San Giovanni ? possibile vedere le sottostanti case di Grange della Valle
Accesso Stradale
Dalla SS24 del Monginevro, superati i due ripidi ed ampi tornanti posti dopo la frazione Deveys, imboccare prima dell'inizio della discesa sulla destra con strettissima curva, la strada ampiamente segnalata diretta ad Eclause. Superata l'evidente costruzione del Forte del Foens, oggi una colonia alpina, lasciamo il tracciato stradale principale che prosegue diritto verso il Pramand per voltare nuovamente con tornante verso destra diretti ad Eclause; poco prima della frazione voltiamo a sinistra oltrepassando una strettoia e seguendo le indicazioni per il Rifugio Levi-Molinari. Da qui seguendo la strada principale, risaliremo ripidi con diversi tornanti il pendio boscato soprastante per immetterci finalmente nel Vallone di Galambra a breve distanza della frazione Grange della Valle, oltrepassando un ponte sul torrente Galambra. Tralasciamo il bivio a destra che ci porta alla frazione e proseguiamo sulla strada principale che ci conduce nei pressi della Colonia Viberti.?Superata la Colonia percorriamo ancora in auto un tratto della carrozzabile sterrata, in marcata salita, costeggiando sulla sinistra il torrente Galambra fino a giungere ad un bivio che si stacca in salita verso destra in corrispondenza di un enorme masso posto a bordo strada.

Il primo tratto, oltre la margheria si svolge in un splendido lariceto...

... sino a sbucare sull'ampio pascolo di Fontana San Giovanni, dovremo dirigerci poi a sinistra verso i larici
Relazione
Parcheggiamo nei pressi di alcune bacheche, o poco oltre, l auto e tralasciando il pianeggiate tracciato stradale che prosegue verso N diretto al Rifugio Levi Molinari imbocchiamo la strada in salita accanto al roccione ove troviamo una piccola area attrezzata per pic-nic; con pochi tornanti attraversiamo un tratto di lariceto per sbucare nei pressi di un grosso alpeggio, la Margheria Val Galambra.
Costeggiando il caseggiato principale e facendo attenzione ai numerosi cani latranti che sono?disumanamente?legati dai margari con delle catene ai larici circostanti la margaria, aggiriamo alcuni blocchi rocciosi immettendoci nuovamente nel bosco di larici. Inizialmente in morbida salita e successivamente con ripide svolte su evidentissimo e battuto sentiero segnalato con traccia bianco-rossa, transitiamo accanto ad una vasca idrica di decantazione e giungiamo infine con ripida salita sull ampio pascolo erboso disseminato di rocce rotte e schegge di larice, residui delle frequenti slavine che si abbattono quaggi? dal pendio soprastante verso N ogni inverno. Su questo pianoro ? segnalata la presenza di una fontana, la Fontana San Giovanni, di cui tuttavia non ho potuto trovarne traccia.

Il primo tratto di salita ad ampie diagonali in mezzo a ginepri e rododendri
Seguendo le rade ma evidenti segnalazioni orizzontali, risaliamo?il pianoro in direzione N portandoci al margine del lariceto posto sulla destra idrografica dell ampio pendio arbustivo-erboso che discende dal Passo Clopac?; in corrispondenza di un piccolo solco torrentizio troviamo un palo?verniciato bianco-rosso?(ramo di larice) infisso in catasta di sassi, ove potremo nuovamente ritrovare, sulla sinistra, la marcata traccia della mulattiera militare che sale al Passo Clopac?.?

A volte il vento d'alta quota crea dei giochi di nuvole splendidi
Effettuati alcuni tornanti in una splendida bassa vegetazione arbustiva composta da ginepri e rododendri, abbandoniamo la quota dei larici e, in corrispondenza di un canaletto roccioso che discende il pendio a quota 2.200 m circa, potremo trovare, solo fino ad inizio stagione estiva, l ultimo punto ove fare rifornimento idrico prima dei pianori successivi al Passo: la Fontana San Pietro. Il successivo tratto di mulattiera militare, costruita ad ampie diagonali e rigorosamente alla pendenza del 15%, si sposta pi? in alto verso la porzione occidentale del pendio con un ampio traverso sotto un caratteristico roccione posto in corrispondenza di alcuni ruderi di vecchi ricoveri visibili, tuttavia, solo recandoci nei pressi delle rocce.

Nei pressi dell'ultimo tornante si apre la visuale sull'alto vallone del Galambra e Colle d'Ambin
Tale traverso si porta sin sul bordo occidentale del versante che cade con ripidi canaloni sul sottostante pianoro di Galambra ove potremo facilmente identificare il tetto del Rifugio Levi-Molinari. Prima dell ultimo tornante ? identificabile una biforcazione del sentiero: verso destra in salita prosegue l evidente itinerario diretto al Clopac?, verso sinistra in leggera digressione possiamo reperire una traccia che discende al pianoro del Galambra utilizzando una cengia e, presumibilmente un ampio canalone che possiamo vedere poco pi? avanti sul nostro itinerario in corrispondenza del tornante.

Con l'ultimo dolce tratto si giunge nei pressi delle Rovine al Passo Clopac?
Con ultima diagonale guadagniamo il filo della cresta del Monte Nibl? che digrada verso?SE al Monte Clopac?. Nei pressi del passo vediamo i ruderi della vecchia casermetta. Sebbene il vecchio tracciato della mulattiera prosegua in direzione SE per compiere una stretta curva aggirante la vetta erbosa del Monte Clopac?, tralasciamo la sua percorrenza per svalicare pi? semplicemente il Passo e discendere su traccia di sentiero sino ad intercettare nuovamente la mulattiera che proviene poco sotto da destra.

Svalicato il costone osserviamo i pendii dell'alto Vallone del Tiraculo che dovremo attraversare in senso pressoch? orizzontale sino all'ultima cresta rocciosa visibile in contrasto con il cielo
Dal Passo la marcatura del sentiero cambia colore, agli sporadici e consunti segni bianco-rossi sono cos? affiancati i pi? frequenti segni di vernice gialla. Discesi sui terrazzi erbosi nivoglaciali dell alto Vallone del Tiraculo, seguiamo il tracciato stradale sino a superare una palina che indica la direzione per il Rifugio Vaccarone (1h di percorrenza segnalata, a mio giudizio un po troppo tirata).

Poco oltre la palina riportante l'indicazione per il Rifugio Vaccarone si percorre questo tratto di sentiero per poi volgere verso i dossi erbosi sulla sinistra mentre la mulattiera proseguirebbe diritta
Superato un tratto erboso marcato con delle pietre infisse a margine itinerario, la segnalazione orizzontale ci porta a superare l impluvio e risalire su un dosso erboso: da qui inizia la traccia di sentiero che dovremo seguire per raggiungere il Rifugio Vaccarone mentre la mulattiera avrebbe proseguito diritta, alla destra idrografica dell impluvio che abbiamo attraversato, scendendo sui sottostanti pianori per poi effettuare una traversata analoga a quella che effettueremo noi ma a quota decisamente inferiore, per raggiungere il Ricovero del Gias.
Dal nostro dosso erboso proseguiremo verso NE seguendo una traccia a mezzacosta, a tratti poco marcata, facendo attenzione a seguire la segnaletica orizzontale sempre sufficientemente evidente. Proseguiamo in leggera salita, attraversando con brevi saliscendi alcuni torrentelli sempre presenti nel corso dell anno, originati con evidente probabilit? dal soprastante Glacier du Ferrand, non visibile perch? sull opposto versante della cresta soprastante.

Dopo un primo tratto erboso detritico i pendii attraversano alcune tratte su pietraie originate dai soprastanti canaloni; su questi tratti si dovr? porre maggiore attenzione alla segnaletica orizzontale gialla

Caratteristico pietrone sulla quale si ? formata una piega alquanto strana ed insolita

Giunti all'aggiramento del versante siamo nei pressi del Truc dei Francesi, quota posta alla nostra destra
Pi? avanti il sentiero si porta tra alcune rocce ove seguiremo l'indicazione fornita da un tubo metallico giallo infisso, sino a scavalcare un costone erboso che affaccia sui pianeggianti pascoli del Bric dei Francesi, quota poco evidente posta alla nostra destra.

Nell'ultimo tratto di sentiero attraverseremo l'evidente morena frontale del Ghiacciaio dell'Agnello...
Sempre mezzacosta puntando al filo roccioso che cala all orizzonte dalla cresta NE della Punta Ferrand, si attraversano?a mezzacosta?altri due ampi avvallamenti sino a portarci alcune decine di metri sotto un importante salto roccioso creato dalla cresta stessa. Da qui il nostro tracciato, su pietraia cala leggermente passando sotto l imponente morena frontale del Ghiacciaio dell Agnello, che nasconde il soprastante ed omonimo Lago, per attraversare un vecchio canalone roccioso di espluvio e risalire con ripidissimi tornanti il costone erboso dell opposto versante.

... per arrivare al pianoro del Rifugio
Ancora un breve tratto orizzontale in lieve discesa su pascolo erboso e rocce rotte sino a discendere nell alveo di un torrente che si origina dal Lago dell Agnello e risalire il breve ed opposto versante in direzione delle vicine ed evidenti costruzioni del Rifugio Vaccarone e l antistante e sempre accessibile costruzione metallica del Bivacco Sandrin.
Discesa
Sul percorso di salita (3h30') oppure effettuando la traversata attraverso al Colle dell'Agnello e Col d'Ambin per discendere nuovamente al Vallone di Galambra.



