Capanna J.A. Carrel (
3.835 m)
da Cervinia
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Ultima
salita effettuata:
2005-07-30
Dislivello totale salita:
1.335 m |
Grado difficoltà:
ALPINISMO - PD-
Località:
VAL TOURNENCHE |
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Descrizione del paesaggio
e panorami
La Capanna J.A. Carrel sorge sulla prima parte della Cresta SO del Monte
Cervino, la cosiddetta "Cresta del Leone" e sostituisce quello
che era il vecchio bivacco Luigi Amedeo, oggi non più esistente.
Tale struttura rappresenta l'essenziale punto di appoggio per la salita
al Cervino su quella che è considerata la via normale italiana.
Non è un rifugio custodito tuttavia è molto grande (50 posti letto) e
dotato di gas centralizzato, fornelli e tegami, molto utili per sciogliere
neve o per far da mangiare. |

Lo sperone della Cresta del Leone sul quale
sorge la Capanna Carrel |

Evidente lo stato di "Lavori in corso"
sull'uscio del bivacco |

Ecco l'interno del soggiorno del bivacco: Luca
e Marco si preparano per l'imminente salita al Cervino |

Ecco il piazzaletto di atterraggio elicottero
appena dietro alla Capanna alla base del torrione della Gran Tour... |
All'esterno, sull'ampio balcone sospeso nel vuoto
si può godere di una fantastica veduta sulla conca di Cervinia o sui sottostanti
ghiacciai svizzeri alla base della Dent d'Herens e della Dent Blanche.
Il costo del pernottamento è attualmente di 15 € cadauno da inserire
nell'apposita cassetta o da consegnare, nel caso fosse presente, ad una
Guida Alpina del Cervino essendo la Capanna Carrel di proprietà della
"Società Guide del Cervino". |

... ovvero il torrione che si eleva dietro
al bivacco ove troviamo la prima corda fissa sulla via per il Cervino chiamata
"Corda della Sveglia" |

La targa che dedica il bivacco alla memoria
della grande Guida Alpina che fu protagonista importante per la prima ascensione
sul Cervino |
C'è da rimostrare che attualmente l'estetica di
tale bivacco lascia alquanto a desiderare, tuttavia si tenga in considerazione
che è attualmente in fase di restauro e sistemazione, anche in conseguenza
delle frane che hanno interessato alcuni anni or sono la zona del bivacco
rendendone cedevole la superficie sulla quale poggia.
Stupendo tuttavia il panorama che si scorge dall'ampia terrazza di metallo
prospiciente alla costruzione: verso S tutta la val Tournenche e Cervinia,
verso O la Testa del Leone e Dent D'Herens, verso N l'aguzzo profilo della
Dent Blanche, verso E parte del massiccio del Monte Rosa (Plateau Rosà
in primis). |

Dal terrazzo della Capanna Carrel è assolutamente
fantastica la vista sull'intera val Tournenche |

Al mattino il mare di nubi sul sottostante
ghiacciaio svizzero |

La prospiciente Dent d'Herens rimane sul filo
di cresta che prosegue oltre la Testa del Leone |

Accanto a noi è parzialmente visibile il ghiacciaio
del monte Rosa (Plateau Rosà) |

La prospiciente bellissima Dent Blanche |

La salita al bivacco non si svolge solamente
su terreno escursionistico, pertanto è consigliabile fare utilizzo del materiale
alpinistico consigliato |
Periodo consigliato ed attrezzatura
necessaria
Per salire in piena sicurezza a questo bivacco si consideri l'utilizzo
di materiale di arrampicata quale imbrago, corda (50 m), alcuni rinvii
e fettucce, caschetto.
E' possibile procedere in cordata di conserva ma NON è consigliabile
secondo me fare a meno di legarsi.
Il periodo consigliato per la salita è sicuramente quello estivo da luglio
a settembre, in relazione alle condizioni dell'innevamento alle quote
più alte. |
Relazione
Da Cervinia prendiamo il primo troncone degli impianti per Plateau Rosà
che conducono sino ai 2.500 m di Pian Maison dove, con percorso ben segnalato
e sostanzialmente pianeggiante raggiungiamo il rifugio privato Oriondè
(ex Duca degli Abruzzi) oggi in fase di restauro e pertanto chiuso.
Il sentiero, Alta Via n.3, effettua dapprima un mezzacosta in senso antiorario
sul fondo della val Tournenche su prati e passando sotto alcuni impianti
di risalita poi continua su terreno morenico attraversando un paio di
torrenti che discendono dai ghiacciai ai piedi del Pic Tyndall e monte
Cervino.
Si giunge così facilmente alla località Oriondè (2.802 m; 1h). |

Dall'arrivo della funivia a Plan Maison s'imbocca
un largo sentiero che poi effettua un estetico mezzacosta per arrivare sui
pendii del versante opposto della vallata, sotto il monte Cervino. |

La Croce Carrel |
Risalito il pendio erboso posto dietro al rifugio
in costruzione in direzione N ritroviamo facilmente una larga traccia
che si porta fin sotto una diagonale più ripida che da accesso ad un pianoro
di pascoli e detriti.
Sempre seguendo l'evidente traccia superiamo un gradino roccioso giungendo
in breve accanto alla Croce Carrel, eretta proprio a memoria di J.A. Carrel
che qui morì di fatica dopo aver ricondotto a valle dalla vetta del Cervino
due clienti in seguito ad una tormenta (2.920 m; 1h15'). |
Proseguendo sulle rocce soprastanti giungiamo in
terreno detritico ove grazie a sporadici ometti e segnali di vernice rossa
seguiamo la traccia che ci porta sino accanto ad un primo nevaio posto
alla base di una parete rocciosa abbastanza ripida e strapiombante.
Saliamo a margine sinistro del nevaio sino sotto le pareti e ci infiliamo
in un ripido canalone roccioso che sale in direzione O dapprima con traccia
su facili detriti sul fianco destro del canalone (senso di salita) e subito
dopo portandosi al centro su facili rocce che dovranno essere affrontate
in alcuni tratti con elementare arrampicata sino a guadagnare la sommità
del canalone stesso. |

Luca risale il faticoso pendio che adduce al
primo nevaio... |

.. che ci porta sino sotto delle pareti verticali
e strapiombanti |

Deviando verso sinistra imbocchiamo lo stretto
canalone che ci portarà sul pianoro detritico soprastante |

Giunti su un terreno composto da lastroni inclinati
e sovrapposti seguiamo l'esile traccia tenendoci alla destra (salita) dei
torrentelli che discendono |
Da qui ritroviamo l'evidente traccia che riprende
a salire in direzione N sul pendio detritico che sale deciso verso la
Testa del Leone.
Seguendo le frecce di vernice rossa passiamo accanto ad un torrentello
risalendo facilmente il pendio e giungendo alla base di un pendio innevato
che costeggeremo sulla destra sin sotto alcune rocce che saranno superate
grazie ad alcune strette cenge rocciose (3.300 m; 2h30'). |
Superato il salto roccioso la traccia sale più ripida
su una pietraia che si spinge sin alla base della Testa del Leone ove
le rocce si fanno più grosse e verticali; a tal punto la traccia giunge
sin sul bordo di un largo canalone detritico per poi discenderlo brevemente
ed attraversarlo in direzione NE, praticamente a mezzacosta, in un tratto
abbastanza esposto alla caduta pietre dalle soprastanti pareti della Testa
del Leone. Ancora un breve percorso a mezzacosta sempre su cenge detritiche
e giungiamo, perdendo qualche metro di quota, allo stretto intaglio del
Colle del Leone dal quale ha inizio la Cresta SO del Cervino, la "Cresta
del Leone" (3.581 m; 3h15'). |

Immersi nella nebbia giungiamo alla base delle
pareti della Testa del Leone, ora dovremo affrontare un mezzacosta su cenge
per raggiungere il Colle del Leone... |

... percorso visto qui al contrario sulla via
del ritorno |

Il ripido e stretto intaglio del Colle del
Leone |

Inizia poco dopo il Colle del Leone (dietro
Luca e Marco) il tratto più impegnativo della salita alla Capanna J.A. Carrel |
Attraversato l'intaglio si superano alcune rocce
rosse e si sale in cresta sul versante meridionale su un evidente canalino
diagonale giungendo in un tratto di terreno detritico ove la traccia diventa
nuovamente evidente dirigendosi verso un risalto roccioso verticale.
Lasciando sulla destra una parete più verticale proseguiamo, sulla sinistra,
sulla traccia fino alla base delle placche inclinate della cresta risalendo
un breve tratto ripido (II) sul quale è possibile trovare alcuni chiodi
ai quali assicurarsi se si decide di procedere in cordata. |
Superato tale tratto si giunge su un'ampia placca
inclinata denominata "Placca Seiler" oltre un piccolo diedrino
(III). Ancora un breve tratto di placca (II) e, sempre sul versante meridionale
aiutandoci con le corde fisse superiamo un breve passaggio abbastanza
esposto ed inclinato per giungere alla base di una modesta parete verticale
di circa 10 metri ove sale diritta l'ennesima utilissima corda fissa;
senza tale attrezzatura la salita sarebbe valutabile sicuramente almeno
con un grado IV+. |

Già legati in cordata saliamo sulla suggestiva
Placca Seiler |

Affronto il piccolo diedrino dopo la Placca Seiler |

Luca mi segue nel tratto successivo ove un'utile
corda fissa ci permette di salire agevolmente al passaggio più impegnativo
|

Ecco la pareteverticale attrezzata che sostituisce
il vecchio e storico Cheminée crollato nel 2003 |
In passato questo tratto non esisteva, al suo posto
c'era il famoso passaggio denominato Cheminée, diedro di una dozzina di
metri cancellato nel 2003 da un'importante frana sulla Cresta del Leone.
Superato il passaggio sulla parete verticale la pendenza si addolcisce
notevolmente e, seguendo sempre la corda fissa uscimao dal tratto più
impegnativo della salita alla Capanna J.A. Carrel;
ci rimane da percorrere ancora un modesto tratto su terreno detritico
alternato da brevi placconate sul filo di cresta per risalire i rimanenti
50 metri di dislivello che ci rimangono per raggiungere l'evidente costruzione
del bivacco sopra le nostre teste (3.835 m; 4h30'). |
Discesa
La discesa è seguendo l'itinerario fatto nella salita con la necessità
di effettuare almeno tre calate in corda doppia per superare alcuni tratti
verticali che abbiamo superato in salita grazie alle corde fisse.
Sembra stupido consigliare di porre molta attenzione nell'effettuare
tali manovre ma è un metodo molto semplice per farsi veramente male. |

Alle mie spalle la Testa del Leone, ben visibile
sulla sinistra, il tratto percorso a mezzacosta sotto le pareti ripide |